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Raccomandata vuota: Cassazione

30 Maggio 2021
Raccomandata vuota: Cassazione

A chi spetta dimostrare che il plico era vuoto e non conteneva alcuna lettera?

Interruzione prescrizione e contestazione contenuto raccomandata vuota

L’atto stragiudiziale di costituzione in mora del debitore, anche al fine dell’interruzione della prescrizione, inviato al debitore con raccomandata a mezzo del servizio postale, si presume giunto a destinazione – sulla base dell’attestazione della spedizione da parte dell’ufficio postale, pur in mancanza dell’avviso di ricevimento – e spetta al destinatario l’onere di dimostrare che il plico non contiene alcuna lettera al suo interno, ovvero contiene una lettera di contenuto diverso da quello indicato dal mittente.

L’avvenuta produzione in giudizio, sia della ricevuta di spedizione, (circostanza dedotta dal ricorrente nel ricorso), sia di quella di ritorno (oltre che della lettera di diffida del 22.4.2004) costituisce idonea prova, sia dell’invio, sia della ricezione della raccomandata in ragione della presunzione logica che impone il collegamento tra la ricevuta di spedizione in una certa data di una raccomandata ad un certo destinatario e la ricevuta di ritorno pervenuta al mittente che a distanza di quattro giorni attesta il ricevimento di una raccomandata da parte del medesimo destinatario.

Cassazione civile sez. VI, 13/05/2014, (ud. 10/04/2014, dep. 13/05/2014), n.10388

Richiesta di pagamento ed altri atti negoziali: presunzione di conoscenza della raccomandata 

L’atto stragiudiziale di costituzione in mora del debitore, anche al fine dell’interruzione della prescrizione, inviato al debitore con raccomandata a mezzo del servizio postale, si presume giunto a destinazione – sulla base dell’attestazione della spedizione da parte dell’ufficio postale, pur in mancanza dell’avviso di ricevimento – e spetta al destinatario l’onere di dimostrare che il plico non contiene alcuna lettera al suo interno, ovvero contiene una lettera di contenuto diverso da quello indicato dal mittente.

Cassazione civile sez. VI, 24/06/2013, n.15762

Prova del contenuto della raccomandata 

In tema di prova del contenuto dell’atto spedito con raccomandata a mezzo del servizio postale, anche al fine dell‘interruzione della prescrizione, detto atto si presume giunto a destinazione sulla base della mera attestazione della spedizione da parte dell’Ufficio postale, pur in mancanza dell’avviso di ricevimento, spettando al destinatario l’onere di dimostrare che il plico non contiene alcuna lettera al suo interno, ovvero contiene una lettera di contenuto diverso da quello indicato dal mittente 

Cassazione civile sez. VI, 23/06/2011 (ud. 21/10/2010, dep. 23/06/2011), n.13877

Quando la raccomandata si considera giunta a destinazione 

L’atto stragiudiziale di costituzione in mora del debitore, anche al fine dell’interruzione della prescrizione, inviato al debitore con raccomandata a mezzo del servizio postale si presume giunto a destinazione – sulla base dell’attestazione della spedizione da parte dell’ufficio postale, pur in mancanza dell’avviso di ricevimento – sicché solo a seguito di contestazione del destinatario sorge l’onere, per il mittente di provare il ricevimento, né è censurabile il provvedimento del giudice di appello che consenta alla parte di produrre la ricevuta di ritorno di una raccomandata già ritualmente prodotta con gli atti introduttivi del giudizio.

Cassazione civile sez. lav., 11/05/2006, n.10849

Obbligazioni e contratti, comunicazione mediante lettera raccomandata, presunzione di conoscenza  

La lettera raccomandata – anche in mancanza dell’avviso di ricevimento – costituisce prova certa della spedizione attestata dall’ufficio postale attraverso la ricevuta, dalla quale consegue la presunzione, fondata sulle univoche e concludenti circostanze della spedizione e dell’ordinaria regolarità del servizio postale, di arrivo dell’atto al destinatario e della sua conoscenza ex art. 1335 c.c., sicché spetta al destinatario l’onere di dimostrare la mancata conoscenza dell’atto, non rilevando le circostanze che fosse illeggibile la firma della persona alla quale la lettera era stata consegnata e non comprovata la sua qualità (fattispecie in tema di comunicazione di addebito disciplinare nel rapporto di lavoro pubblico).

Cassazione civile sez. lav., 16/01/2006, n.758

Prescrizione de decadenza: onere di dimostrare che il plico non contiene alcuna lettera al suo interno

L’atto stragiudiziale di costituzione in mora del debitore, anche al fine dell’interruzione della prescrizione, inviato al debitore con raccomandata a mezzo del servizio postale si presume giunto a destinazione – sulla base dell’attestazione della spedizione da parte dell’ufficio postale, pur in mancanza dell’avviso di ricevimento – e spetta al destinatario l’onere di dimostrare che il plico non contiene alcuna lettera al suo interno, ovvero contiene una lettera di contenuto diverso da quello indicato dal mittente, tuttavia, in mancanza di una puntuale indicazione del testo della lettera asseritamente interruttiva da parte del creditore, il debitore è esonerato dal provare il contenuto di tale lettera.

(In applicazione di tale principio la S.C. ha confermato la sentenza che aveva ritenuto prescritto il credito dell’Inps, nonostante l’invio con raccomandata della lettera interruttiva, atteso che, a fronte di contestazione di controparte, l’Inps non aveva prodotto alcun atto idoneo a dimostrare il contenuto della raccomandata).

Cassazione civile sez. lav., 03/07/2003, n.10536



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