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Si può fotografare l’auto della polizia che commette infrazione?

30 Maggio 2021
Si può fotografare l’auto della polizia che commette infrazione?

Si può denunciare un poliziotto o un carabiniere che viola il Codice della strada e sperare che gli venga inflitta una multa?

Un nostro lettore ci chiede se si può fotografare l’auto della polizia che commette un’infrazione. 

Non capita di rado di trovare le automobili degli agenti della municipale o della polizia di Stato sostare in divieto di sosta o sugli spazi destinati agli invalidi o, ancora, mentre attraversano l’incrocio con il semaforo rosso. Il cittadino ha certamente il diritto denunciare tali episodi ma è anche giusto chiedersi quali conseguenze subirebbero i poliziotti in un’ipotesi del genere: potrebbero essere multati e da chi?

Il tema dell’autotutela urbana nei confronti delle forze dell’ordine è diventato comune  soprattutto da quando esistono i social network: Internet viene utilizzato come mezzo per veicolare le informazioni in nome di un asserito – ma non sempre sussistente – diritto di cronaca. Così, i filmati fatti con i telefonini diventano virali mentre riprendono scene in cui gli stessi agenti passano dalla parte della ragione a quella del torto. 

Certamente, si può fotografare l’auto della polizia che commette un’infrazione, non essendo un’attività coperta da segreto istruttorio o per la quale vi sia l’obbligo di segretezza. Ma il tutto è stabilire piuttosto quale uso si intende fare poi del filmato o dell’immagine.  

Anticipando la domanda di molti lettori, possiamo subito dire che non è possibile condividere su una chat o pubblicare su Internet il video che riprende la volante della polizia mentre trasgredisce il Codice della strada se i volti degli agenti o il numero della targa sono riconoscibili. La privacy esige infatti che sia rispettata la riservatezza anche di chi viola la legge. Pertanto, se si vuol dare pubblica diffusione alle immagini sarà necessario oscurare o sgranare i volti dei presenti, nonché rendere incomprensibile la targa del veicolo. Si potranno utilizzare anche i comuni software di post-produzione. A queste condizioni, quindi, si può postare lo scatto o il video anche sui social network.

L’unica eccezione che consente, al limite, di pubblicare la foto o il video della polizia mentre commette un’infrazione, senza procedere nel contempo all’oscuramento dei dati personali, si verifica in presenza del famoso diritto di cronaca. Diritto che tuttavia non può esercitare il comune cittadino o, a maggior ragione, l’utente del social network. Esso è piuttosto riconosciuto ai tradizionali mezzi di stampa o di informazione come la televisione. Né Facebook, Instagram, TikTok, YouTube, WhatsApp e simili piattaforme possono essere considerati dei giornali.

Se però è vero che si può fotografare la pattuglia della polizia mentre viola il Codice della strada, che uso allora si può fare di tale immagine? La si può usare per esigere che i responsabili vengano multati? Qui, il discorso si fa più complicato e coinvolge una considerazione preliminare. Gli unici a poter constatare le violazioni amministrative sono i pubblici ufficiali, come appunto gli agenti della polizia o i carabinieri. Il fatto può essere accertato sia tramite la presenza diretta del pubblico ufficiale sul luogo che tramite la visione di immagini o apparecchi appositamente autorizzati dalla legge ed omologati. Tale di certo non è lo smartphone del comune cittadino. Dunque, lo scatto fatto da quest’ultimo non potrebbe assurgere a prova dell’infrazione commessa. 

Si tenga peraltro conto che, se anche si volesse comminare una multa stradale agli agenti colti in fallo da un privato cittadino e da quest’ultimo fotografati, il verbale presenterebbe comunque dei motivi di nullità che lo renderebbero facilmente impugnabile dinanzi al giudice. Infatti, non ci sarebbe la possibilità di risalire, in modo certo, al momento in cui è stata commessa l’infrazione, cosa invece fondamentale per la legittimità della sanzione. Il verbale va notificato al trasgressore entro 90 giorni dall’illecito. Ora, se tale accertamento viene fatto direttamente dal pubblico ufficiale presente sul luogo, la sua attestazione ha valore di piena prova anche in merito alla data dell’illecito stesso. Viceversa, se il pubblico ufficiale accerta la violazione tramite la foto consegnatagli da terzi, non potendo sapere con certezza quando questa è stata effettuata, non potrà neanche certificare il momento dell’infrazione. Sicché, la multa sarà priva di uno dei suoi elementi essenziali: la data della violazione. Il trasgressore potrebbe quindi contestarla facilmente, magari sostenendo che non è stato rispettato il termine di notifica del verbale nei 90 giorni dall’illecito. 

Allora che cosa si può fare con la foto dei poliziotti che commettono l’infrazione? L’unico uso che potrebbe avere significato è quello di presentarlo al comando di appartenenza affinché eventualmente il superiore gerarchico commini una sanzione disciplinare al responsabile.



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