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PayPal: come difendersi dalle contestazioni?

19 Giugno 2021
PayPal: come difendersi dalle contestazioni?

Utilizzo il mio account PayPal per ricevere libere donazioni da chi mi segue tramite la modalità amici e familiari. Un acquirente ha aperto 12 contestazioni in merito a tutte le microtransazioni che ha usato per effettuare le donazioni, con la dicitura: “L’acquirente dice che non ha autorizzato la transazione”, mentendo dato che lui stesso mi mandava le foto degli avvenuti pagamenti. Cosa posso fare?

La situazione appare anomala in quanto, come giustamente ricordato nel quesito, il trasferimento secondo la modalità “amici e familiari” non prevedere il rimborso (la cosiddetta “protezione acquisti”), trattandosi di piccole donazioni effettuate a favore di persone di fiducia.

A sommesso avviso dello scrivente, oltre che puntualizzare questo aspetto, occorre ricordare a Paypal che solamente in presenza di una regolare denuncia/querela sporta presso le autorità si può sollevare una contestazione e chiedere il rimborso dei pagamenti. In genere, è questa la procedura che viene seguita da ogni tipo di istituto di credito e dalle grandi compagnie (società di telefonia, ecc.) ogni volta che ci sono anomalie sui conti.

Non è possibile bloccare un pagamento effettuato o chiederne il rimborso sulla scorta di una semplice segnalazione unilaterale. Il “donante” avrebbe dunque dovuto procedere a sporgere denuncia alle autorità e, solo successivamente, allegando tale atto, chiedere il rimborso. È infatti astrattamente possibile che qualcuno abbia effettuato un accesso abusivo al suo conto e abbia moltiplicato alcune piccole operazioni, come ad esempio le donazioni di cui ci occupiamo.

Peraltro, a scongiurare quest’ultima ipotesi vi sono le foto degli avvenuti pagamenti direttamente trasmesse al destinatario delle transazioni.

Alla luce di ciò, è consigliabile replicare ricordando che:

  • la modalità di transazione a favore di amici e parenti non prevede alcun rimborso. Eventuali contestazioni dovrebbero dunque essere ben provate;
  • se v’è stata una manomissione/accesso abusivo all’account del donante, allora una procedura di rimborso è legittimata solamente se è già stata sporta denuncia/querela presso le autorità. In caso contrario, non ci sono giustificazioni per accogliere la richiesta;

A ciò, si abbia cura di allegare la documentazione che attesta la spontaneità delle transazioni effettuate dal donante.

Infine, è bene paventare a Paypal le conseguenze di un illegittimo rimborso: nel caso di ingiusto accoglimento della contestazione, si potrà procedere legalmente per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla restituzione ingiustificata delle somme di danaro. È opportuno dunque concludere riservandosi di agire legalmente non solo contro il “donante”, ma anche contro Paypal stesso.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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