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Madre malevola: a chi spettano i figli?

6 Settembre 2021
Madre malevola: a chi spettano i figli?

Cosa succede se un genitore separato impedisce all’altro di vedere i figli con ogni mezzo?

Hai deciso di separarti da tua moglie. Il rapporto si è logorato da tanti anni e tu non hai più voglia di litigare per ogni singola questione. Lei, però, non ne vuole sapere. Anzi, ti ha detto chiaro e tondo che ti renderà la vita un vero inferno se solo provi ad avviare le pratiche della separazione. L’unica cosa che ti preoccupa, in realtà, sono i vostri due bambini con i quali vorresti mantenere una relazione serena. In questo articolo parleremo della madre malevola: a chi spettano i figli?

Devi sapere che non sono rari i casi in cui la donna non accetta la fine del matrimonio e, per tale ragione, adotta un comportamento anomalo, il cui unico scopo è quello di escludere l’altro genitore dalla vita dei minori. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di approfondire la questione.

Chi è la madre malevola?

Quando si parla di madre malevola si fa riferimento ad una serie di comportamenti estremi che si manifestano sia durante la separazione e il divorzio sia in una fase successiva. In pratica, si tratta di azioni finalizzate a punire l’altro genitore e danneggiare il suo rapporto con i figli.

La sindrome della madre malevola, teorizzata per la prima volta dallo psicologo Ira Turkat, si caratterizza per i seguenti atteggiamenti:

  • negare all’altro genitore la visita dei figli;
  • impedire ogni forma di comunicazione per quanto riguarda le attività scolastiche ed extrascolastiche in modo tale che l’ex coniuge non possa partecipare a nessun evento;
  • mentire ripetutamente a tutti: psicologi, avvocati, familiari, ecc.;
  • non essere affetti da alcun disturbo mentale;
  • punire l’ex in tutti i modi, anche coinvolgendo altre persone.

Madre malevola: esempi

In buona sostanza, una madre malevola è una donna che vuole vendicarsi dell’ex coniuge e togliergli i figli una volta per tutte. Facciamo due esempi.

Tizia viene lasciata dal marito. Non accettando tale situazione, accusa l’uomo di abuso nei confronti dei loro due figli minori.

Caia è una donna di 35 anni, divorziata e madre di due bambini. Un giorno, racconta ai propri figli che non possono permettersi di mangiare perché il loro padre si è preso tutti i soldi.

Sebbene si faccia riferimento alla donna, tali comportamenti possono essere adottati anche dall’uomo e dar luogo alla figura del “padre malevolo”. Ecco un altro esempio.

Caio è separato da qualche mese. Un giorno, scopre che la moglie ha intrapreso una relazione sentimentale con un altro uomo. Pazzo di gelosia, accusa la donna di far uso di droghe pesanti.

Come puoi notare, in tutti gli esempi riportati, l’unico intento è quello di danneggiare l’altro genitore. Tuttavia, tali atteggiamenti negativi si ripercuotono anche sui minori con effetti devastanti sul loro sviluppo psicofisico. Pensa, ad esempio, al figlio manipolato dalla mamma che inizia a nutrire antipatia e rabbia nei confronti del papà tanto da non volerlo più vedere.

La figura della madre malevola presenta dei punti in comune con la sindrome da alienazione parentale anche se, come abbiamo visto, si caratterizza per comportamenti molto più eclatanti. In entrambi i casi, però, lo scopo è il medesimo: evitare in tutti i modi che l’altro genitore abbia una relazione con i propri figli dopo la fine del matrimonio.

Madre malevola: a chi spettano i figli?

Quando due genitori si lasciano, la regola generale è che i minori vengano affidati ad entrambi. In questo modo, i bambini continuano ad avere un rapporto sano e continuativo sia con la mamma che con il papà e questi ultimi potranno concordare le decisioni più rilevanti, dall’educazione alla salute.

In casi eccezionali, il giudice dispone l’affido esclusivo. Questa ipotesi è ammessa, ad esempio, se vengono esercitate violenze fisiche o verbali nei confronti del figlio, se un genitore fa uso di sostanze stupefacenti, ecc. In altre parole, tale tipologia di affidamento è prevista se la madre o il padre si rivela completamento inadatta/o al ruolo educativo.

Di conseguenza, il genitore non affidatario esercita comunque il diritto di visita, partecipa alle decisioni importanti nell’interesse del minore e può rivolgersi al tribunale qualora l’altro compia delle scelte pregiudizievoli.

In situazioni estreme, invece, si può optare per l’affido super esclusivo (o rafforzato) con l’effetto che ogni decisione importante che riguarda il figlio sarà presa esclusivamente dal genitore affidatario.

A questo punto, è lecito domandarsi a chi spettano i figli se la madre è malevola. Ebbene, se dai comportamenti che ti ho descritto poc’anzi deriva un pregiudizio alla crescita serena ed equilibrata del figlio, allora il giudice propende per l’affido esclusivo. A tal fine, è necessario dimostrare:

  • la patologia di cui soffre la donna e produrre tutta la certificazione medica necessaria;
  • l’incapacità della madre a prendersi cura dei figli.

Ovviamente, è possibile avvalersi di testimoni e il giudice può nominare un consulente tecnico (ad esempio, uno psichiatra) per valutare lo stato mentale della donna e il rapporto con i minori (i quali possono essere sentiti se hanno compiuto 12 anni).

Come vedi, quindi, il fatto di avere comportamenti fuori dal normale oppure soffrire di un disturbo mentale non fa scattare in automatico l’affido esclusivo. Ma ti dirò di più. Recentemente, la Cassazione [1] ha negato ad un padre la richiesta di affido super esclusivo della figlioletta in quanto la psicopatologia della moglie non era stata adeguatamente dimostrata e non era certo il pregiudizio arrecato alla minore.


note

[1] Cass. ord. n. 13217/2021 del 17.05.2021.

Autore immagine: pixabay.com


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