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Scatta la diffamazione su Facebook anche se il post è impersonale

16 aprile 2014


Scatta la diffamazione su Facebook anche se il post è impersonale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 aprile 2014



Per il reato non è necessario indicare nome e cognome della persona offesa se questa può essere comunque identificabile dal contesto.

“E chi ha orecchie per intendere intenda…”. A volte, tentare di essere generici nelle illazioni non salva dalla condanna per diffamazione. Lo dovrebbe sapere chi utilizza Facebook e i post sulla propria bacheca per inviare messaggi “cifrati” ai propri rivali. Ma se le allusioni non sono poi così difficili da comprendere e il soggetto a cui si riferisce il post offensivo è identificabile per vie traverse, scatta ugualmente la condanna penale.

A dirlo è stata la Cassazione con una sentenza di poche ore fa [1].

Diffamazione online su Facebook

Secondo la Suprema Corte, il reato di diffamazione non richiede che la vittima venga individuata con nome e cognome se quest’ultima è facilmente identificabile da un certo numero di persone, per quanto limitato. Insomma, se l’identikit della vittima del reato è di pubblico dominio, anche se individuabile da parte di un numero limitato di persone, non si sfugge dalla condanna.

Non conta, dunque, che il messaggio sia pubblicato in forma impersonale. Affinché, infatti, scatti il reato di diffamazione è sufficiente semplicemente che vi sia:

1) la consapevolezza di pronunciare la frase lesiva della reputazione altrui

2) e la volontà che venga a conoscenza di più persone. Scrivere, pertanto, la frase incriminata sulla propria pagina di Facebook, benché visibile solo alla propria ristretta cerchia di contatti, non esclude il reato. Infatti, la pubblicazione della frase incriminata sul profilo del social network la rende accessibile ad una moltitudine indeterminata di soggetti.

Infine, secondo i giudici, sono da considerarsi offensive – e quindi rientranti nella ingiuria – parole come “raccomandato” e “leccaculo”.

note

[1] Cass. sent. n. 16712/14 del 16.04.14.

[2] Art. 595 cod. pen.

Autore immagine: 123rf.com

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