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Contratto con clausole contrastanti: come si interpreta?

12 Giugno 2021
Contratto con clausole contrastanti: come si interpreta?

Ho firmato un accordo di collaborazione con un’impresa dal quale entrambe le parti possono recedere, senza avere alcuna conseguenza. Si tratta di un contratto predisposto dalla controparte. Vorrei esercitare il recesso, ma all’interno del patto, in una clausola, c’è scritto che devo dare un preavviso di un mese. In un’altra, il termine è di 60 giorni. Quale dei due devo rispettare?

Alla luce del contratto da lei descritto, entrambe le parti hanno il diritto di recedere dall’accordo, senza che tale facoltà debba essere giustificata in qualche modo e senza che ci siano delle conseguenze (indennizzi, danni, etc).

In termini tecnici, si tratta, a tutti gli effetti, di un cosiddetto diritto potestativo. Colui che riceve questo tipo di comunicazione non può far altro che accettarla e subire la risoluzione del contratto nei termini pattuiti. Ciò, chiaramente, non potrà condizionare, ad esempio, il corrispettivo per l’attività compiuta sino alla data in cui scatterebbe l’inefficacia dell’accordo.

A quanto pare, però, circa i tempi del suo potenziale esercizio, il recesso viene disciplinato in due differenti disposizioni. Nella prima, viene prevista la possibilità di sottrarsi agli obblighi nascenti dal patto complessivo, salvo preavviso di almeno un mese. Nella seconda, il recesso viene riconosciuto a favore dei contraenti, ma stavolta il termine da rispettare affinché produca efficacia è di 60 giorni.

Nasce, pertanto, l’esigenza di capire quale dei due termini bisogna prendere in considerazione.

Ad avviso di chi scrive, la risposta dipende dal fatto che l’accordo sottoscritto ha le caratteristiche del modulo precompilato. Lei si è, infatti, limitato ad aderire ad un contratto totalmente predisposto dalla controparte. Perciò, alla luce delle predette caratteristiche, potrebbe applicarsi quell’articolo di legge [1], per cui, in tema di interpretazione dei contratti, le clausole inserite in un accordo predisposto da una sola parte, nel dubbio, si interpretano a favore dell’altra.

Seguendo tale regola, il termine da prendere in considerazione per risolvere il contratto dovrebbe essere quello più breve. Il recesso, quindi, potrebbe essere esercitato con un preavviso di solo un mese.

Detto ciò, per manifestare le sue intenzioni è corretto inoltrare la comunicazione tramite mail pec ed indirizzarla verso quella della controparte oppure, in alternativa, può inviare il suo documento mediante la tradizionale lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

All’interno dello scritto, può fare riferimento al preavviso minore di cui sopra.

Chiaramente, se la controparte dovesse sollevare un’obiezione, portare avanti una contestazione o un potenziale contenzioso per soli trenta giorni in più, potrebbe essere inopportuno. Ad ogni modo, ove mai dovesse accadere, dovrà valutare lei se è il caso o meno di negare un ulteriore periodo di preavviso.

Articolo tratto da una consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Art. 1370 cod. civ.


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