Diritto e Fisco | Articoli

Quando e dove è consentito installare una telecamera

26 Maggio 2021
Quando e dove è consentito installare una telecamera

Riprese video, registrazioni e diffusione di immagini: le regole sulla privacy. 

Perché le telecamere, di questi tempi, piacciono così tanto? Di certo, ci sono i social a spingerne fortemente l’uso, che consentono di condividere i filmati con i propri amici. E le piattaforme come YouTube o quelle di streaming dove un video virale può impennare l’audience dell’autore. Ma quando si ha a che fare con registrazioni e video bisogna sempre fare i conti con due reati seri: quello di illecite interferenze, che punisce chi si procura video e immagini della vita privata altrui, e quello di diffusione di riprese e registrazioni, che invece punisce chi diffonde video e immagini di conversazioni o incontri, senza il consenso degli interessati.

Alla luce di ciò, è bene sapere quando e dove è consentito installare una telecamera per evitare di avere, in futuro, problemi giudiziari e dover fare i conti con una denuncia e un processo penale. 

Di tanto parleremo qui di seguito. Spiegheremo se ed a quali condizioni è possibile, ad esempio, installare una telecamera sulla porta di casa, sullo spioncino della porta, in direzione della propria auto parcheggiata nel cortile del condominio, in camera da letto, in corrispondenza del garage o magari sul casco della moto e della bici in modo da riprendere la strada. 

Ricordiamo sempre che una cosa è stabilire quando e dove è consentito installare una telecamera, un’altra è invece definire se ed a quali condizioni le immagini e le registrazioni possono essere poi pubblicate su Internet o comunque diffuse tramite una chat o un servizio di messaggeria. Si tratta, infatti, come appena anticipato, di due condotte diverse che, in assenza dei relativi presupposti, possono configurare due differenti e autonomi illeciti penali. Insomma, chi non rispetta la legge può essere condannato per ben due volte per la medesima azione. 

Telecamera sulla porta di casa

Per installare una telecamera di videosorveglianza sulla porta di casa, che inquadra una parte del pianerottolo, non è necessario chiedere l’autorizzazione né al condominio, né alla Questura. Si può fare in autonomia, senza peraltro bisogno – come invece per le telecamere condominiali – di affiggere il cartello con l’avviso ai passanti: e ciò perché la parte del pianerottolo antistante l’uscio – quella ove di solito si trova lo zerbino – viene considerata come parte integrante della privata dimora. Per come è logico che sia, la telecamera può essere montata sulla parete del pianerottolo condominiale, senza dover essere prima autorizzati: ciascun condomino può usare le parti comuni dell’edificio se non ne altera la destinazione. 

Insomma, si può installare una telecamera esterna in piena autonomia, senza bisogno di “denunciarle”, né alle autorità, né all’amministratore di condominio. 

L’importante è che l’angolo di visuale della telecamera non vada a riprendere l’altrui proprietà, le aree comuni condominiali, i vicini di casa o comunque coloro che passano per le scale. Neanche se si tratta solo delle gambe. E ciò perché altrimenti si finirebbe per realizzare un illecito controllo sulla vita privata altrui: si potrebbe sapere, ad esempio, quando il nostro dirimpettaio entra ed esce di casa, e magari giocargli qualche brutto scherzo. 

Insomma, la telecamera puntata in corrispondenza della porta di casa deve avere una gittata visiva limitata, comprensiva solo dello spazio che interessa la propria abitazione, quello cioè strettamente necessario a prevenire furti o altri pericoli per l’incolumità dei residenti. Diversamente si commette un reato, quello di illecite interferenze, e si può essere querelati.  

Ma che senso ha – ci si è chiesto – riprendere un ladro quando è già in procinto di scassinare la serratura? Proprio perciò alcuni giudici hanno ritenuto comunque lecito riprendere non solo l’area dove si trova lo zerbino di casa, quello cioè più prossimo alla porta, ma anche le parti comuni dell’edificio condominiale, sempre a condizione che l’obiettivo non vada a riprendere i volti delle persone. Fermo quindi il divieto di spiare il vicino, è possibile indirizzare la telecamera su spazi comuni se l’azione ripresa può essere liberamente osservata da terzi senza ricorrere a particolari accorgimenti. 

