HOME Articoli

Le Guide Mutuo sulla casa coniugale: chi lo paga in caso di separazione?

Le Guide Pubblicato il 16 aprile 2014

Articolo di




> Le Guide Pubblicato il 16 aprile 2014

Il contratto di mutuo rimane vincolante per i coniugi anche in caso di separazione: ecco alcune soluzioni per la coppia che decida di separarsi mentre pende un mutuo sulla casa familiare.

Finché c’è amore quello che è di uno è anche dell’altro ed è anche naturale sobbarcarsi i costi relativi ai beni del proprio coniuge, specie quando questi è la donna e contribuisce, col lavoro casalingo, al menage familiare. Accade, ad esempio, che la casa coniugale sia di proprietà di uno solo dei coniugi, ma che il mutuo sia stato firmato da entrambi o solo da colui che non è proprietario. Potrebbe viceversa accadere che la casa sia cointestata ad entrambi i coniugi, ma il mutuo venga pagato solo da uno dei due.

Il problema si può porre in caso di separazione: chi fra i coniugi deve sostenere le spese fino ad allora condivise? Di ciò abbiamo parlato già nell’articolo “Dopo la separazione chi paga tutte le spese, le bollette e le rate”.

Se, in particolare, pende un mutuo sulla casa familiare, chi si è obbligato al pagamento delle relative rate vorrebbe – com’è comprensibile – essere liberato da tale obbligo, sia per la mancanza di un titolo di proprietà, sia perché non può più godere del bene assegnato all’altro coniuge.

Non si tratta, tuttavia, di un’operazione così automatica.

Il mutuo, infatti, è un contratto autonomo rispetto alle questioni economiche riguardanti la crisi coniugale. Ciò significa, in parole semplici, che non è la condizione di “separato” a incidere sull’obbligo del pagamento del mutuo. Il giudice non può entrare, nell’ambito di questo giudizio, nelle condizioni contrattuali stipulate da uno o entrambi i coniugi con l’istituto di credito.

Si pensi, ad esempio, a un genitore che acquista un appartamento per il figlio, intestandolo a quest’ultimo, ma obbligandosi in prima persona con la banca nel pagamento del mutuo. Di certo all’istituto di credito non interesserà che, tra padre e figlio, si sia incrinato il rapporto e che, di conseguenza, il genitore non intenda più proseguire nel pagamento del mutuo, ma interesserà solo la “solvibilità” di chi si è impegnato alla restituzione del prestito.

Con la separazione avviene un po’ la stessa cosa: a prescindere dalla scelta di separarsi, da chi rimanga ad abitare nella casa familiare o da chi ne sia l’effettivo proprietario, le condizioni contrattuali negoziate nel contratto di mutuo resteranno valide.

Ciò non significa, tuttavia, che il giudice non possa tenere conto – nell’ambito di un giudizio di separazione – di questa importante spesa o che i coniugi non possano trovare un accordo che riesca a contemperare le esigenze di ciascuno.

Vediamo, allora, per sommi capi cosa può avvenire in questi casi.

Incidenza del mutuo sui provvedimenti del tribunale

Nel corso di un giudizio di separazione il giudice è tenuto a decidere in merito:

– all’affidamento e al mantenimento dei figli minori o maggiorenni non economicamente autonomi [1];

all’assegnazione della casa coniugale [2];

al diritto al mantenimento del coniuge economicamente più debole [3].

 

Per provvedere sulle questioni economiche, il magistrato deve conoscere le capacità di reddito delle parti, non solo con riferimento alle “entrate”, ma anche di quelli che sono gli effettivi esborsi (tasse, bollette, finanziamenti, spese alimentari, eccetera) anche presumibili di ciascuno (ad esempio i costi per il nuovo alloggio del coniuge che andrà via da casa).

Anche l’onere del mutuo, perciò, è un costo di cui è importante che il giudice tenga conto al pari di tutte le altre spese.

 

Pertanto, ove sia fatto rilevare, ad esempio, che il mutuo sulla casa coniugale grava per intero sul marito, quando invece la casa coniugale sia assegnata alla moglie, il magistrato può legittimamente prevedere una riduzione dell’assegno di mantenimento in favore di quest’ultima [4]. In questo caso, infatti, viene a crearsi una sproporzione economica tra le capacità di reddito delle parti che il giudice dovrà considerare nella determinazione dell’assegno. Il giudice, tuttavia, potrà anche imporre a carico di un genitore, come modalità di adempimento dell’obbligo di contribuzione al mantenimento dei figli, il pagamento delle rate di mutuo gravante sulla casa familiare, trattandosi non solo di una voce di spesa determinata, ma anche strumentale alle esigenze cui il mantenimento è finalizzato [5].

Attenzione perciò ad evidenziare al giudice quali spese (quindi anche il mutuo) incidono sui redditi dichiarati da ciascuno, in quanto il magistrato, pur non entrando nelle condizioni contrattuali stipulate con la banca, potrà tenerne conto nella determinazione di quanto dovuto a titolo di mantenimento.

Tale circostanza potrà essere fatta presente già alla prima udienza di separazione (cosiddetta presidenziale) perché in quella sede vengono emessi degli importanti provvedimenti, anche di natura economica (cosiddetti temporanei e urgenti) che durano, in genere, diversi anni, ossia fino alla sentenza definitiva di separazione. In caso contrario la domanda potrà essere oggetto del successivo giudizio di merito.

