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Comportamenti vietati sul pianerottolo di casa: giurisprudenza

25 Maggio 2021
Comportamenti vietati sul pianerottolo di casa: giurisprudenza

Porto d’armi, evasione, apertura di porte, stalking, lesione della privacy per le telecamere posizionate sul pianerottolo e violazione di domicilio per chi sosta sulle scale. 

Violazione di domicilio per chi sosta nel pianerottolo di casa altrui non autorizzato 

In tema di violazione di domicilio, rientra nella nozione di “appartenenza” di privata dimora il pianerottolo condominiale antistante la porta di un’abitazione. Commette pertanto il reato in questione, nella sua forma consumata e non di semplice tentativo, chi si introduca, invito domino, all’interno di un edificio condominiale sul pianerottolo e avanti alla soglia dell’abitazione di uno dei condomini, avente, come gli altri, diritto di escludere l’intruso.

Cassazione penale sez. V, 20/10/1998, n.12751

Coltello sul pianerottolo delle scale dello stabile condominiale  

Il porto del coltello, fuori dalla propria abitazione, sul pianerottolo delle scale dello stabile condominiale non è equiparabile al porto di un’arma in una pertinenza dell’immobile privato, trattandosi di una parte comune ed essendo destinato all’uso di un numero indeterminato di soggetti.

Cassazione penale sez. V, 09/03/2018, n.24755

Stalking: elemento oggettivo

È integrato l’elemento oggettivo del reato di stalking dalla condotta estrinsecatasi complessivamente in appostamenti sotto casa, ovvero sul pianerottolo, inseguimenti, molestie, minacce rivolte alla p.o. ed ai familiari nonché minacce di suicidio; tutti atteggiamenti, nel loro complesso idonei a destare un forte timore per la propria incolumità nella vittima.

Tribunale Taranto sez. II, 04/09/2020, n.689

Sulla possibilità che l’avvocato di uno studio legale diverso ma posto sullo stesso pianerottolo del palazzo possa ricevere gli atti per il collega

E’ ragionevole assumere che, pur nella situazione di esistenza di due studi in interni diversi dello stesso stabile, il collega dell’interno limitrofo possa essere officiato di ricevere atti, se questo suo manifestarsi come addetto è localizzato nel luogo in cui la notifica doveva farsi.

Cassazione civile sez. VI, 30/06/2020, n.12985

Apertura di una nuova porta sul pianerottolo comune 

Un regolamento condominiale di natura contrattuale può legittimamente apportare esclusioni o restrizioni alle facoltà che ordinariamente, secondo le previsioni della norma di cui all’art. 1102 c.c., competono ai singoli partecipanti relativamente alle parti comuni.

La norma regolamentare, che vieti le “modifiche” delle parti comuni, si riferisce evidentemente ad ogni opera che, anche laddove non alteri l’essenza della cosa comune o il suo aspetto funzionale, tuttavia comporti una alterazione dello stato di fatto che, in sede convenzionale, i condomini hanno dimostrato di voler preservare.

Corte appello Milano sez. III, 20/01/2020, n.651

In tema di condominio, i pianerottoli quali elementi essenziali delle scale di accesso ai diversi piani dell’edificio in condominio, sono per presunzione di legge, salvo diverso titolo, in comproprietà di tutti i condomini e pertanto la loro utilizzazione da parte dei singoli condomini è soggetta alla disciplina propria dell’uso individuale della cosa comune con la conseguenza che è del tutto legittima la creazione di un secondo ingresso ad un appartamento di proprietà esclusiva, in corrispondenza del pianerottolo antistante, ove non limiti il godimento degli altri condomini e non arrechi pregiudizio all’edificio e al suo decoro.

Tribunale Salerno sez. II, 23/10/2015, n.4386

Videoregistrazioni della polizia giudiziaria nelle indagini preliminari in luoghi non riconducibili al concetto di domicilio

Sono legittime le videoregistrazioni aventi a oggetto comportamenti comunicativi e non comunicativi disposte dalla polizia giudiziaria nel corso delle indagini preliminari in luoghi non riconducibili al concetto di domicilio (nella specie, le telecamere erano state allocate all’interno delle scale di un edificio ed al di fuori del pianerottolo di un appartamento): tali attività di captazione delle immagini – se eseguite in luoghi pubblici, aperti o esposti al pubblico per esigenze lavorative e non – sono qualificabili come prova atipica disciplinata dall’art. 189 c.p.p. e quindi utilizzabili senza alcuna necessità di autorizzazione preventiva del giudice (la Corte ha precisato che il pianerottolo delle scale di un fabbricato in condominio costituisce un luogo aperto al pubblico, in quanto consente l’accesso a una indistinta categoria di persone e non soltanto ai condomini, che hanno la possibilità giuridica e pratica di accedervi senza legittima opposizione di chi su detto luogo esercita un potere di fatto o di diritto).

