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Escort e tasse: regolarizzazione possibile

17 Aprile 2014 | Autore:
Escort e tasse: regolarizzazione possibile

Anche le prostitute possono aprire una partita iva e pagare le tasse: è sufficiente che, insieme alle prestazioni sessuali, svolgano una serie di altre attività quali massaggiatrice, hostess e simili che, essendo riconosciute, sono tassabili.

La prostituzione, in Italia, è legale ma non viene riconosciuta come professione. Quindi, una escort non può aprire una partita iva, non può accendere una posizione Inps, non può pagare le tasse sul proprio lavoro, beneficiando dei diritti che spettano a un normale lavoratore.

Molte professioniste del sesso hanno provato a mettersi in regola, ricevendo dalle Camere di Commercio e dall’Agenzia delle Entrate risposte negative, a volte mischiate a un comprensibile imbarazzo. Non esiste il codice attività per un’occupazione che dovrebbe rientrare nell’ambito del lavoro autonomo. E senza un codice non è possibile aprire la partita iva e pagare le tasse.

Se una prostituta non può regolarizzarsi, pur avendo la volontà di farlo, se non ha la possibilità di pagare le tasse, com’è possibile che riceva una cartella esattoriale per evasione fiscale? Eppure è successo: con richieste di Irpef, Iva e contributi Inps. Proprio sui contributi Inps scatta il maggiore paradosso: le escort sarebbero chiamate a versare i contributi previdenziali per un ente presso cui non esistono.

Ma allora, come uscire da questa situazione? Attualmente è possibile la regolarizzazione? Sembra di si. Lo ha spiegato il direttore dell’Agenzia delle Entrate regione Lombardia a un inviato della trasmissione televisiva “Le iene”. Ecco, in sintesi, le sue parole.

L’attività della escort può essere qualificata come lavoro autonomo, e quindi tassata, non in relazione alla vendita del proprio corpo, cioè alla prestazione sessuale in cambio di denaro, ma in base a tutta una serie di attività strettamente correlate alla prostituzione in sé: ad esempio, massaggiatrice, hostess/accompagnatrice. Tali attività, identificate come servizi alla persona altrimenti non qualificabili, sono riconosciute dalla legge e quindi tassabili.

Ciò consente, ad esempio, di scaricare dalle tasse i costi del materiale utilizzato nell’attività lavorativa: si pensi ai costi del lettino per i massaggi.

In definitiva, quindi, le escort non possono essere regolarizzate in quanto escort, ma in quanto accompagnatrici o massaggiatrici, con la possibilità di scaricare dalla tasse tutti i beni inerenti alle suddette attività.


note

Autore immagine: 123rf.com


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