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Lavoro occasionale: 5.000 euro lordi o netti?

7 Settembre 2021 | Autore:
Lavoro occasionale: 5.000 euro lordi o netti?

I limiti reddituali nelle prestazioni di lavoro occasionale vanno intesi diversamente a seconda del tipo di prestazione resa, autonoma o subordinata.

Hai trovato un lavoro occasionale, in attesa di reperire un impiego full time, oppure hai optato per questa forma di occupazione per arrotondare lo stipendio, pur mantenendo un altro e più sicuro posto di lavoro. Devi però sapere che, per poter svolgere lavoro occasionale, ci sono alcuni limiti da rispettare, in generale, pari a 5.000 euro e per singolo committente, per un massimo di 2.500 euro.

Ti chiedi dunque se nella prestazione occasionale il compenso di 5.000 euro si intenda lordo o netto. Vediamo allora nella seguente guida quali sono i caratteri essenziali di questa speciale tipologia di impiego e quali sono i limiti di reddito e di orario a cui deve sottostare il lavoratore.

Lavoro occasionale: cos’è?

Il contratto di prestazione occasionale è il contratto mediante il quale un utilizzatore acquisisce, con modalità semplificate, prestazioni di lavoro saltuarie di ridotta entità, entro determinati limiti di importo e di orario.

La legge vieta il ricorso al contratto di prestazione occasionale:

  • da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato, ad eccezione delle aziende alberghiere e delle strutture ricettive che operano nel settore del turismo, per le attività lavorative rese da imprese del settore agricolo, e che hanno alle proprie dipendenze fino a otto lavoratori a tempo indeterminato;
  • da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese dai soggetti:
    • titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
    • giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università;
    • persone disoccupate
    • percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI ora venuto meno e sostituito dal Reddito di cittadinanza ex D.L. n. 4/2019) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito, purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
  • da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
  • nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Per le pubbliche amministrazioni e gli enti locali, il ricorso alle prestazioni occasionali è possibile solo in riferimento a specifiche attività, come manifestazioni culturali, sociali, sportive o caritatevoli, attività di solidarietà, calamità o eventi naturali improvvisi e nell’ambito di progetti a favore di persone notevolmente svantaggiate.

Il compenso e gli oneri previdenziali e assicurativi

La misura minima oraria del compenso è pari a 9 euro, tranne che nel settore agricolo, per il quale il compenso minimo è pari all’importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo di lavoro stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Con riguardo all’aspetto contributivo, sono interamente a carico dell’utilizzatore:

  • la contribuzione alla Gestione separata presso l’Inps nella misura del 33% del compenso;
  • il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (Inail), nella misura del 3,5 % del compenso.

Comunicazioni obbligatorie a carico dell’utilizzatore

L’utilizzatore è tenuto a trasmettere almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, attraverso la piattaforma informatica Inps ovvero avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’Istituto, una dichiarazione contenente almeno le seguenti informazioni:

  • i dati anagrafici e identificativi del prestatore;
  • il luogo di svolgimento della prestazione;
  • l’oggetto della prestazione;
  • la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione ovvero, se si tratta di imprenditore agricolo, di azienda alberghiera o struttura ricettiva che opera nel settore del turismo o di ente locale, la data di inizio e il monte orario complessivo presunto con riferimento a un arco temporale non superiore a dieci giorni;
  • il compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a 36 euro, per prestazioni di durata non superiore a quattro ore continuative nell’arco della giornata, fatto salvo quanto stabilito per il settore agricolo.

La comunicazione avviene mediante l’utilizzo di un calendario giornaliero gestito attraverso la procedura Inps, con l’indicazione giornaliera delle prestazioni.

Nel caso in cui il prestatore, all’atto dello svolgimento della prestazione lavorativa, rientri in una delle seguenti categorie:

  • titolare di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • studente regolarmente iscritto a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università, con meno di venticinque anni di età;
  • persona disoccupata;
  • percettore di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione, ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito

l’utilizzatore, nell’ambito della predetta comunicazione, ne fornisce apposita dichiarazione.