Cassazione penale sez. VI, 13/11/2019, n.5253

Le videoriprese effettuate dalla polizia giudiziaria sul pianerottolo di un condominio conducente al terrazzo condominiale sono legittime e pienamente utilizzabili, non riguardanti luoghi di privata dimora.

Cassazione penale sez. IV, 29/05/2018, n.38230

Nozione di decoro architettonico del fabbricato e configurabilità dell’alterazione

Ai fini della tutela prevista dall’art. 1120 c.c., la nozione di decoro architettonico del fabbricato deve intendersi riferita all’estetica dell’edificio, costituita dall’insieme delle linee e delle strutture ornamentali che ne costituiscono la nota dominante e imprimono alle varie parti di esso una sua determinata, armonica fisionomia. Ciò posto, l’alterazione del decoro si verifica non quando si mutano le originarie linee architettoniche, ma quando la nuova opera si rifletta negativamente sull’insieme dell’armonico aspetto dello stabile.

Pertanto, una tale alterazione deve ritenersi sussistente in caso di arbitraria installazione di una porta sul pianerottolo di comune proprietà condominiale, come accaduto nella fattispecie, in quanto, pur non provocando alcuno stravolgimento dello stato dei luoghi, essa appare da un punto di vista compositivo come un’anomalia, ovvero elemento disarmonico ed estraneo all’ambiente del pianerottolo.

Tribunale Trieste, 29/04/2019, n.256

Delibere condominiali in merito all’uso del pianerottolo condominiale.

La delibera condominiale in merito all’uso dei beni condominiali, in particolare dei ballatoi sui quali si affacciano le aperture degli appartamenti di proprietà esclusiva dei condomini, non ha ad oggetto diritti del singolo e dunque non è nulla ma bensì annullabile mediante impugnazione da proporre nei trenta giorni previsti dall’art. 1137 comma secondo c.c. in caso di contrarietà alla legge o al regolamento di condominio. La mancata tempestiva impugnazione della delibera produce la sua obbligatorietà per tutti i condomini a mente dell’art. 1137 c.c.

Tribunale Bari sez. I, 28/11/2018, n.4960

Arresti domiciliari: commette il reato di evasione l’imputato che sia sorpreso a stazionare sul pianerottolo, all’esterno dell’abitazione

Deve essere affermata la penale responsabilità per il reato di evasione di cui all’art. 385 c.p. dell’imputato il quale, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, sia sorpreso a stazionare all’esterno della stessa, sul pianerottolo posto dinanzi al portone dello stabile, a prescindere dai motivi che lo abbiano determinato all’allontanamento, nonché dalla durata e dalla modalità dello stesso.

Tribunale Torre Annunziata, 25/06/2018, n.1415

L’installazione di un ascensore sul pianerottolo 

L’installazione di un ascensore costituisce un’innovazione per l’abbattimento delle barriere architettoniche ex art. 2, commi 1 e 2, l. n.13 del 1989; tuttavia, secondo quanto prescritto dal comma 3 di detta norma, vanno sempre osservati i limiti previsti dagli artt. 1120 e 1121 c.c.; pertanto, tale installazione è vietata se comporta per il condomino un rilevante pregiudizio dell’originaria possibilità di utilizzazione del pianerottolo.

Cassazione civile sez. VI, 14/09/2017, n.21339

Non integra reato la telecamera che riprendere le scale e il pianerottolo di un condominio

Le scale di un condominio e i pianerottoli delle scale condominiali non assolvono alla funzione di consentire l’esplicazione della vita privata al riparo da sguardi indiscreti, perché sono, in realtà, destinati all’uso di un numero indeterminato di soggetti e di conseguenza la tutela penalistica di cui all’art. 615 bis c.p. non si estende alle immagini eventualmente ivi riprese.

Cassazione penale sez. V, 30/05/2017, n.34151

Reato di molestia o disturbo alle persone, ove sia accertata una condotta oggettivamente caratterizzata da petulanza

Ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 660 c.p. (Molestia o disturbo alle persone), ove sia accertata una condotta oggettivamente caratterizzata da petulanza, ossia da un modo di agire pressante, insistente, indiscreto ed univocamente molesto, tale da interferire in modo sgradevole nella sfera della quiete e della libertà della persona offesa ponendola in una condizione di disagio e alterandone le normali condizioni di tranquillità, quanto al profilo psicologico è necessaria e sufficiente l’emersione della coscienza e volontà di tale condotta, restando al di fuori della verifica che compete al giudice di merito i motivi che abbiano spinto l’agente ad agire, non incidendo essi sulla finalità penalmente rilevante dell’azione in relazione a cui si configura il dolo.

(Fattispecie nella quale la condotta dell’imputato si era sviluppata in arco di tempo non minimo e con modalità articolate, sia mediante l’insistente suono del campanello dell’abitazione, sia mediante la rottura di diversi vasi di fiori posizionati sul pianerottolo di casa).

Cassazione penale sez. I, 07/02/2017, n.26336



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