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Pensione di cittadinanza: cosa succede in caso di morte?

26 Maggio 2021 | Autore:
Pensione di cittadinanza: cosa succede in caso di morte?

Decesso di un componente del nucleo familiare beneficiario di reddito o pensione di cittadinanza: la famiglia decade dal sussidio?

Sta destando parecchio scalpore e più di una battuta ironica una recente missiva dell’Inps, inviata a un beneficiario della pensione di cittadinanza morto lo scorso 17 marzo, che informa il defunto di non avere più diritto al sussidio perché, appunto, non più in vita. L’Istituto si premura anche di ricordare al defunto che, qualora non fosse d’accordo con la determina, può sempre presentare istanza di riesame entro 30 giorni.

Chissà se dall’Aldilà è possibile inviare la posta elettronica certificata, o collegarsi al sito dell’Inps per inviare il ricorso online. Tralasciando il lato grottesco dell’accaduto, viene spontaneo domandarsi che cosa succede alla pensione di cittadinanza in caso di morte.

Innanzitutto, bisogna chiarire che la pensione di cittadinanza è una prestazione di assistenza e non previdenziale, come la pensione anticipata o di vecchiaia: in parole semplici, si tratta di un sussidio collegato allo stato di bisogno del beneficiario, non di una rendita derivante da requisiti assicurativi.

Come tale, la pensione di cittadinanza non è reversibile ai superstiti: il diritto è intrasmissibile, in quanto collegato strettamente alla vita del titolare.

In caso di decesso dell’avente diritto successivo al riconoscimento del beneficio, dunque, possono essere devolute agli eredi solo le quote già maturate alla data della morte (ne abbiamo parlato in: Pensione, che succede in caso di morte?).

Tuttavia, la pensione di cittadinanza non è un sussidio che spetta al singolo in quanto tale, ma spetta all’intero nucleo familiare (l’esclusione dei componenti del nucleo dal beneficio avviene solo in casi molto particolari).

La morte di un familiare fa perdere la pensione di cittadinanza?

La morte di un familiare, facente parte di un nucleo beneficiario della pensione di cittadinanza, nella generalità dei casi, non determina la perdita della prestazione economica. Tuttavia, si deve tener presente che il diritto al sussidio dipende da diversi parametri:

  • il reddito prodotto da tutti i componenti del nucleo familiare;
  • il patrimonio, immobiliare e mobiliare, posseduto da ciascun componente del nucleo;
  • i requisiti personali, amministrativi e sanitari di ciascun componente;
  • il punteggio del nucleo risultante sulla base della scala di equivalenza: il richiedente vale un punto, ciascun adulto del nucleo ne vale 0,4, ciascun minorenne 0,2, sino ad arrivare a un punteggio massimo di 2,1 (2,2 in caso di nuclei numerosi con disabili gravi o non autosufficienti); si noti che, ai fini della pensione di cittadinanza, il nucleo familiare può essere composto soltanto da persone che hanno compiuto i 67 anni, oppure da disabili gravi o non autosufficienti.

La morte di un componente può dunque incidere in modo diverso sul diritto alla pensione o al reddito di cittadinanza:

  • se il defunto costituiva la maggior fonte di reddito della famiglia, l’ammontare del sussidio, a seguito del decesso, dovrebbe risultare più elevato;
  • al contrario, se il defunto non incrementava il reddito o il patrimonio della famiglia, a seguito della perdita del suo punteggio sulla scala di equivalenza, il sussidio dovrebbe risultare più basso.

Lina e Maria sono due sorelle over 67, beneficiarie della pensione di cittadinanza: oltre al sussidio, non hanno altri redditi. Risiedendo in casa di proprietà, percepiscono un sussidio mensile di 882 euro (630 x 1,4- cioè quota base della pensione di cittadinanza per il punteggio della scala di equivalenza con 2 adulti nel nucleo). Maria muore e Lina non ha più il diritto di ricevere 882 euro, in quanto non può più contare la sorella nella scala di equivalenza del nucleo: il sussidio mensile le viene ridotto alla quota base, pari a 630 euro.

In caso di decesso di un componente della famiglia, ad ogni modo, non si possono semplicemente “cancellare” i redditi ed i patrimoni incidenti sul sussidio relativi al defunto, ma è necessario anche verificare qual è il nuovo assetto patrimoniale a seguito della successione.

Si deve rifare l’Isee in caso di morte di un familiare?

I requisiti utili per conseguire il reddito o la pensione di cittadinanza emergono, generalmente, dalla dichiarazione Isee, ossia dalla dichiarazione sulla cui base l’Inps attesta l’indicatore della situazione reddituale, patrimoniale ed economica equivalente della famiglia (Isee, appunto).

In caso di decesso di un familiare, è necessario presentare una nuova dichiarazione Isee aggiornata, entro due mesi dalla variazione.

La pensione di cittadinanza viene sospesa in attesa di definizione: la sospensione opera con effetto immediato, per evitare che usufruiscano del sussidio terzi non aventi diritto. Una volta ridefinita la spettanza e la misura del sussidio, i beneficiari hanno diritto agli eventuali arretrati.

Non è necessario presentare una nuova domanda di pensione di cittadinanza.


note

[1] Art. 3, Co. 12 DL 4/2019: “in caso di variazione del nucleo familiare in corso di fruizione del beneficio, deve essere presentata una DSU aggiornata entro due mesi dalla variazione”.


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