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Fisco non risponde all’istanza in autotutela

30 Maggio 2021
Fisco non risponde all’istanza in autotutela

Entro quanto tempo l’Agenzia delle Entrate deve rispondere al ricorso in autotutela e che fare se la risposta non arriva?  

Un lettore ci chiede che succede se il Fisco non risponde all’istanza in autotutela.

L’istanza in autotutela costituisce il primo tentativo per risolvere i problemi con l’Agenzia delle Entrate. Non sempre però l’ufficio delle imposte riscontra la richiesta del contribuente, tant’è che questi deve essere pronto a presentare il ricorso al giudice tributario. Ecco che allora è molto importante conoscere sia i termini di un’eventuale risposta da parte del Fisco, sia quelli per l’avvio della causa. Ne parleremo qui di seguito. 

Partiremo dal principio e risponderemo ad alcune comuni domande: è obbligatorio rispondere all’istanza in autotutela? Che succede se tale risposta non viene fornita: il silenzio si considera come assenso o come rigetto? Ed ancora: l’istanza in autotutela sospende i termini per fare ricorso alla Commissione Tributaria? Ecco dunque come comportarsi se il Fisco non risponde all’istanza in autotutela.

Cos’è il ricorso in autotutela 

Sinteticamente, il ricorso in autotutela è un tentativo (non obbligatorio) che il cittadino può fare, prima di ricorrere al giudice, per risolvere bonariamente la controversia contro la Pubblica Amministrazione. Si tratta di un’istanza presentata allo stesso ufficio che ha emesso l’atto asseritamente illegittimo, rivolta ad ottenerne l’annullamento. Vanno pertanto indicati in modo chiaro e semplice i motivi di illegittimità. 

Si chiama «autotutela» ma ad autotutelarsi è la Pubblica Amministrazione da un contenzioso con il cittadino che la vedrebbe soccombente. L’istanza è quindi l’occasione che ha l’ufficio per rettificare un proprio errore senza dover subire la condanna di una sentenza.

Il Fisco deve rispondere all’istanza in autotutela?

Nessuna norma prevede uno specifico obbligo in capo alla Pubblica Amministrazione – e quindi anche all’Agenzia delle Entrate – di rispondere all’istanza in autotutela. Questo significa che il ricorso presentato dal cittadino potrebbe rimanere senza riscontro. 

Ciò nonostante, numerose sentenze riconoscono un generico obbligo di risposta da parte dell’ufficio, in ottemperanza al dovere di collaborazione e trasparenza con il cittadino, cui la PA è tenuta in base alla Costituzione. È molto interessante, in proposito, una sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso [1] secondo cui la Pubblica Amministrazione «ha l’obbligo, non solo morale, ma giuridico di emettere il provvedimento conclusivo, positivo o negativo […] prima della scadenza del termine concesso al contribuente per proporre ricorso». di conseguenza, la mancata risposta dell’ente impositore manifesta la sussistenza della responsabilità aggravata». In buona sostanza, qualora il cittadino sia costretto – in ragione del silenzio serbato dall’ufficio – a presentare ricorso al giudice, potrebbe poi chiedere, oltre all’annullamento dell’atto illegittimo – anche il risarcimento del danno.

In caso di silenzio, l’autotutela si considera accolta o rigettata?

L’assenza di risposta al ricorso in autotutela si considera come rigetto dell’istanza. Questo significa che l’atto resta fermo ed efficace. Per ottenerne l’annullamento bisognerà ricorrere al giudice. 

Qual è il termine per rispondere all’istanza in autotutela?

Proprio perché non esiste uno specifico obbligo, per il Fisco, di rispondere all’istanza in autotutela non è previsto neanche un termine ultimo per l’invio di tale risposta. Anzi, l’ufficio potrebbe anche decidere, strategicamente, di non rispondere al ricorso presentato dal contribuente utilizzando tale comportamento come tacita manifestazione della volontà di rigetto dell’istanza stessa.

Il ricorso in autotutela sospende i termini per fare ricorso al giudice?

La presentazione dell’istanza in autotutela non sospende i termini per presentare ricorso al giudice. Pertanto, se il Fisco non dovesse rispondere all’istanza, sarà bene che il contribuente, in prossimità della scadenza dei suddetti termini, prepari l’atto giudiziale da notificare all’Agenzia delle Entrate. Questo perché, semmai, la risposta all’autotutela non dovesse intervenire o dovesse essere negativa, l’atto illegittimo si consoliderebbe e non ci sarebbe più la possibilità di rivolgersi al giudice a termini già scaduti. Invece, è ben possibile avviare il ricorso anche in attesa della risposta da parte dell’ufficio delle imposte; in tal caso, semmai dovesse intervenire l’accoglimento all’istanza, il giudizio potrà essere chiuso per «cessata materia del contendere». 

Quali sono i termini per fare ricorso al giudice?

In materia di atti fiscali, il termine per fare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale è di 60 giorni dalla notifica dell’atto ritenuto illegittimo.

Ciò ha fatto ritenere alcuni giudici [1] che «l’obbligo morale e giuridico» dell’ufficio che ha emesso l’atto di rispondere all’istanza in autotutela debba essere esercitato prima della scadenza di tale termine, proprio per dare la possibilità al contribuente di presentare il ricorso al giudice.

A termini scaduti per il ricorso si può presentare l’autotutela?

Non esistono limiti di tempo per presentare il ricorso in autotutela. Trattandosi, in fin dei conti, di una segnalazione alla PA per darle la possibilità di correggere un proprio errore essa può essere presentata anche dopo che sono scaduti i termini per fare ricorso al giudice. In questo modo, il contribuente che decada dal diritto di adire la commissione tributaria potrà, come ultima alternativa, tentare l’autotutela nella speranza che la stessa venga accolta. La giurisprudenza ha ritenuto legittimo presentare un’istanza in autotutela anche se sono ormai scaduti i termini per presentare ricorso al giudice; ciò non preclude alla PA – in ragione dei principi di imparzialità ed efficienza del suo operato – di rivedere un proprio atto benché divenuto definitivo per mancata impugnazione.


note

[1] CTP Molise, Campobasso, sent. n. 195/14.

Autore immagine: depositphotos.com


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