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Lo sai che? Contratto di locazione non scritto: cosa succede se l’inquilino non paga più i canoni

Lo sai che? Pubblicato il 14 aprile 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 aprile 2014

Vivo in affitto nella casa di un amico ma non abbiamo mai stipulato nulla di scritto: il contratto di locazione è comunque valido? Cosa succede se non pago più i canoni?

 

Affinché il contratto di locazione sia valido ed efficace è necessaria la forma scritta, altrimenti il contratto è nullo. Questo non vuol dire che l’inquilino non possa essere più mandato via di casa, ma semplicemente che la procedura che il locatore dovrà attivare non è più quella (più rapida) dello sfratto per morosità, bensì quella ordinaria: egli, cioè, dovrà fare una normale causa (con tempi estremamente più dilatati). In tal caso, il padrone di casa agirà non contro un soggetto il cui contratto è scaduto, ma contro un soggetto che detiene un immobile “senza titolo” ossia abusivamente.

È quanto ricordato più volte dalla giurisprudenza [1] con riferimento alla locazione verbale.

Secondo i giudici, quando viene concluso un contratto di locazione oralmente e l’inquilino si rifiuta di pagare i canoni, il proprietario ha diritto di chiedere la liberazione dell’immobile (in quanto esso è occupato senza un titolo legittimo dato che manca un contratto di locazione) ed, eventualmente, il risarcimento del danno subito. Ma, come appena ricordato, per far ciò bisognerà intraprendere una causa ordinaria.

Nonostante per la legge il contratto orale di affitto sia come “mai esistito”, l’inquilino non per questo ha diritto alla restituzione dei canoni già da lui versati nei mesi precedenti: infatti, così ragionando, egli beneficerebbe non solo dell’occupazione abusiva dell’immobile, ma anche di un ingiustificato arricchimento ai danni del proprietario.

La nullità del contratto di locazione per mancanza della forma scritta può essere rilevata anche dal giudice – cioè senza che sia necessaria una specifica richiesta delle parti in causa – quando il proprietario agisce per ottenere la risoluzione del contratto a causa del mancato pagamento dei canoni da parte dell’inquilino.

note

[1] Trib. Milano sent. n. 3546/2011.

Autore immagine: 123rf.com


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4 Commenti

  1. Penso sarebbe più corretto/esaustivo dire anche che, nonostante la causa ordinaria, nulla vieta al proprietario di fare istanza di sequestro nelle more della medesima causa, con possibilità dunque di ottenere la disponibilità dell’immobile in tempi paradossalmente anche più rapidi di quelli dello sfratto

  2. Aggiungerei, a favore del proprietario, che è possibile comunque registrare il contratto di locazione che avrà vigore dalla registrazione in poi. In tal modo il proprietario stesso, in caso di perdurante morosità, può avvalersi del molto più celere procedimento di convalida dello sfratto.

  3. Il contratto non scritto e registrato e una violazione finir a da punire. Cosmico echi ha utilizzato l unità immobiliare accettando tale situazione, anche se si invoca lo stato di necessità. Sono frottole. Ci favorisce l altrui illecito arricchimento deve risponderne i concordo. Come un qualsiasi reato. A danno della collettività.

  4. “Nonostante per la legge il contratto orale di affitto sia come “mai esistito”, l’inquilino non per questo ha diritto alla restituzione dei canoni già da lui versati nei mesi precedenti: infatti, così ragionando, egli beneficerebbe non solo dell’occupazione abusiva dell’immobile, ma anche di un ingiustificato arricchimento ai danni del proprietario.”

    Questa fa ridere … ti pago un affitto mensile….nonostante ciò rimango abusivo cosa che mi dona dei benefici ? Ti pago e sono abusivo, non ti pago e mi sfratti chiedendomi anche un risarcimento…. ma non posso fare nulla per fare valere i miei diritti ….
    art. 2041 CC. Dell’arricchimento senza causa
    Chi, senza una giusta causa, si è arricchito a danno di un’altra persona è tenuto, nei limiti dell’arricchimento, a indennizzare quest’ultima della correlativa diminuzione patrimoniale (1). Qualora l’arricchimento abbia per oggetto una cosa determinata, colui che l’ha ricevuta è tenuto a restituirla in natura, se sussiste al tempo della domanda.

    Note
    (1) Se l’arricchito è in mala fede, egli va incontro ad una piena responsabilità da atto illecito [v. 2043] per i danni, oltre il limite del proprio arricchimento.

    siamo nel paese di nessuno ….

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