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Caduta da passerella in condominio: c’è risarcimento?

28 Maggio 2021 | Autore:
Caduta da passerella in condominio: c’è risarcimento?

La responsabilità dell’incidente può essere attribuita al danneggiato stesso, se non è stato prudente e attento nel passare ed attraversare.

I capitomboli avvengono nei modi più strani. Talvolta negli edifici condominiali ci sono lavori in corso, con impalcature, piattaforme e materiali vari depositati nei cortili che possono far inciampare e ruzzolare a terra. Se la vittima riporta danni personali, come una frattura o un trauma, c’è da vedere chi paga. Se avviene una caduta da passarella in condominio, c’è risarcimento?

Una recente sentenza del tribunale di Torino [1] ha detto di no: la vittima doveva stare più attenta e poteva passare altrove. C’erano altri accessi al portone condominiale e non era necessario attraversare la passarella provvisoria. Ultimamente la giurisprudenza sta adottando un atteggiamento molto più restrittivo rispetto al passato e nega il risarcimento dei danni «per fatti evitabili con condotte responsabili della parte danneggiata», come afferma la Corte di Cassazione [2].

Esaminiamo, quindi, i principi di legge e l’orientamento dei giudici per capire se e quando, per la caduta da passarella in condominio, c’è risarcimento dei danni.

Caduta in condominio: chi paga i danni?

In prima battuta il soggetto responsabile degli infortuni che avvengono negli ambienti condominiali, come le scale, i cortili e gli androni, è il condominio stesso. Tutte queste cose inerti, che possono costituire un pericolo percorrendole o attraversandole, sono parti comuni dell’edificio e sono in comproprietà tra tutti i condomini.

Il condominio è responsabile per legge [3] della loro adeguata manutenzione, gestione e tenuta e dunque è tenuto a risarcire i danni causati dalle cose che ha in custodia, a meno che non riesca a provare il caso fortuito, cioè una condotta imprevedibile posta in essere dallo stesso danneggiato.

L’ammontare del danno da liquidare alla vittima viene ripartito tra tutti i condomini – compreso il danneggiato – in base ai millesimi di proprietà di ognuno. Se il condominio è assicurato contro questo tipo di eventi (ma l’assicurazione condominiale non è ancora obbligatoria) sarà la compagnia assicuratrice a pagare i danni.

Quando c’è un cantiere aperto, l’impresa incaricata dell’esecuzione delle opere edilizie è tenuta a mantenerlo in condizioni di sicurezza, vietando l’accesso al pubblico nelle aree interessate dai lavori e realizzando idonei varchi alternativi per entrare ed uscire dall’edificio. Se il cantiere diventa fonte di pericolo e non viene opportunamente cautelato, la ditta edile diventa responsabile dei danni cagionati ai passanti.

Caduta da passarella: responsabilità del condominio

La responsabilità dell’incidente non ricade automaticamente sul condominio, per il solo fatto che si è verificata la caduta da una passarella, o dalle scale o sul pavimento, e qualcuno ha riportato lesioni personali. Nel giudizio risarcitorio occorre verificare anche la condotta tenuta dal danneggiato.

I giudici ritengono che quando la vittima è stata imprudente, disattenta o distratta ha contribuito al verificarsi della caduta e perciò, come nel caso deciso dai giudici torinesi, la responsabilità del condominio viene esclusa.

Nella sentenza si legge che la norma del Codice civile [3] individua «un’ipotesi di responsabilità per colpa presunta», e il soggetto chiamato dalla vittima a risarcire i danni – dunque il condominio – può liberarsi offrendo «la prova liberatoria consistente nel caso fortuito, che può essere integrato dalla stessa condotta del danneggiato, il quale abbia usato il bene senza la normale diligenza».

In questa prospettiva, l’elemento centrale per stabilire se il risarcimento spetta o meno diventa, quindi, la diligenza dell’utente, che – rimarca il tribunale – «viene pretesa quando il potenziale pericolo sia prevedibile ed evitabile con l’uso della normale prudenza».

Caduta in condominio: quando spetta il risarcimento?

Come abbiamo visto, la prudenza è un fattore essenziale e i magistrati valutano sempre l’attenzione che ha prestato il danneggiato nel percorrere la passarella o le scale. Perciò il condominio non può essere ritenuto sempre e comunque tenuto a risarcire i danni provocati dalle cose che ha in custodia.

L’orientamento della giurisprudenza è ormai costante, come rivela un’altra recente sentenza che ha negato il risarcimento per la caduta su gradini usurati in condominio:  anche in tale occasione si è ribadito che il danneggiato deve adottare «un comportamento cauto» in modo da «evitare la caduta». Inoltre, se il passante conosce i luoghi, perché abita nel palazzo e percorre le scale abitualmente, deve adottare una prudenza ancora maggiore, proprio perché è consapevole della loro pericolosità.

Per ulteriori informazioni sull’argomento leggi anche gli articoli “Caduta in condominio” e “Caduta dalle scale in condominio: chi paga?“.


note

[1] Trib. Torino, sent. n. 2530 del 24.05.2021.

[2] Cass. ord. n. 29465/2020 e n. 2477/2018.

[3] Art. 2051 Cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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