Trattandosi di comunicazione da fornire prima dello svolgimento della prestazione lavorativa, laddove, per evenienza di carattere straordinario la prestazione medesima non dovesse essere resa, l’utilizzatore effettua, sempre avvalendosi della procedura telematica Inps, la revoca della dichiarazione inoltrata, purché ciò avvenga entro le ore 24.00 del terzo giorno successivo a quello originariamente previsto per lo svolgimento della prestazione.

I limiti reddituali

Per tutte le categorie di utilizzatori valgono regole comuni.

La possibilità di svolgere attività di lavoro occasionale è ammessa per ciascun anno civile entro il limite di:

  • € 5.000, per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
  • € 5.000, per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori;
  • € 2.500, per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore.

Per i contratti stipulati con pensionati, studenti fino ai 25 anni, disoccupati e percettori di prestazioni di sostegno al reddito, l’importo massimo può invece eccezionalmente arrivare fino a 6.666 euro.

Ci si chiede se i limiti reddituali predetti debbano intendersi al lordo o al netto.

L’Inps sul punto si esprime solo sul compenso derivante dalle prestazioni di lavoro occasionale accessorio, ossia quello svolto con carattere di subordinazione in favore di un committente, e precisa che la somma dei redditi derivanti dalle collaborazioni occasionali accessorie non può superare i 5.000 euro netti.

Di conseguenza, il totale dei redditi derivanti da prestazioni di natura occasionale accessoria non deve superare i 6.250 euro lordi annui (considerando una ritenuta d’acconto del 20%). Per annualità si intende l’anno solare, quindi dal 1 gennaio al 31 dicembre.

Diversamente, per le prestazioni occasionali (e cioè quelle svolte in forma autonoma, in alternativa all’apertura della partita Iva), il limite va considerato lordo, in quanto l’Inps non specifica se la predetta disciplina sia valida anche per le altre tipologie di prestazioni occasionali.

Nel caso in cui si svolgesse nel contempo un lavoro da dipendente o da autonomo, si possono effettuare prestazioni occasionali e il limite di 5.000 euro si riferirà solo al reddito da lavoro occasionale. Il lavoratore avrà quindi il suo stipendio e ad esso si aggiungerà il reddito da lavoratore occasionale.

I limiti di durata della prestazione

Il lavoro occasionale è sottoposto, oltre ai predetti limiti di reddito, anche a precisi limiti di durata temporale della prestazione.

Trattandosi di un impiego saltuario e discontinuo, le prestazioni occasionali non possono essere rese per più di 280 ore nell’arco dello stesso anno con lo stesso utilizzatore.

Inoltre, l’utilizzatore deve rispettare:

  • il riposo giornaliero minimo di 11 ore ogni 24 ore;
  • le pause di durata non inferiore a 10 minuti, se l’orario giornaliero è superiore a 6 ore consecutive;
  • i riposi settimanali di almeno 24 ore consecutive, di regola coincidenti con la domenica, ogni 7 giorni;
  • il limite di durata normale dell’orario di lavoro di 40 ore settimanali;
  • il limite massimo di durata della prestazione lavorativa settimanale di 48 ore, comprese le ore di straordinario.

Non è prevista invece alcuna copertura per maternità, ferie e disoccupazione.

Sanzioni

Nel caso in cui si superi il limite di 280 ore il rapporto si trasformerà in lavoro a tempo pieno e indeterminato; lo stesso avviene per l’imprenditore (diverso dalla Pubblica Amministrazione) che superi il limite reddituale dei 2.500 euro annui.

Inoltre, per gli imprenditori che utilizzano illegittimamente il contratto di prestazione occasionale di lavoro accessorio sono previste anche sanzioni amministrative pecuniarie di importo variabile da 500 euro a 2.500 euro per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione.



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