Le stesse cose che abbiamo appena detto valgono anche per la telecamera in corrispondenza del garage. Anche qui, fermo restando il divieto di non riprendere i volti di chi transita nelle adiacenze, è possibile limitare l’angolo di visuale alle adiacenze della porta del vostro box auto.

E se la telecamera è finta? Qui, chiaramente, non c’è alcun limite da rispettare. L’obiettivo di plastica, montato solo per scoraggiare i ladri, non deve rispettare alcuna prescrizione. Potete montarlo liberamente. Le telecamere finte sono legali.

Spioncini digitali

Si stanno ora diffondendo anche gli spioncini digitali. Avete presente i tradizionali buchi sulla porta dove, tramite una lente d’ingrandimento, è possibile vedere chi bussa? Ora, con l’ausilio di una telecamera montata appunto all’interno della stessa porta, è possibile vedere il volto dell’intruso dal proprio smartphone o con un tablet. Il tutto ovviamente mentre state sdraiati sul divano a vedere la tv. In questo modo, potete decidere se aprire o meno, senza dovervi muovere. Ebbene, anche gli spioncini digitali, al pari delle telecamere di videosorveglianza, possono essere utilizzati senza doverli denunciare alla polizia, senza dover chiedere l’autorizzazione all’assemblea di condominio, senza doverli segnalare con un cartello. L’importante è che abbiano la stessa “gittata” di inquadratura del vetro tradizionale; non si può cioè trattare di uno strumento di controllo a distanza per sapere ciò che avviene sul pianerottolo.

Telecamere sulla strada

Se abitate in una villa e avete un cancello che dà sulla strada e che delimita la vostra proprietà, la telecamera non potrà che puntare sul suolo pubblico: è proprio lì, infatti, che la gente citofona per essere aperta o che, munita di peggiori intenzioni, inizia a scavalcare le recinzioni. Ecco perché la legge vi consente di utilizzare la telecamera, tenendola aperta 24 ore su 24, anche se puntata sulla pubblica via. L’importante è che l’obiettivo non riprenda i volti delle persone ma al massimo i piedi. Inoltre, la sua presenza deve essere segnalata con un cartello chiaramente visibile. Potrete poi munirvi di un normale videocitofono che si accende e inquadra l’ospite non appena bussa. 

Anche in questo caso, se la telecamera è finta, ossia un giocattolo di plastica montato solo per scoraggiare i ladri, non avete alcun vincolo, neanche quello del cartello di avviso.

Telecamera in direzione dell’auto

Se avete acquistato un’auto nuova e volete monitorarla per evitare che qualche vicino ve la righi, potete montare sul balcone di casa una telecamera in direzione del cortile condominiale dove l’avete parcheggiata. L’importante è che, nelle riprese, non finiscano gli altri condomini o le loro auto. Diversamente, si finisce per incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata. Se invece la telecamera finisce inevitabilmente per riprendere spazi comuni, in cui possono finire i volti o i corpi degli altri condomini, è necessario che la sua installazione sia approvata dal condominio. La telecamera dovrà essere segnalata con appositi cartelli.

Attenzione: le immagini non possono essere diffuse e della loro circolazione siete responsabili personalmente.

Telecamere per strada

Non potete andare per strada a riprendere, con la telecamera o lo smartphone, la gente che passeggia. Tanto più se le immagini vengono poi pubblicate. La ripresa è consentita solo se “collettiva”, ossia rivolta alla massa indistinta. Questo significa che potete montare una telecamera sul casco della moto o della bici e azionarla mentre state facendo il giro della città. Ma non dovere soffermarvi sui volti delle persone. E se vi viene in mente di pubblicare le riprese, dovrete oscurare tutti i soggetti riconoscibili, specie se sono minorenni, e sgranare le targhe delle auto o delle moto. Solo dopo quest’opera di post-produzione potrete condividere il filmato su YouTube o con i vostri amici. 

