Diritto e Fisco | Articoli

Come tutelarsi dalle piccole insolvenze?

25 Maggio 2021
Come tutelarsi dalle piccole insolvenze?

Recupero crediti non riscossi: come evitare il problema del mancato pagamento quando l’importo è modesto e non giustifica l’intervento di un avvocato. 

Un nostro lettore svolge l’attività di assistenza tecnica su attrezzature varie. Ci chiede come tutelarsi dalle piccole insolvenze di cui spesso si macchiano i propri clienti. Nel caso in cui l’importo da riscuotere sia modesto, tanto da non giustificare l’intervento di un avvocato, come è possibile difendersi in anticipo e che tutele appresta la legge in favore del creditore?

Il problema della riscossione dei crediti è abbastanza comune, anzi diffusissimo. Si potrebbe dire che è il principale ostacolo agli investimenti esteri nel nostro Paese. Lo sanno bene i numerosi governi che si sono succeduti negli ultimi tempi e che hanno tentato, a più riprese, di riformare la nostra giustizia civile. Il tutto al fine di garantire tempi brevi e certi ai processi, specie quelli relativi agli inadempimenti contrattuali e ai mancati pagamenti. Ciò nonostante il contenzioso civile, senza accennare a diminuire, mantiene ancora un record di durata rispetto agli altri Stati dell’Unione Europea. 

Tutelarsi dalle piccole insolvenze non è cosa agevole, a meno di rendere farraginosa la previa fase di conclusione del contratto, con indagini sulla serietà commerciale del cliente o con la richiesta di garanzie. Ostacoli questi che, oltre a rallentare l’attività lavorativa, potrebbero far desistere il cliente dall’accettare la prestazione.

Di sicuro, il metodo migliore per garantirsi dal mancato pagamento è quello di chiedere un anticipo del corrispettivo prima di eseguire l’attività, anticipo però che non tutti sono disposti a versare, specie quando si ha a che fare con una ditta sconosciuta. Come infatti il creditore è guardingo nei confronti del proprio cliente, anche quest’ultimo potrebbe nutrire le stesse remore. Del resto, il problema del recupero del credito sussiste in entrambe le direzioni ed anche chi versi l’anticipo potrebbe poi trovare difficile, se non impossibile, agire per la restituzione dello stesso in caso di inadempimento. Solo chi ha una reputazione commerciale molto ampia e stimata può imporre le proprie condizioni contrattuali.

Esistono tuttavia ulteriori sistemi per difendersi in anticipo dal mancato pagamento del cliente. Uno di questi, ad esempio, è il cosiddetto «diritto di privilegio» che spetta a chi esegue riparazioni su oggetti che gli vengono consegnati dal cliente stesso. L’esecutore della prestazione può, in caso di mancato pagamento della propria fattura, trattenere la cosa mobile presso di sé fino a quando l’adempimento non sarà stato effettuato. Si pensi al meccanico dell’officina che aggiusta la macchina, al liutaio che restaura uno strumento musicale, al tecnico che ripara un elettrodomestico e così via. 

A prevedere tale possibilità sono: 

  • l’articolo 2756 del Codice civile che si applica ai crediti per le prestazioni e le spese relative alla conservazione o al miglioramento di beni mobili;
  • l’articolo 2761 del Codice civile che si applica invece ai crediti relativi al contratto di trasporto e quelli per le spese d’imposta anticipate dal vettore.

In entrambi i casi, il diritto di ritenzione della cosa scatta solo se l’oggetto in riparazione o da trasportare si trovi ancora presso la disponibilità materiale del creditore. 

Un ulteriore sistema per tutelarsi dalle insolvenze – di qualsiasi tipo di insolvenza si tratti – è quello di dimostrare al debitore, in modo fermo e deciso, l’intenzione di agire legalmente contro di lui, stimolandolo così a versare il dovuto per non dover sostenere i costi di un giudizio. Ciò, il più delle volte, avviene con l’invio di una diffida ad adempiere che ben potrebbe essere spedita dal creditore stesso ma che, per maggiore suggestione, viene spesso fatta firmare all’avvocato. 

Esiste tuttavia un metodo assai più incisivo per manifestare al cliente insolvente la volontà di procedere in giudizio contro di lui; tale sistema viene spesso adottato dalle grandi compagnie (come le finanziarie o le società della luce e del telefono) per recuperare i piccoli crediti, crediti che non giustificherebbero i costi di un intero processo. Si tratta di notificare al debitore un atto di citazione in giudizio, con l’invito a costituirsi dinanzi al giudice per difendersi dall’azione di recupero del credito, pena la dichiarazione di contumacia. L’atto di citazione – che potenzialmente dà vita a un processo civile – non viene però poi iscritto a ruolo, ossia non viene depositato in tribunale; il che consente di evitare i costi del processo quale il versamento delle imposte (il cosiddetto contributo unificato) e, non in secondo piano, la parcella dell’avvocato.

Non c’è quindi alcuna intenzione di coltivare la causa, cosa che però non sospetta il debitore quando si vede notificare l’atto giudiziale. Quest’ultimo pertanto, per non dover a sua volta sostenere i costi e i rischi di un processo – che peraltro lo vedrebbe probabilmente sconfitto – si decide a pagare o comunque a trovare un accordo con il creditore per una chiusura bonaria della vertenza.

Il creditore, in questo modo, sostiene solo il costo della notifica dell’atto giudiziale (di circa 15 euro), salvo comunque trovare un accordo economico con il proprio avvocato che, dovendo stilare e firmare la citazione, potrà essere pagato a risultato ottenuto. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube