Diritto e Fisco | Articoli

Confisca del denaro in banca: quando scatta?

30 Maggio 2021 | Autore:
Confisca del denaro in banca: quando scatta?

I proventi illeciti possono essere sequestrati sui conti correnti anche in fase di prime indagini, per bloccarli in vista del provvedimento definitivo.

Si preannunciano tempi duri per chi cerca di nascondere i soldi che costituiscono i proventi di un illecito, come l’evasione fiscale o il riciclaggio. Peggio ancora se si cerca di occultarli versandoli in banca, confondendoli con i normali movimenti di conto corrente. La giustizia spesso arriva tardi, ma quando svolge i suoi accertamenti colpisce duro e può sequestrare, in vista della confisca, tutti i valori mobiliari e immobiliari che trova nel patrimonio del colpevole. Questo avviene anche prima che egli venga dichiarato tale, cioè nel momento in cui è un semplice indiziato di reato, e il procedimento penale sta muovendo ancora i primi passi. Ma precisamente quando scatta la confisca del denaro in banca? 

Dopo un lungo contrasto giurisprudenziale, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite [1] ha dato la risposta, che dovrebbe essere la soluzione definitiva e il punto di riferimento per tutte le sentenze future: la confisca si applica fino all’intero valore del profitto conseguito dall’autore del reato, anche se la parte fornisce la prova che le somme giacenti sul conto corrente nel momento in cui viene disposto il provvedimento avevano una provenienza lecita. Questo perché il denaro è un bene fungibile e i movimenti di deposito o di prelievo non neutralizzano l’illiceità dell’ottenimento di quei soldi, che dunque potranno essere sequestrati e confiscati per l’importo corrispondente. 

Così la confisca del denaro in banca scatta quando il profitto derivante dal reato può essere espresso in denaro e quantificato in un determinato ammontare. Quella somma rinvenuta in giacenza in un qualsiasi istituto di credito, anche molto tempo dopo dalla data di commissione del fatto, viene definitivamente sottratta alla disponibilità del responsabile attraverso lo strumento operativo della confisca, che la Suprema Corte ha definito in questo caso «diretta e non per equivalente». E anche questa affermazione è ricca di implicazioni pratiche, perché molte Procure anticipano gli effetti della confisca adottando il più presto possibile il sequestro preventivo dei soldi e degli altri valori o beni che poi saranno confiscati. 

Confisca: cos’è e quando opera

La confisca è una misura di sicurezza patrimoniale che serve a togliere al condannato la disponibilità dei beni utilizzati per la commissione del reato, o delle cose che ne costituiscono il prezzo, il prodotto o il profitto. Ad esempio, in un reato di truffa, il provento del reato sarà l’importo carpito alla vittima con l’inganno, nell’usura l’ammontare delle somme versate indebitamente per pagare gli interessi usurari, nel riciclaggio il denaro “sporco” trasferito ad altri o prodotto con la vendita dei beni rubati.

Da questi esempi puoi già capire come la confisca spesso non colpisce direttamente il provento del reato, ma il suo valore corrispondente: la legge non consente che l’autore del reato possa mantenere quell’arricchimento ottenuto in maniera illecita, altrimenti gli effetti favorevoli del delitto compiuto permarrebbero ingiustamente, nonostante l’accertamento della sua responsabilità penale.

Il sequestro preventivo in vista della confisca

Siccome i procedimenti penali sono molto lunghi, il giudice può disporre in anticipo il sequestro preventivo dei beni di cui è consentita la confisca, per evitare il pericolo di dispersione delle somme e degli altri beni o valori conseguiti attraverso la commissione del reato. In fase di indagini preliminari, quando si profilano gravi indizi di colpevolezza, il sequestro è disposto dal giudice delle indagini preliminari (gip) e, nei casi di urgenza, dal pubblico ministero con decreto motivato, che dovrà essere convalidato dal gip. Questi provvedimenti giudiziari possono essere impugnati dall’indagato o imputato al tribunale del riesame, per chiederne l’annullamento e la conseguente restituzione delle cose sequestrate.

Quando il processo si conclude, sono possibili due esiti:

  • se viene emessa sentenza di proscioglimento le cose sottoposte a sequestro devono essere restituite, tranne nel caso in cui esse non siano intrinsecamente illecite, come un’arma illegalmente detenuta, e dunque rientrino nelle ipotesi di confisca obbligatoria [1];
  • se viene pronunciata sentenza di condanna, il sequestro si tramuta in confisca. In questo modo, quella misura adottata in via cautelare e preventiva diventa un provvedimento definitivo e irrevocabile: il condannato perderà irrimediabilmente la disponibilità dei proventi ottenuti con il reato ormai accertato.

La confisca del denaro sul conto corrente

Il sequestro delle somme di denaro giacenti su un qualsiasi conto corrente, bancario o postale, viene disposto dall’Autorità giudiziaria per acquisire il prezzo o il profitto del reato in vista della successiva confisca.

A tal proposito, occorre sottolineare che il denaro è un bene fungibile per natura, destinato a continue movimentazioni e perciò soggetto a confondersi con le altre disponibilità economiche dell’autore del reato. Ad esempio, un funzionario pubblico corrotto che ha ricevuto illecitamente una somma di denaro potrebbe ricevere in accredito sul conto corrente lo stipendio o la pensione, in maniera del tutto legittima.

Per questo motivo è ammessa la confisca per equivalente, che non apprende l’identica somma illecitamente ottenuta, bensì il suo ammontare corrispondente, rinvenuto anche in seguito sui conti correnti. In sostanza, la confisca per equivalente colpisce il valore corrispondente al profitto ottenuto dal reo. Per questo, è consentita anche quando i proventi illeciti sono stati “trasformati” in beni immobili acquistati con quelle somme: ad esempio, si può sequestrare la casa per evasione fiscale se è stato commesso un reato tributario.

Confisca dei soldi in banca: quando?

La confisca, e il sequestro preventivo ad essa finalizzato, dei soldi in banca (o degli altri valori mobiliari depositati ed esprimibili in denaro, come titoli azionari, obbligazionari o di Stato) scatta quando esistono sui conti correnti bancari o postali, o su altri rapporti finanziari intestati all’imputato o comunque ad egli riconducibili, giacenze monetarie entrate nella sua disponibilità anche successivamente alla data di commissione del reato.

Nel momento in cui la confisca viene adottata, o il sequestro preventivo viene disposto, l’imputato potrebbe dimostrare che quelle somme di denaro hanno una provenienza lecita; ma proprio a tal proposito la Cassazione, nella nuova pronuncia cui accennavamo all’inizio [2], ha affermato che «qualora il profitto derivante dal reato sia costituito da denaro, la confisca viene eseguita, in ragione della natura del bene, mediante l’ablazione del denaro comunque rinvenuto nel patrimonio del soggetto fino alla concorrenza del valore del profitto medesimo e deve essere qualificata come confisca diretta e non per equivalente».

In altre parole, secondo questa massima provvisoria (le motivazioni complete della sentenza devono essere ancora depositate) non conta che la parte abbia provato la provenienza legittima delle somme rinvenute sul conto, producendo i titoli di accredito: l’operatività della confisca non è limitata da tale circostanza e la misura ablativa si applica comunque fino alla concorrenza del valore del profitto illecito penale.


note

[1] Art. 240 Cod. pen.

[2] Cass. S.U., ud. 27.05.2021 (informazione provvisoria n.8/2021).


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube