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Se mi rifiuto di sottopormi all’alcoltest

14 aprile 2014


Se mi rifiuto di sottopormi all’alcoltest

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 aprile 2014



Etilometro e guida in stato di ebbrezza: in caso di rifiuto del test scatta il processo penale e la revoca della patente.

In caso di rifiuto di sottoporsi al test per la guida in stato di ebbrezza, da parte di chi abbia provocato un incidente stradale, è prevista la doppia pena dell’arresto e dell’ammenda (pena pecuniaria) [1].

Non solo. Oltre a ciò, scattano altre due sanzioni amministrative accessorie: la sospensione della patente di guida e la confisca del veicolo, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione.

A dirlo è stata la Cassazione in una sentenza di pochi giorni fa [2].

Secondo la Suprema Corte, il trattamento sanzionatorio applicabile al rifiuto di sottoporsi all’accertamento del livello alcolico, per chi sia rimasto coinvolto in un incidente stradale, è quello più rigoroso delle pene congiunte di arresto ed ammenda, oltre 
alle predette sanzioni amministrative accessorie (sospensione della patente di guida e confisca del veicolo, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione).

Peraltro il codice della strada, oltre a sanzionare la guida in stato di ebbrezza, configura come autonomo reato anche il rifiuto del guidatore di sottoporsi ad accertamento del tasso alcolemico, in quanto si tratta di un obbligo e non di una semplice facoltà [3].

Attenzione: secondo il pacifico e consolidato orientamento della giurisprudenza della Cassazione, lo stato di ebbrezza può essere accertato con qualsiasi mezzo, e quindi non solo con l’etilometro, ma anche sulla base dei sintomi. Pertanto, deve ritenersi sufficiente ad individuare lo stato di ebbrezza l’accertamento compiuto dalla polizia attraverso il rilevamento dei sintomi di ubriachezza presenti nel soggetto quali: alito fortemente vinoso, linguaggio sconnesso, difficoltà di espressione verbale, parole senza senso, occhi lucidi, difficoltà di coordinamento dei movimenti, tono di voce alto, forte euforia, stato confusionale, eccessiva sudorazione, equilibrio precario. [4]

note

[1] Art. 186, comma 2, lettera c), cod. str.

[2] Cass. sent. n. 16055/2014 dell’11.04.2014.

[3] Cass. sent. n 22231/2013.

[4] Trib. Campobasso, sent. n. 496/2013.

Autore immagine: 123rf.com


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