HOME Articoli

Lo sai che? Senza avviso di accertamento fiscale, cartella valida solo se ben motivata

Lo sai che? Pubblicato il 17 aprile 2014

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 17 aprile 2014

La cartella esattoriale di Equitalia che non sia stata preceduta da un accertamento è valida solo se ben motivata.

Che la cartella esattoriale di Equitalia vada sempre motivata, pena la sua nullità, è questione sulla quale questo portale si è più volte soffermato, informando i propri lettori; in particolare ne abbiamo parlato in due recenti articoli: “Se la cartella di Equitalia è il primo atto del fisco va motivata come un atto impositivo” e “Anche Equitalia, come l’Agenzia entrate, ha l’obbligo di motivare gli atti”. Come tutti gli atti dell’amministrazione, infatti, anche quelli dell’Agente della riscossione devono riportare le ragioni della pretesa tributaria e le cause che l’hanno determinata.

Potrebbe però capitare che, nel caso in cui l’amministrazione finanziaria riscontri delle irregolarità nella dichiarazione dei redditi del contribuente, la cartella non venga preceduta da alcun preventivo avviso di accertamento esaustivo. In tali ipotesi, la cartella va motivata in modo ancora più esaustivo e completo del normale, proprio come se fosse un normale atto di accertamento fiscale. E questo per dare la possibilità al contribuente di esperire tutti i dovuti controlli e poter eventualmente esercitare il proprio diritto alla difesa, impugnando l’atto davanti alla Commissione Tributaria Provinciale.

È la sintesi di un’ordinanza emessa poche ore fa dalla Cassazione [1].

Dunque, la cartella esattoriale non preceduta da un avviso di accertamento esaustivo deve essere ben motivata, pena la sua nullità. Infatti, quando il plico di Equitalia è il primo atto ad essere notificato, sussiste l’obbligo di una preventiva comunicazione al contribuente sulle eventuali irregolarità riscontrate nella dichiarazione.

In particolare – sostiene la Corte – la motivazione deve essere congrua, sufficiente e comprensibile. Tale obbligo scaturisce, del resto, dallo Statuto del contribuente [2]. La cartella di pagamento non costituisce un semplice atto di riscossione, bensì un accertamento del debito di imposta quando non sia preceduta da un autonomo avviso di accertamento. Da ciò consegue che la cartella deve contenere anche una sufficiente motivazione circa la ragione dei recuperi, senza che l’amministrazione possa “sanare” il vizio in sede di giudizio, allegando prove che in precedenza aveva omesso.

note

[1] Cass. ord. n. 8934 del 17.04.14.

[2] Art. 7 della l. n. 212/00.

Autore immagine: 123rf.com

Le cartelle di pagamento contengono ordinariamente sintetiche motivazioni, il più delle volte limitate a meri riferimenti normativi. La pretesa è, così, determinata con meri calcoli matematici in rettifica delle poste indicate nella dichiarazione del contribuente.

Tuttavia chi riceva una comunicazione di iscrizione a ruolo per la prima volta con la cartella esattoriale di Equitalia deve disporre di sufficienti elementi per comprendere la posizione dell’ufficio in ordine alla somma richiesta. In caso contrario, la pretesa dell’amministrazione è illegittima.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI