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False assicurazioni online: quali sono e come difendersi

28 Maggio 2021 | Autore:
False assicurazioni online: quali sono e come difendersi

L’Ivass pubblica l’elenco dei nuovi siti irregolari che propongono delle polizze inefficaci e suggerisce alcuni modi per evitare la truffa.

Spesso, si sente dire che un’assicurazione online è sinonimo di risparmio e di convenienza. Ed in qualche caso, sicuramente, è così. Se non altro perché le compagnie che lavorano su Internet hanno la possibilità di applicare degli sconti grazie anche alle minori spese fisse legate alla loro attività: già il non dover sostenere i costi di una rete di sedi «fisiche» è per loro un vantaggio economico rispetto a chi opera in modo più tradizionale. Ci sono delle volte, però, come succede in altri comparti del commercio sul web, in cui dietro al portale che promette delle polizze pressoché stracciate si nasconde la truffa. Non a caso, l’Ivass, l’Istituto che vigila sulle aziende del settore, si è occupato recentemente delle false assicurazioni online. Quali sono e come difendersi è l’oggetto di una comunicazione con cui l’Istituto ha messo in guardia i consumatori, soprattutto gli automobilisti, che rappresentano la percentuale più alta dei truffati.

Chi deve fare la polizza obbligatoria della macchina (cioè, l’Rc Auto) si rivolge ad uno di questi siti apparentemente convenientissimi per poi scoprire che, in realtà, ha pagato il premio ad una compagnia che non esiste e, di conseguenza, il suo veicolo va in giro senza assicurazione. Con l’evidente rischio di pesanti sanzioni.

Tanto vale, dunque, stare attenti e scorrere l’elenco delle nuove false assicurazioni online, scoprire quali sono e tener presente i consigli dell’Ivass per sapere come difendersi ed evitare di cadere nella trappola.

False assicurazioni: l’elenco dei siti irregolari

La descrizione che l’Ivass fa di loro è perentoria e non lascia spazio ad alcun dubbio: hanno un’attività irregolare e le polizze che vendono sono false. Ecco come l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni definisce le finte compagnie che piazzano su Internet delle coperture assicurative per poi rendersi invisibili in caso di bisogno.

L’Istituto di vigilanza ha pubblicato l’elenco dei 20 nuovi siti che rientrano nella categoria delle «attività irregolari» citate come tali nel suo comunicato e dai quali tenersi alla larga. Si tratta di:

  • aleainsurance.org;
  • ferrara-broker.it;
  • assicurazioni-abate.com;
  • ferro-assicurazioni.it;
  • agenziamaltese.com;
  • ilcomparatore.godaddysites.com;
  • assicurazionirapide.com;
  • migliori-assicurazioni.com;
  • Assicurazioni-Temporanee.net;
  • millionaireassicurazione.com;
  • assicurazioneveloceonline.com;
  • mondo-polizza.org;
  • clientiagenziaprima.com;
  • polizzaveloce.godaddysites.com;
  • confrontapolizze.godaddysites.com;
  • tbroker.org;
  • facilemilanoassicurazioni.com;
  • treaassicurazioni.com;
  • facileassicurare.weebly.com;
  • zannonibroker.it.

Questi 20 siti si aggiungono a quelli già noti e che in totale superano il centinaio, secondo le ultime stime dell’Unione dei Consumatori.

False assicurazioni: come difendersi?

Oltre a sapere quali sono i siti di quelle che l’Ivass ha definito false assicurazioni, è importante capire come difendersi da chi tenta di vendere una polizza che, in realtà, si rivelerà una truffa.

Il controllo sugli elenchi dell’Ivass

La prima cosa da fare, secondo le raccomandazioni dell’Istituto, è quella di valutare bene le offerte che vengono proposte sia via Internet sia al telefono (comprese quelle che arrivano su WhatsApp), ed in modo particolare quelle che hanno una copertura assicurativa temporanea.

L’Ivass mette a disposizione sul proprio sito (ivass.it) l’elenco delle imprese e degli intermediari italiani ed esteri autorizzati ad operare nel nostro Paese ed invita a controllare che la polizza venga proposta da uno di loro. Si tratta, in particolare, del Registro unico degli intermediari assicurativi (Rui) e dell’Elenco degli intermediari dell’Unione europea. Se chi fa l’offerta non è incluso nell’elenco dell’Istituto, meglio rivolgersi altrove: il suo nome potrebbe trovarsi nell’elenco degli avvisi relativi ai casi di contraffazione, delle società non autorizzate e dei siti web non conformi alla disciplina.

I dati identificativi obbligatori

Altro elemento che aiuta a capire se chi ci propone una polizza è autorizzato o meno è quello dell’identificazione della compagnia. Ci sono dei dati che devono essere obbligatoriamente comunicati al cliente sul sito o sui profili social dell’impresa assicurativa o dell’intermediario abilitato. In particolare:

  • dati identificativi (nominativo, ragione sociale, ecc.);
  • indirizzo della sede;
  • recapito telefonico, di fax e di posta elettronica certificata (Pec);
  • numero e data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi;
  • indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’Ivass.

Gli intermediari dello Spazio Economico Europeo (oltre ai Paesi Ue ci sono Regno Unito, Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein) abilitati ad operare in Italia, devono riportare sul proprio sito:

  • i dati identificativi;
  • il numero di iscrizione nel Registro dello Stato membro di origine;
  • l’indirizzo di posta elettronica;
  • l’indicazione dell’eventuale sede secondaria;
  • la dichiarazione di abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia con l’indicazione dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine.

Ovviamente, chi cade nella trappola delle false assicurazioni deve presentare denuncia alle forze dell’ordine sia per chiedere il rimborso di quanto versato sia per evitare altri guai quando, ad un posto di blocco o di controllo, scoprirà di trovarsi al volante di un’auto non assicurata.



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1 Commento

  1. Non se ne può più di queste truffe online. Ogni giorno ne esce una. E prima le truffe sui siti di acquisto online, poi le e-mail provenienti da indirizzi simili a quelli originali, poi truffe sui numeri di cellulare tramite messaggi, link da seguire e app da scaricare. Poi, questa delle false assicurazioni. ma questi truffatori non sanno trovare un modo per guadagnare onestamente piuttosto che imbrogliare i poveri malcapitati sprovveduti?

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