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Definizione in adesione: bloccare l’accertamento fiscale con un accordo col fisco

14 Aprile 2014


Definizione in adesione: bloccare l’accertamento fiscale con un accordo col fisco

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Aprile 2014



La definizione in adesione di un accertamento fiscale evita ulteriori azioni da parte dell’Agenzia delle Entrate per lo stesso anno di imposta.

In caso di accertamento fiscale, il contribuente può chiudere la partita con l’Agenzia delle Entrate trovando un accordo nel corso di un contraddittorio tra le parti. Si tratta della cosiddetta “definizione in adesione”. Con questa sorta di “transazione”, l’accertamento notificato al contribuente perde di efficacia e le parti si obbligano a rispettare il contenuto dell’adesione sottoscritta, chiudendo qui ogni partita.

Il vantaggio per il contribuente è che, in questo modo, ottiene una riduzione delle sanzioni. Le sanzioni, infatti, scendono a un terzo del minimo previsto per legge, sul valore del tributo oggetto di evasione. In altre parole, una volta che Fisco e contribuente hanno raggiunto un’intesa sul nuovo imponibile, le sanzioni calcolate sono ridotte a un terzo.

Una volta definito l’accertamento con tale accordo, il contribuente non può più impugnarlo davanti al giudice o chiederne la modifica, neanche se si accorge di profili di nullità degli atti dell’amministrazione fiscale.

Il perfezionamento dell’adesione comporta, in via generale, nella maggior parte dei casi, la definizione dell’anno d’imposta oggetto dell’accertamento notificato.

PROCEDURA

Chi promuove l’adesione

L’adesione all’accertamento può essere promossa su iniziativa:

1) del contribuente;

2) oppure dell’Agenzia delle Entrate

Su iniziativa dell’Ufficio

Se l’iniziativa è dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate, quest’ultima invia all’interessato un invito con l’indicazione dei periodi d’imposta suscettibili di accertamento, il giorno e il luogo della comparizione. Il contribuente non è obbligato a partecipare.

Per il nuovo redditometro, invece, prima dell’emissione dell’atto l’Agenzia deve attivare l’adesione inviando al contribuente un invito con la motivazione e la quantificazione della pretesa.

Su iniziativa del contribuente

Il contribuente, al quale è stato notificato un avviso di accertamento o di rettifica non preceduto da alcun invito, può attivarsi in prima persona per chiedere il procedimento di adesione. In tal caso, deve presentare un’istanza in carta libera con l’indicazione del recapito anche telefonico.

La domanda di adesione va presentata all’ufficio delle Entrate che ha emesso l’avviso attraverso la consegna diretta o con l’invio tramite servizio postale.

Il contribuente deve presentare tale domanda entro i termini per proporre ricorso in Commissione tributaria provinciale, considerando anche la sospensione estiva dal 1° agosto al 15 settembre.

L’adesione avviata dal contribuente sospende i termini per l’impugnazione dell’atto in Commissione tributaria per 90 giorni, che decorrono dalla data di deposito dell’istanza

Se il contribuente, durante questa “sospensione” notifica ugualmente il ricorso in giudizio ciò determina la rinuncia all’istanza di definizione.

Il contraddittorio

Al contraddittorio con l’ufficio, il contribuente può farsi rappresentare da un soggetto munito di delega che dovrà essere allegata al primo verbale (si consiglia un avvocato o un commercialista).

Per ciascun incontro deve essere redatto un verbale nel quale dovrà risultare la documentazione prodotta dal contribuente e le motivazioni/giustificazioni addotte.

Il procedimento di adesione si conclude quando Agenzia e contribuente raggiungono un accordo sul nuovo imponibile

Quando l’accordo si perfeziona

Per il perfezionamento dell’accordo è necessario stilare un atto scritto di definizione e pagare l’importo totale dovuto o la prima rata entro 20 giorno dalla firma dell’accordo

Entro dieci giorni dal versamento il contribuente deve consegnare all’ufficio la quietanza di pagamento e contestualmente potrà ritirare copia dell’atto di adesione.

LE ECCEZIONI ALL’INTANGIBILITÁ DELL’ACCORDO

Come detto, l’adesione comporta l’impossibilità per il fisco di procedere a ulteriori accertamenti per il medesimo anno di imposta. Sono però previste delle eccezioni nelle quali è possibile che l’amministrazione integri la propria pretesa con nuovi accertamenti.

Eventuali nuovi accertamenti devono comunque essere notificati entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o, se omessa, entro il quinto (fermo restando il raddoppio in caso di violazioni penali) [1].

1) I nuovi elementi

Una delle ipotesi in cui è possibile un’ulteriore accertamento del fisco, nonostante l’adesione è se emergono nuovi elementi, ossia quando sopravviene la conoscenza di nuove notizie. In tali casi, l’Agenzia delle Entrate può accertare un maggior reddito solo se questo risulta superiore al 50% di quanto definito e comunque se non è inferiore a 25.822,84 [2].

Nell’atto di accertamento integrativo, l’ufficio deve pertanto spiegare quali sono i nuovi elementi scoperti solo dopo il primo atto impositivo e il modo in cui ne è venuto a conoscenza.

2) L’accertamento parziale

Un secondo caso è quando la definizione ha riguardato un accertamento parziale [3]. È il caso di:

– accertamenti parziali emessi per le imposte dirette [4] o per l’Iva [5];

– accertamenti che non riguardano l’intera posizione reddituale del contribuente [6].

3) Redditi da partecipazione

L’ufficio potrà accertare nuovamente il contribuente sia quando la definizione ha riguardato esclusivamente i redditi derivanti dalla partecipazione in società o imprese familiari oppure quando, successivamente alla definizione della posizione personale, è stato accertato un maggior reddito nei confronti dell’impresa partecipata, società o impresa familiare [7].

note

[1] Termini previsti dal l’articolo 43 del Dpr 600/1973.

[2] Il limite del 50% va commisurato al «reddito definito» e non solo al «maggior reddito definito». Pertanto anche l’ammontare già dichiarato originariamente dal contribuente, concorre a determinare la soglia oltre la quale è possibile effettuare accertamenti integrativi.

[3] Art. 2, comma 4, lettera b, Dpr 600/1973.

[4] Ai sensi degli articolo 41-bis Dpr 600/1973.

[5] Art. 54, comma 5, del Dpr 633/1972.

[6] Fondati cioè sui parametri stabiliti dalla 549/1995.

[7] Art. 2, comma 4, lettera d, del Dlgs 218/1997.

Autore immagine: 123rf.com


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