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Lo sai che? Se si riceve una lettera dell’Agenzia delle Entrate

Lo sai che? Pubblicato il 16 aprile 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 aprile 2014

Nella risposta al fisco sarà necessario documentare il possesso di redditi eccedenti rispetto al dichiarato.

Per i destinatari delle lettere delle Entrate sono tre le strade possibili per difendersi:

1) non rispondere,

2) ravvedersi (leggi l’articolo sul “Ravvedimento operoso”)

3) rispondere con documentazione.

La prima strada potrebbe non essere in assoluto la più consona in quanto il Fisco potrebbe insistere e, a quel punto, a partire non sarebbe più una semplice comunicazione ma la procedura di accertamento sintetico.

La seconda strada, il ravvedimento, permette di correggere le eventuali “dimenticanze” della dichiarazione entro il 30 settembre. È, questa, certamente la via più onerosa, ma anche quella che consentirebbe di chiudere tutta la vicenda.

L’ultima strada è la trasmissione di una lettera all’agenzia delle Entrate, ossia la richiesta da rivolgere ai Centri di assistenza multicanale telefonando ai numeri indicati nella comunicazione.

Scegliendo questa via, eccettuato il caso della correzione di errori o di incongruenze, occorre chiedersi quale prova riterrebbe il Fisco valida affinché il reddito risulti congruo rispetto alle spese.

Il destinatario della lettera deve quindi domandarsi se è in grado di documentare il possesso di redditi eccedenti rispetto al dichiarato, provenienti da periodi d’imposta precedenti, ovvero derivanti da redditi/fonti che correttamente non risultano dalla dichiarazione.

Si tenga in ogni caso presente che non potrà comunque considerarsi sufficiente l’astratta riferibilità delle spese alla capienza reddituale degli anni precedenti.

Ciò significa che, una volta documentato il possesso legittimo di un reddito non noto all’Agenzia, deve essere possibile tracciare la movimentazione finanziaria dalla fonte fino al soggetto che ha venduto il bene ovvero ha reso il servizio.

Prendiamo l’esempio di un giovane precario che riceve la lettera avendo nel 2009 acquistato una casa al prezzo di 60mila euro, mentre dalla sua dichiarazione emerge un reddito di 20mila. In questo caso, nella risposta il contribuente dovrà documentare le modalità con cui è venuto in possesso della somma precisando che si tratta di “bonifico da … (padre, madre, eccetera)” e dimostrare che sono esattamente quelle le risorse utilizzate per l’acquisto della casa. La documentazione potrebbe essere la contabile bancaria di accredito della somma, in cui deve essere evidenziato il nome di chi ha effettuato la disposizione e la contabile bancaria che certifica il rilascio degli assegni circolari utilizzati per l’acquisto. In alternativa, gli stessi dati si potrebbero desumere dall’estratto conto, ma in tal caso è opportuno verificare l’inesistenza di movimentazioni anomale in entrata o in uscita e ciò al fine di evitare di amplificare la problematica in quanto potrebbero essere presenti versamenti e/o prelievi la cui causale potrebbe invitare il fisco a effettuare ulteriori approfondimenti.

In ogni caso, qualsiasi risposta dovrà essere attentamente analizzata, nel senso che, sempre restando all’esempio, sarà il caso di verificare la capienza della dichiarazione del padre, per evitare che l’indagine sul figlio apra una successiva analisi in capo a lui.

note

Autore immagine: 123rf.com


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