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Assistenza al defunto: come ottenere risarcimento dagli eredi?

12 Giugno 2021
Assistenza al defunto: come ottenere risarcimento dagli eredi?

Ho assistito una zia acquisita, venuta a mancare. Lei non ha redatto alcun testamento. Adesso, i cugini di questa zia prenderanno l’eredità. Posso essere risarcito per averle prestato assistenza?

Non essendo erede legittimo della zia presso la quale ha svolto assistenza sanitaria, vi è la possibilità di dimostrare che il Suo servizio era giustificato da un rapporto contrattuale con la signora, che non era stato dichiarato, svolgendosi come un rapporto in nero.

È ovvio che Lei dovrà dimostrare che quei servizi di assistenza sono stati eseguiti non per mero spirito di affetto o liberalità, ma per professionalità e che l’accettazione del paziente ha comportato la conclusione di un contratto atipico a prestazioni corrispettive (cosiddetto contratto di spedalità, o di assistenza sanitaria), che comporta un’obbligazione al pagamento dal corrispettivo.

Quello che occorrerà fare, per ottenere il pagamento dei Suoi compensi, per quanto fatto in questo periodo, è individuare i testimoni che possano confermare che Lei ha svolto quell’attività professionalmente, e non a titolo gratuito.

Una volta individuati quei testimoni, si potrà pensare di agire in giudizio contro gli eredi per ottenere il riconoscimento di quello che sarebbe a tutti gli effetti riconosciuto come un lavoro non retribuito.

Una volta avviato il giudizio, occorrerà sentire i testimoni che dovranno confermare quanto da Lei sostenuto e, successivamente, occorrerà calcolare i Suoi compensi, sulla base del Suo contratto collettivo nazionale, visto che non esiste un contratto tra le parti con un accordo sul prezzo.

Prima di agire in giudizio, però, tenterei una soluzione stragiudiziale. Pertanto, procederei con una lettera, a firma di un legale, da inviare agli eredi, con la quale rappresentare che Lei ha svolto attività di assistenza sanitaria in favore della signora e che, pertanto, ha diritto a ricevere la somma che riterrà congrua, concedendo un termine congruo per procedere al pagamento.

In questo modo, è possibile che gli eredi, spaventati da una possibile azione legale, decidano di addivenire ad un accordo, acconsentendo al pagamento di quanto richiesto.

Diversamente, non Le resterebbe che agire in giudizio, sempre dopo aver individuato i testimoni che possano confermare quanto da Lei sostenuto; in mancanza, correrebbe il rischio di subire oltre il danno (mancato pagamento dei corrispettivi), anche la beffa (la condanna alle spese legali).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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