HOME Articoli

Lo sai che? Assegno di mantenimento: delle indagini fiscali sul coniuge il giudice può farne a meno

Lo sai che? Pubblicato il 16 aprile 2014

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 16 aprile 2014

Assegno di mantenimento: il giudice non è tenuto a ordinare le indagini fiscali sui redditi del coniuge, anche se fa più lavori.

 

Nel corso del giudizio di separazione, al fine di determinare l’ammontare dell’assegno di mantenimento a favore del coniuge più debole, il giudice non è obbligato a disporre le indagini fiscali nei confronti dell’ex (indagini sui redditi e sui patrimoni dei coniugi e sul loro effettivo tenore di vita), anche se questi è sospettato di possedere più redditi.

A dirlo è la Cassazione con una sentenza di poche ore fa [1].

Vediamo meglio cosa significa.

In caso di separazione tra coniugi, per quantificare l’assegno di mantenimento a favore del coniuge economicamente più debole, al quale non sia addebitabile la separazione, il giudice deve accertare – quale elemento di riferimento ai fini della valutazione di congruità dell’assegno – il tenore di vita di cui i coniugi avevano goduto durante la convivenza nonché le disponibilità patrimoniali di colui che tale assegno dovrà versare.

A tal fine, il giudice non può limitarsi a considerare soltanto il reddito emergente dalla documentazione fiscale prodotta. Infatti, in caso di contestazione della controparte, deve effettuare i dovuti approfondimenti, anche, se lo ritiene, attraverso indagini di polizia tributaria, rivolti ad un pieno accertamento delle risorse economiche.

Tali accertamenti reddituali sono altresì necessari per determinare l’assegno di mantenimento in favore del figlio minore, atteso che anch’esso deve essere quantificato, tra l’altro, considerando le sue esigenze in rapporto al tenore di vita goduto dal minore durante la convivenza con entrambi i genitori e in rapporto alle risorse ed i redditi di costoro.

Ebbene, la sentenza della Cassazione qui in commento ribadisce un principio già affermato in precedenza (ne abbiamo parlato in questo articolo:https://www.laleggepertutti.it/39034_assegno-di-mantenimento-le-indagini-tributarie-sono-facoltative), secondo cui le indagini reddituali sono a totale discrezione del magistrato che potrebbe, al limite, non disporle affatto, decidendo di emettere la sentenza sulla base delle sole prove già acquisite in corso di causa.

Inoltre, l’eventuale diniego alla richiesta di indagini fiscali non deve essere necessariamente motivata nel provvedimento finale del giudice stesso: circostanza, peraltro, di cui la parte non può dolersi neanche davanti alla Corte di Cassazione in sede di impugnazione della sentenza.

Insomma, il magistrato di primo grado ha piena autonomia decisionale sul disporre o meno le indagini reddituali da parte della Polizia tributaria, e contro l’eventuale rigetto della richiesta non ci si può fare nulla.

Secondo la Corte, l’esercizio del potere di disporre le indagini patrimoniali avvalendosi della Polizia tributaria rientra nella discrezionalità del giudice di primo grado e non è un suo dovere che scatta solo a semplice richiesta delle parti. Ciò, a maggior ragione, vale quando la prova della sussistenza (o insussistenza) dei redditi sia stata già ottenuta diversamente in corso di causa.

Come già gli stessi giudici della Cassazione avevano detto in passato [2], in materia di riconoscimento dell’assegno di mantenimento, i giudici non sono mai tenuti a disporre ulteriori indagini di polizia tributaria relativamente alla situazione patrimoniale di uno dei due coniugi quando i redditi dell’interessato risultano ampiamente dalla documentazione fiscale acquisita agli atti della causa.

note

[1] Cass. sent. n. 8875 del 16.04.14.

[2] Cass. sent. n. 21173 del 13.10.2011.

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

    1. Per ottenere consulenza legale/commerciale/fiscale da uno dei nostri professionisti è necessario attivare uno speciale servizio di richiesta, tramite “ticket”.

      Per acquistare il “ticket” online è necessario collegarsi al nostro portale. Sul menu di sinistra troverà, sotto la voce rossa “servizi”, l’opzione “Richiedi consulenza”.
      Lo stesso risultato si può raggiungere cliccando sulla scritta, posta sopra ogni articolo, “Richiedi consulenza su questo argomento”.

      A quel punto, il sistema La guiderà nel pagamento attraverso carta di credito, Paypal o Postepay.

      Si tratta di un’operazione molto semplice e dal modico prezzo (euro 29,00 iva compresa) che ci consente di rispondere alle svariate domande che ci arrivano da tutta Italia.

      Grazie.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI