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Alla mediazione delegata devono comparire le parti, non solo gli avvocati

15 aprile 2014


Alla mediazione delegata devono comparire le parti, non solo gli avvocati

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 aprile 2014



Perché possa svolgere la funzione che le è propria, la mediazione richiede la necessaria presenza delle parti personalmente, comunque assistite dai loro difensori.

Il tentativo di mediazione delegata è valido solo se, al primo incontro con i mediatori, compaiono le parti personalmente e non soltanto i loro difensori.

A stabilirlo è un’importante ordinanza emessa dal Tribunale di Firenze [1].

Si tratta di una conclusione assai importante, che si giustifica per via della necessità di non trasformare la mediazione in un mero adempimento burocratico, “sbrigato” solo dai difensori delle parti, in adempimento e prosecuzione del mandato processuale già ricevuto, anche in considerazione degli obblighi informativi che la legge impone al legale nei confronti del cliente.

A seguito delle modifiche apportate dal decreto del Fare [2] l’invito del giudice, rivolto alle parti, di tentare la mediazione in corso di causa, ha assunto la natura di ordine: esso è diventato, infatti, una condizione di procedibilità per il giudizio in corso (cui le parti devono prestare la massima attenzione).

Affinché, però, l’ordine del giudice possa ritenersi eseguito – sostiene il magistrato toscano – e la mediazione considerarsi tale, è necessaria la presenza di tutte le parti almeno al primo incontro della mediazione. La legge, infatti, stabilisce che la condizione di procedibilità si intende rispettata se il primo incontro dinanzi al mediatore si conclude senza l’accordo delle parti.

L’ordinanza in commento stabilisce due importanti principi per evitare che il tentativo di mediazione si trasformi in un’inutile farsa:

1) le parti devono essere presenti personalmente;

2) benché la legge prescriva che, al primo incontro il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione, in verità bisogna ritenere che già in tale frangente deve essere svolta una vera e propria sessione di mediazione.

La conseguenza è che “l’assenza delle parti, rappresentate dai soli difensori, dà vita ad altro sistema di soluzione dei conflitti, che può avere la sua utilità, ma non può considerarsi mediazione”. L’incontro non svolgerebbe, quindi, la sua funzione di condizione di procedibilità.

Le parti devono quindi essere presenti dinanzi al mediatore personalmente e munite di assistenza legale di un avvocato iscritto all’Albo.

L’ordinanza del Tribunale di Firenze, sebbene si limiti alla sola mediazione delegata, va segnalata non solo perché congrua e conforme allo spirito della legge, ma anche in quanto mostra piena consapevolezza delle potenzialità dello strumento della mediazione: strumento pensato per le parti “personalmente” che ben potranno farsi assistere da un legale, ma mai essere da quest’ultimo sostituite.

note

[1] Trib. Firenze, ord. del 19.03.14.

[2] DL 69/2013.

Autore immagine: 123rf.com

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