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Le Guide Minori invalidi: ottenere l’indennità di frequenza

Le Guide Pubblicato il 15 aprile 2014

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> Le Guide Pubblicato il 15 aprile 2014

Chi ha figli minori invalidi ha diritto all’indennità mensile di frequenza per le spese di scuole o centri specializzati in terapie e riabilitazione.

Quando si ha un figlio, amore, cure e attenzioni non bastano. Le spese da affrontare sono sempre tante, a maggior ragione se si tratta di un minore affetto da una qualche forma di disabilità. Ecco perché la legge [1] riconosce il diritto all’indennità mensile di frequenza a tutte le famiglie con minori invalidi, costrette a sostenere i costi legati alla loro frequenza in scuole o centri terapeutici specializzati.

Limite di reddito

Tale indennità è erogata dall’Inps in favore di quei minori che si trovano in situazioni economiche disagiate, in base al reddito annuale personale che, per l’anno 2014, non deve essere superiore ai 4.795,57 euro.

Requisiti

Per aver diritto all’indennità occorre che sussistano specifiche condizioni:

1) l’età del figlio non deve superare i diciotto anni: al compimento della maggiore età, infatti, si perde il diritto a tale specifica prestazione economica e l’interessato può presentare domanda all’Inps per vedersi riconosciute, in ragione dell’invalidità, altre forme di sostegno economico (ad esempio, l’indennità di accompagnamento);

2) il minore deve essere cittadino italiano o dell’UE con residenza in Italia, o cittadino extracomunitario con permesso di soggiorno CE per i soggiornanti di lungo periodo;

3) al minore devono essere state certificate (attraverso idonea visita) “difficoltà persistenti nello svolgimento delle funzioni proprie dell’età” o una ipoacusia superiore a 60 decibel nell’orecchio migliore;

4) l’attestazione della necessità di frequenza continua o periodica in una delle seguenti strutture:

centri ambulatoriali (sia pubblici che privati, purché convenzionati) specializzati nella terapia e riabilitazione di soggetti portatori di handicap;

scuole di ogni ordine e grado (pubbliche o private riconosciute), compresa la scuola dell’infanzia [2];

centri di formazione o addestramento professionale (pubblici o privati convenzionati) finalizzati al reinserimento sociale dei minori.

Il valore dell’indennità

L’indennità viene corrisposta dall’Inps con cadenza mensile e il suo importo per l’anno 2014 è di euro 279,19, distribuiti in 12 mensilità. Si tratta di una erogazione non  soggetta a IRPEF.

Come ottenere l’indennità

L’indennità di frequenza è concessa a seguito della verifica dei requisiti sanitari, mediante speciali commissioni mediche della Asl (per un approfondimento leggi l’articolo: “Invalidità civile: procedura per il riconoscimento”).

Il procedimento termina con il riconoscimento dell’erogazione economica solo nel caso in cui, oltre ai requisiti sanitari, sussistano anche quelli di diritto (età, effettiva frequenza nella struttura riabilitativa, reddito, ecc.).

In particolare, la domanda va inoltrata all’Inps, per via telematica, entro 90 giorni dal rilascio del certificato medico, tramite accesso al sito internet dell’Inps (www.inps.it) personalmente (tramite Pin) oppure avvalendosi dell’ausilio di associazioni di categoria (ad esempio, i CAAF).

Limiti e termini per l’erogazione

L’erogazione dell’indennità di frequenza decorre dal mese successivo a quello della presentazione della domanda e, in ogni caso, dopo l’inizio dei corsi. Non sono ammesse domande presentate dopo il termine dei vari corsi o delle terapie. L’indennità è corrisposta limitatamente alla effettiva durata del trattamento o del corso e termina con il mese successivo a quello di cessazione della frequenza.


Qualora, dagli accertamenti compiuti, risulti che non vi sia effettiva frequenza ai corsi o ai trattamenti terapeutici, il beneficio può in ogni momento essere revocato,  con possibilità, da parte dell’Inps, di recuperare quanto percepito dall’invalido.

Incompatibilità

L’erogazione, inoltre, è incompatibile con la contestuale erogazione di altri trattamenti economici quali:

– l’indennità di accompagnamento (anche in qualità di cieco civile assoluto);

– la speciale indennità prevista per i ciechi parziali;

– l’indennità di comunicazione prevista per le persone sorde.

In ogni caso, è possibile optare per il trattamento più favorevole tra quelli elencati, se il minore ha avuto diversi riconoscimenti di invalidità.
L’indennità mensile di frequenza è inoltre incompatibile con qualsiasi forma di ricovero continuativo e permanente.

Dichiarazione di responsabilità

Al fine di agevolare il controllo sulla sussistenza dei requisiti per aver diritto all’indennità, il genitore o il legale rappresentante del minore invalido ha l’obbligo di presentare ogni anno (entro il 31 marzo), sempre per via telematica (accedendo al sito dell’Inps) una dichiarazione che attesti la permanenza delle condizioni che danno diritto all’erogazione. Anche in tal caso la comunicazione può essere fatta avvalendosi dell’ausilio di professionisti abilitati o di CAAF.

note

[1] L. n. 289 del 11.10.1990, intitolata “Modifiche alla disciplina delle indennità di accompagnamento di cui alla L. 21 novembre 1988, n. 508, recante norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti e istituzione di un’indennità di frequenza per i minori invalidi”.

[2] La Corte Cost., con sent. n. 467 del 22.11.02, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, c. 3, nella parte in cui non prevede che l’indennità mensile di frequenza sia concessa anche ai minori che frequentano l’asilo nido.

Autore immagine: 123rf.com


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