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Lo sai che? Strisce blu: “evasione” la sosta oltre orario. Incostituzionali le norme comunali che impongono il pagamento

Lo sai che? Pubblicato il 17 aprile 2014

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Infrazione da sanzionare in base al Codice della strada o inadempienza contrattuale verso il gestore del parcheggio? Nessuna delle due cose

Continua la telenovela delle multe per sosta, oltre la scadenza del ticket, sulle strisce blu. Dopo che il ministero aveva dichiarato che, in questi casi, non si ha nessuna sanzione amministrativa, e pertanto nessuna multa, poiché non esiste una norma apposita (leggi l’articolo: “Niente più multa per il ticket scaduto sulle strisce blu: la questione è chiusa”); dopo l’opposizione dei Comuni ad inquadrare l’ex illecito amministrativo come una semplice “inadempienza contrattuale”, culminata con una sorta di “pace” a metà strada (leggi “Strisce blu: multe solo se il sindaco lo prevede”), arriva una terza interpretazione. La nuova linea arriva da una sentenza del Giudice di Pace di Orbetello [1].

Infrazione da sanzionare in base al Codice della strada o inadempienza contrattuale verso il gestore del parcheggio? Nessuna delle due cose: secondo il giudice di pace, la sosta sulle strisce blu oltre l’orario di scadenza del ticket sarebbe invece “un’evasione in materia tributaria” e di qui si potrebbe arrivare all’incostituzionalità delle norme che impongono il pagamento. Essendo un tributo, infatti, andrebbe imposto solo per legge [2] e non con delibere comunali. Insomma: anche in questo caso le multe sarebbero nulle: ma, secondo questa interpretazione, per il fatto che la sanzione deve essere prevista da una legge statale e non comunale.

Questa tesi si aggiunge al braccio di ferro in corso tra i ministeri delle Infrastrutture e dell’Interno da una parte e l’Anci dall’altra.

Secondo il giudice di pace, la sosta a pagamento “comporta l’occupazione del suolo pubblico” e quindi quello che sembra un corrispettivo per il servizio fruito sarebbe “un contributo, tecnicamente equiparabile a una vera e propria tassa, in qualche modo analoga alla ormai desueta tassa per l’occupazione degli specchi acquei e delle aree demaniali da parte del naviglio da pesca in disarmo”.

La tesi non è del tutto nuova e fu bocciata dalla Corte Costituzionael [3]. Ma secondo il giudice di Orbetello questa pronuncia può essere rivista alla luce dell’evoluzione dei fatti: nel 2005 la Corte aveva argomentato che l’utente ha la possibilità di scegliere se sostare in spazi gratuiti o a pagamento, ma da allora le strisce blu si sono moltiplicate. Il quadro normativo è peraltro invariato: esiste sempre l’obbligo di destinare a sosta gratuita la metà degli spazi disponibili e vi si può derogare solo nelle zone dichiarate di pregio urbanistico.

note

[1] GdP Orbetello, sent. n. 3/2014 del 6.03.2014.

[2] Art. 23 Cost.

[3] C. Cost. sent. n. 66 del 29.01.2005.


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