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Conto corrente postale cointestato: recesso unilaterale

12 Giugno 2021
Conto corrente postale cointestato: recesso unilaterale

Ho un conto corrente postale cointestato con mia madre. Vorrei recedere unilateralmente ma l’ufficio postale si oppone. Cosa posso fare? La mia richiesta è legale?

Di seguito, si riporta il testo dell’art. 21, comma settimo, delle condizioni generali che regolano il conto BancoPosta, cioè il conto corrente postale:

«Nel caso di rapporto cointestato, il singolo cointestatario che abbia facoltà di operare disgiuntamente, può esercitare il recesso dal Contratto ovvero chiedere l’estinzione del Deposito, con pieno effetto nei confronti di Poste Italiane e degli altri cointestatari; resta onere del cointestatario che ha esercitato il recesso dal Contratto, ovvero ha chiesto l’estinzione del Deposito, darne notizia agli altri cointestatari. In caso di omessa comunicazione nessuna responsabilità può essere attribuita a Poste Italiane».

Insomma: l’unica condizione che bisogna rispettare per poter recedere unilateralmente dal conto cointestato è avere la facoltà di operare disgiuntamente su di esso, circostanza in genere permessa e che, dal quesito, sembra ricorra anche nel caso di specie.

Peraltro, tale facoltà di recesso unilaterale del singolo cointestatario è accordata dalle Poste italiane anche ai titolari di altri strumenti. È il caso, ad esempio, del libretto di risparmio Smart, nelle cui condizioni generali di contratto (art. 3, comma 5), c’è testualmente scritto «Ogni singolo cointestatario può esercitare il diritto di recesso, ovvero chiedere l’estinzione del rapporto con pieno effetto nei confronti di Poste italiane e degli altri cointestatari».

D’altronde, che il recesso sia sempre possibile si desume anche dall’art. 1833 cod. civ. che disciplina il recesso in generale dal contratto di conto corrente. Secondo la norma da ultimo citata, «Se il contratto è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal contratto a ogni chiusura del conto, dandone preavviso almeno dieci giorni prima».

Non si vedono pertanto ragioni ostative al recesso unilaterale dal conto corrente postale cointestato. Il consiglio dunque è di insistere con la richiesta, magari presentandone nuovamente una per iscritto, citando anche le condizioni contrattuali che consentono tale operazione. Se non dovesse bastare ciò, si può procedere con diffida redatta da un legale e, infine, con formale procedura di reclamo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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