Con la telecamera potete liberamente riprendere eventi pubblici, manifestazioni, feste popolari e così via. Anche in questo caso, però, l’oggetto della ripresa non può essere il volto delle persone, ma l’evento in sé. In tal caso, la pubblicazione è libera. 

Telecamere in camera da letto

Secondo la Cassazione, la ripresa di un rapporto sessuale, all’insaputa dell’altra persona, è lecito se ciò avviene nella propria dimora. L’importante è non condividere il filmato con nessuno, altrimenti si rischia un reato molto serio e una sicura condanna. Insomma, i filmati con le vostre performance non possono fare il giro dei vostri amici.

Riprese di un colloquio: sono lecite?

È lecito riprendere un colloquio con altre persone all’insaputa di ciò, a condizione che non si sia a casa altrui o nell’auto altrui, e che si sia materialmente presenti alla discussione. Non si può quindi lasciare la telecamera nascosta ed allontanarsi, ingenerando nei presenti la convinzione di non essere ascoltati. 

Naturalmente, le riprese non possono poi essere diffuse, ma possono essere utilizzate solo per far valere un proprio diritto in tribunale o dinanzi alla polizia.

Telecamera puntata verso la casa altrui

Non si può puntare una telecamera in prossimità del balcone del vicino o della terrazza. Si può, tutt’al più, spingere l’obiettivo verso il confine del proprio terreno, fino al muro di confine, purché non si vada oltre ciò che l’occhio umano può percepire.  

La tutela del domicilio – prevista anche dalla Costituzione – sussiste solo se riferito a luoghi di privata dimora non visibili a terzi. Pertanto, si può denunciare il vicino alle forze dell’ordine quando la sua telecamera finisce per inquadrare parti private che non possono essere agevolmente visibili da terzi (ad esempio, un balcone).

Telecamera puntata contro la finestra del vicino

Montare una telecamera sul balcone in direzione della finestra di un altro palazzo e magari riprendere la vicina che si spoglia in camera da letto ma che non chiude le tende o lascia la finestra aperta non costituisce reato. È infatti la stessa interessata che, nel non proteggere la propria intimità, ha di fatto tacitamente acconsentito ad essere vista. Lo ha detto la Cassazione quando – con una sentenza che fece non poco scalpore – ha ritenuto lecita la videoripresa di una donna nuda, dall’esterno della finestra del proprio bagno, intenta nel farsi la doccia, senza adoperare le dovute cautele per evitare di essere ripresa. La telecamera infatti non fa che riprendere ciò che già l’occhio umano vede. E di certo non si può imporre al vicino di mettersi una benda sugli occhi solo perché qualcuno ha la leggerezza di spogliarsi dinanzi alle finestre.

Diffusione delle riprese

Come detto in apertura, quand’anche la legge ammetta le riprese, ciò non significa che i filmati possano essere condivisi con altre persone e così pubblicati. Questo comportamento è sempre illegale, anche quando l’uso della telecamera è lecito. Diversamente, si commette un reato previsto dal nostro Codice penale e per il quale è prevista la reclusione fino a tre anni. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. Quando vivevo in un palazzo che si affacciava ad un altro e la mia finestra era in evidente corrispondenza con quella del vicino, non è che semplicemente chiudevo le tende, ma abbassavo proprio le tapparelle della saracinesca per evitare che potesse spiarmi, sapendo che aveva una cotta per me e quando vedeva che uscivo dal balcone, spuntava subito e cercava di attaccare bottone

  2. Sto pensando di installare delle telecamere di fronte alla porta di casa. Ovviamente, l’intento non è monitorare gli spostamenti dei vicini bensì quello di accertarmi che in mia assenza nessuno si avvicini a casa mia e non ci siano soggetti non autorizzati ad entrare nel condominio

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube