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Parcheggio supermercato: Cassazione

25 Maggio 2021
Parcheggio supermercato: Cassazione

Incidenti, responsabilità del gestore e custodia: tutto ciò che c’è da sapere sulle auto parcheggiate in uno spazio privato aperto al pubblico. 

Parcheggio di autovettura in un supermercato: natura di contratto di locazione e obbligo di custodia a carico del gestore 

Il parcheggio di un’autovettura all’interno di un supermercato deve essere ricondotto al paradigma del contratto di locazione. lo scopo del cliente si sostanzia nella ricerca di un luogo per la sosta temporanea. L’obbligo del gestore si concreta nel garantire in godimento dell’area di sosta. Non si esclude a priori l’obbligo di custodia ma può dirsi ricorrente solo se risulti che l’utente abbia inteso ex professo assicurarsi la conservazione del bene: ad esempio, nel caso di parcheggio oneroso, prevedendo un corrispettivo più elevato.

Corte di cassazione, sezione VI 3, ordinanza 15 aprile 2021 n. 9883

Obblighi del depositario e custodia dell’auto parcheggiata

L’istituzione da parte dei Comuni, previa deliberazione della Giunta, di aree di sosta a pagamento ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera f), del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (codice della strada), non comporta l’assunzione dell’obbligo del gestore di custodire i veicoli su di esse parcheggiati se l’avviso “parcheggio incustodito” è esposto in modo adeguatamente percepibile prima della conclusione del contratto (artt. 1326, primo comma, e 1327 cod. civ.), perché l’esclusione attiene all’oggetto dell’offerta al pubblico ex art. 1336 cod. civ. (senza che sia necessaria l’approvazione per iscritto della relativa clausola, ai sensi dell’art. 1341, secondo comma, cod. civ., non potendo presumersene la vessatorietà), e l’univoca qualificazione contrattuale del servizio, reso per finalità di pubblico interesse, normativamente disciplinate, non consente, al fine di costituire l’obbligo di custodia, il ricorso al sussidiario criterio della buona fede ovvero al principio della tutela dell’affidamento incolpevole sulle modalità di offerta del servizio stesso (quali, ad esempio, l’adozione di recinzioni, di speciali modalità di accesso ed uscita, di dispositivi o di personale di controllo), potendo queste ascriversi all’organizzazione della sosta. Ne consegue che il gestore concessionario del Comune di un parcheggio senza custodia non è responsabile del furto del veicolo in sosta nell’area all’uopo predisposta.

Corte di cassazione, sezioni Unite civili, sentenza 28 giugno 2011 n. 14319 

Incidente stradale

La vittima di un sinistro stradale ha azione diretta nei confronti dell’assicuratore della responsabilità civile del responsabile quando il sinistro sia avvenuto su strade pubbliche od a queste equiparate, per tali ultime intendendosi anche le aree private dove è consentita la circolazione ad un numero indeterminato di persone, come ad esempio le aree destinate alla distribuzione di carburante agli utenti, a nulla rilevando che, ai diversi fini della disciplina dell’obbligo di precedenza, tali aeree siano qualificabili come non soggette a pubblico transito, ai sensi dell’art. 145, comma 5, c. strad., alla luce della diversità degli scopi cui sono finalizzate, da un lato, le norme relative alla circolazione e, dall’altro, quelle relative all’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore.

Cassazione civile , sez. III , 03/03/2011 , n. 5111

Ai fini della precedenza tra veicoli, ciò che rileva per considerare applicabile il precetto contenuto nel comma 6 dell’art. 145 nuovo cod. strada, è che il veicolo provenga da un’area che, sebbene tutti vi possano accedere e quindi provenirne, da un lato sia esterna alla carreggiata stradale in modo da non essere interessata dal normale transito dei veicoli, dall’altro sia privata e destinata ad essere utilizzata da chi vi si porta per usufruire del servizio per cui il proprietario dell’area la pone a disposizione dei propri utenti. (Nel caso di specie la S.C. ha rigettato il ricorso avverso la sentenza che aveva ritenuto l’area di parcheggio di un supermercato come luogo non soggetto a pubblico passaggio).

Cassazione civile , sez. III , 18/02/2000 , n. 1870

Al contratto di parcheggio si applicano le norme sul deposito

Il contratto di parcheggio delle autovetture è contratto atipico per la cui disciplina occorre fare riferimento alle norme relative al deposito e che pertanto comporta l’affidamento del veicolo al gestore del parcheggio con l’obbligo di custodirlo e di restituirlo nello stato in cui gli è stato consegnato. 

Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 23 agosto 1990 n.8615



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3 Commenti

  1. Trovare un parcheggio in certi supermercati è come trovare un ago in un pagliaio. Ma dico io, come si fa a non predisporre un numero sufficiente di parcheggi con il rischio che la gente poi si trovi a dover parcheggiare per poi bloccare gli altri automobilisti?

  2. Un automobilista incosciente mi ha rigato l’auto nuova nuova sullo sportello. Ovviamente, l’infame è andato via non appena mi ha urtato perché quando ho parcheggiato io non c’era nessuno e poi combinazione al mio rientro trovo la macchina con una striscia. Evidentemente si è accorto che era troppo stretto e non potevo entrare così è uscito magari per sistemare meglio l’auto e nel fare la manovra non si è regolato e mi ha rigato l’auto…Ero incavolato nero!!!

  3. Ci sono soggetti che non dovrebbero avere proprio la patente perché non sanno nemmeno parcheggiare rispettando i confini delle linee e magari si prendono due parcheggi impedendo agli altri di parcheggiare. Ma se tutti facessero così allora ci starebbero 4 macchine… Roba da pazzi!

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