Accordi tra i coniugi in merito al pagamento del  mutuo

Nel caso in cui, invece, la separazione sia consensuale (non si intraprende, cioè, un giudizio vero e proprio), i coniugi sono come due normali soggetti che hanno stipulato un contratto con la banca e come tali, se d’accordo, possono decidere di modificarlo. Tale accordo può entrare a far parte del ricorso per la separazione e, perciò, essere solo omologato dal giudice.

In tale ipotesi, le soluzioni possibili sono tre.

a) Nonostante la separazione, i coniugi possono decidere di lasciare cointestato il mutuo: rimangono entrambi obbligati nei confronti della banca che, in caso di mancato pagamento da parte di uno dei due, può aggredire (con un pignoramento) i loro beni (si parla in tal caso di obbligazione in solido).

Stesso accordo può prevedersi nel caso in cui il mutuo sia intestato ad uno solo (ad esempio chi andrà via da casa): in tal caso la decisione di proseguire nel pagamento del mutuo può essere considerata una forma di contributo al mantenimento del coniuge e/o dei figli che continueranno ad abitare la casa familiare.

b) I coniugi possono decidere di vendere l’immobile, estinguere il mutuo su di esso gravante e dividere i proventi della vendita in proporzione alle rispettive quote di proprietà: questo è senz’altro più agevole se non vi sono figli minori o nel caso in cui, pur essendoci, ci sia la possibilità di abitare altrove (ad esempio, in un immobile di proprietà dei nonni).

c) Infine i coniugi possono accordarsi (rinegoziando le condizioni con l’istituto di credito) per l’uscita di uno dei due dal contratto di mutuo, sempre che la banca acconsenta (ritenendo sufficientemente affidabile la parte rimasta): in tale ipotesi le parti potranno anche prevedere che siano rimborsate al coniuge uscente (che vende la propria quota all’altro) la metà delle rate già corrisposte.

Tuttavia, tale rimborso può essere anche regolato in maniera differente: ad esempio, prevedendo la cessione di un altro bene in proprietà (una casa al mare, la quota di una multiproprietà) in sostituzione delle rate da rimborsare oppure attraverso una riduzione dell’assegno di mantenimento che, in caso contrario, dovrebbe essere versato.

note

[1] Art. 337 ter cod. civ.

[2] Art. 337 sexies cod. civ.

[3] Art. 156 cod. civ.

[4] Cass., sent. n. 15333 del 25.06.2010.

[5] Cass., sent. n. 20139 del 3.09.13.

Autore immagine: 123rf.com

In caso di separazione, se i coniugi non riescono a trovare un accordo su chi dei due debba pagare il mutuo sulla casa familiare, il giudice può imporre a uno di loro tale obbligo, considerandolo una modalità di adempimento del mantenimento del coniuge o dei figli, oppure può stabilire in favore di chi già paga il mutuo, una riduzione dell’assegno di mantenimento dovuto all’ex. In caso di separazione consensuale, invece, egli dovrà solo omologare gli accordi intervenuti tra le parti, sempre che non siano contrari all’interesse della prole.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

4 Commenti

  1. 1300 euro mensili , 5oo spesi per recarmi sul posto di lavoro, 500 assegno per i due bambini devo pagare anche meta del mutuo cointestato ?

  2. una domanda perchè sto impazzendo !! con la separaione consensuale il tribunale ha obbligato mio marito a pagare il mutuo cointestato e a me ha imposto di non avvalermi sulla vendita della casa.La banca ha pignorato e messo alla vendita d’incanto del bene (io nn ho potuto vendere la mia parte alla banca per la clausola del tribunale)ed ora mi ritrovo di essere insolvente verso la banca …. come posso uscirne????? grazie

  3. buona sera!vorrei che qualcuno mi desse un consiglio su una situazione particolare!
    4 anni fà con la mia compagna decidemmo di comprare casa!ora le cose non sono andate bene tra noi e quindi abbiamo deciso di prendere strade diverse! il punto è che abbiamo una casa 50 e 50 proprietari così come il mutuo…riuscimmo ad avere il mutuo grazie a sua mamma che fece da garante essendo pensionata statale perchè sia io che lei abbiamo un contratto lavorativo a tempo determinato!
    detto questo io vorrei tenere la casa ma lei vorrebbe venderla! a parte questo mi sapreste dire se è possibile intestare la casa a me stesso lasciando invariato il mutuo o è obbligatorio sostituirlo ? sempre se lei sia d’accordo !

  4. Buonasera.. Ho una domanda da fare e spero di ricevere una vostra risposta.. sono separata da 10 anni,un mutuo che sto pagando da sola ( per nnn dire che sto sempre pagando da sola fin dall’inizio Cioè per oltre 13 anni) .. la sentenza del giudice è che il mio ex doveva versare il mantenimento dei miei 2 figli e 50% pagamento mutuo che lui nn ha mai versato in questi anni.. La domanda è; ora che voglio intestare soltanto a me la casa per nn avere problemi per il futuro cosa devo fare e come mi devo comportare? Anche perché lui ha già un altra famiglia e un altro figlio nn vorrei che un giorno tutto il sacrificio che ho fatto per pagare la casa mi ritrovo che nn sia soltanto mia..

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI