Diritto e Fisco | Articoli

Eliminare il proprio nome da Google e da altre pagine internet

16 aprile 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 aprile 2014



Privacy e diritto all’oblio: cancellare un nome dal web è diventata la nuova priorità degli studi legali che si occupano di diritto della rete.

La presenza del proprio nome sul web, correlata a notizie di indagini, condanne penali o ad altri episodi di cronaca, può diventare un serio pregiudizio nell’era moderna. E questo perché gli algoritmi di Google premiano, in genere, gli articoli più cliccati: più è vecchio un articolo, più è stato letto e, di conseguenza, più facilmente si troverà nei primi risultati offerti da Google dopo la ricerca.

Tuttavia, poiché uno dei tre presupposti della stampa è quello dell’attualità della notizia (gli altri due sono: verità della notizia e pubblico interesse), l’editore – nel nostro caso, il giornale online – non può conservare, per un tempo indefinito, la notizia o, quantomeno, il nome dei soggetti coinvolti. Ne andrebbe del diritto di questi ultimi al reinserimento sociale dopo aver scontato la giusta condanna. O, nel caso di semplici indagini, verrebbe compromesso il nome del cittadino e la conseguente “presunzione di innocenza” tutelata dalla Costituzione.

È il problema del cosiddetto diritto all’oblio, il diritto ad essere dimenticati dalla società anche nel caso in cui siano state riportate condanne definitive (leggi l’articolo: “Diritto all’oblio: come cancellare da internet e Google i precedenti giudiziari”). Il che, spesso, viene confuso con il diritto alla rettifica o alla identità del nome, che ricorre quando la notizia non sia più attuale o abbia subito, nel tempo, degli ulteriori sviluppi (per esempio: una assoluzione in secondo grado).

Il diritto all’oblio trova in Internet il suo più acerrimo rivale: poiché sulla rete nulla si cancella (se non per mano dell’uomo). E così, anche le notizie ormai vecchie restano visibili alla collettività, come in una pubblica gogna.

In tutti questi casi, comunque, la Cassazione ha giustamente sottolineato il diritto dell’interessato di ottenere la cancellazione dei propri dati (leggi il nostro articolo “Oblio su internet, un diritto calpestato: interviene finalmente la Cassazione”). Il che non significa necessariamente l’eliminazione dell’articolo, ma – quantomeno – la “de-indicizzazione” dai motori di ricerca o l’eliminazione del nome (eventualmente con sostituzione delle sole iniziali) purché accompagnata dalla cancellazione dei relativi tag (leggi l’articolo “Oblio solo sull’indicizzazione di Google e non sull’archivio interno del giornale”).

Come è possibile che, quando digito il mio nome su Google, compare l’articolo di cronaca nel quale il mio nome non è più presente?

È una classica ipotesi in cui il gestore del portale che ha pubblicato la notizia, nell’eliminare dall’articolo il nome dell’interessato, non ha eliminato anche i relativi “tag”. In tal caso è necessaria una contestazione formale al giornale al fine di ottenere la totale cancellazione della correlazione tra nome e articolo.

Posso agire senza bisogno dell’avvocato?

In teoria è possibile attivarsi anche personalmente. La diffida, infatti, non richiede la necessaria presenza del legale.

Riscontro tuttavia una certa riluttanza, da parte delle testate giornalistiche, ad attivarsi tempestivamente se la richiesta di cancellazione non è inviata, con i formali sistemi della raccomanda a.r., meglio se proveniente da uno studio legale specializzato in diritto della rete.

Che tipo di causa è possibile intraprendere contro chi non cancella il mio nome dal giornale?

Ritengo che il procedimento di urgenza sia quello più appropriato al caso specifico (con tempi relativamente brevi). Segnalo, tuttavia, un precedente – emesso dal Tribunale di Macerata – secondo cui (in modo poco condivisibile) il decorso di molto tempo dalla pubblicazione della notizia, prima di chiederne la cancellazione, impedisce la possibilità del ricorso in via d’urgenza (leggi l’articolo: “Rimozione di post offensivi e diffamatori: no procedimento d’urgenza dopo tanto tempo”). Contro questa interpretazione ho già avuto modo di dissentire e di argomentare in modo contrario. Fortunatamente si tratta di un caso giurisprudenziale isolato.

Esistono precedenti che sanciscono il diritto all’oblio?

Non esistono leggi che definiscano il diritto all’oblio, né norme che impongano dei precisi tempi di “permanenza” delle notizie sul web. Un tentativo è attualmente in atto da parte della Comunità Europea. Vi è stato anche un disegno di legge presentato dalla Lega Nord, poi arenatosi in Parlamento.

Tuttavia, sono numerose le sentenze che riconoscono l’esistenza del diritto all’oblio, sia con riferimento ai giornali tradizionali di carta, sia a quelli via web. In ogni caso, è sempre meglio far riferimento ad essi quando si intraprende la strada della contestazione.

Ho contattato il giornale per chiedere la cancellazione del mio nome, ma mi hanno risposto che fa parte del loro diritto di cronaca. È giusto?

Assolutamente no! Il diritto di cronaca deve sempre rispettare i tre principi della stampa che sono:

a) verità della notizia;

b) pubblico interesse della notizia;

c) attualità della notizia.

Mantenere online una notizia non più attuale – il che significa una violazione del diritto all’oblio – viola il terzo principio appena detto.

note

Autore immagine: 123rf.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI