Diritto e Fisco | Articoli

Smart working: luogo e orario di lavoro, infortuni e assicurazione

31 Maggio 2021
Smart working: luogo e orario di lavoro, infortuni e assicurazione

Obblighi del datore di lavoro per il lavoro agile, infortunio sul lavoro e risarcimento Inail. 

Lo smart working, anche detto «lavoro agile», è una particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, priva di vincoli di orario e di luogo. La prestazione può essere svolta in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno o integralmente all’esterno, il più delle volte da casa, ma comunque in assenza di una postazione fissa e, di solito, attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici.

Tre sono quindi gli aspetti dello smart working che occorre mettere in evidenza: il luogo e l’orario di lavoro, gli infortuni e la tutela assicurativa. Questi, proprio in ragione della particolare esecuzione della prestazione lavorativa, subiscono una regolamentazione diversa da quella tipica del lavoro dipendente in sede. Di tanto parleremo qui di seguito.

Modalità e condizioni di lavoro nello smart working 

L’esecuzione dello smart working è rimesso all’accordo individuale tra le parti. Tale accordo può disciplinare le condizioni specifiche di lavoro nell’ambito dell’attività prestata in smart working. L’accordo deve contenere:

  • la disciplina delle modalità di esecuzione della prestazione svolta all’esterno dei locali aziendali;
  • la disciplina dei comportamenti che possono dar luogo a sanzioni disciplinari;
  • la disciplina dei tempi di riposo;
  • la disciplina delle misure tecniche e organizzative per assicurare la disconnessione e dell’utilizzo degli strumenti assegnati al lavoratore.

Recesso e preavviso

Se l’accordo è a tempo indeterminato, il recesso può essere comunicato dalle parti con un preavviso:

  • non inferiore a 30 giorni;
  • non inferiore a 90 giorni in caso di lavoratori disabili.

Invece, in presenza di un giustificato motivo, ciascuna delle parti può recedere:

  • prima della scadenza del termine, nel caso di accordo a tempo determinato;
  • senza preavviso nel caso di accordo a tempo indeterminato.

Smart working: obblighi del datore di lavoro

Il lavoratore in smart working ha diritto ad uno stipendio non inferiore a quello applicato nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni in azienda. Egli ha anche diritto agli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato.

Il datore di lavoro ha inoltre l’obbligo di riconoscere la priorità alle lavoratrici che facciano richiesta di esecuzione del rapporto in modalità agile nei tre anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di maternità obbligatorio, nonché ai lavoratori con figli in condizioni di disabilità.

Orario e luogo di lavoro nello smart working

La legge 81/2017 stabilisce che lo smart working si svolge «senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro». L’assenza di tali vincoli non solo è possibile, ma fa parte della natura di questa forma di lavoro. 

Il datore di lavoro può pertanto ignorare quale sia il luogo in cui il dipendente sceglie di lavorare, ragion per cui non gli è possibile né consentito alcun controllo sull’ambiente stesso. 

In questo sta la differenza con il telelavoro. Nel telelavoro, infatti, la legge prevede che sia predefinito un luogo per lo svolgimento della prestazione lavorativa, di cui il datore debba garantire la sicurezza assumendosene la relativa responsabilità. Tant’è che è prevista la possibilità – per il datore, per le rappresentanze sindacali e per le autorità competenti – di accedere al luogo di lavoro per verificare l’attuazione delle misure di sicurezza. Ciò invece non accade nello smart working. Difatti, nel lavoro agile (in mancanza di un luogo di lavoro determinato) è il lavoratore stesso a dover garantire l’attuazione delle misure di sicurezza previste dal datore di lavoro. Sul datore di lavoro, tuttavia, resta – come vedremo a breve – un generale obbligo di garanzia di sicurezza e di informazione in merito ai rischi del lavoratore.

Sicurezza del luogo di lavoro nello smart working

Il fatto che, nello smart working, non sia previsto un luogo di lavoro non toglie che il datore sia completamente svincolato da qualsiasi obbligo in materia di sicurezza. Tuttavia, l’obbligo in questione assume una connotazione particolare. In primo luogo, il datore è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti assegnati al lavoratore per svolgere la sua attività.

Per questa modalità di lavoro, la tutela della salute e sicurezza è garantita soprattutto dalla consegna al lavoratore e al Rls (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza), almeno una volta all’anno, di un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi connessi al lavoro fuori dai locali aziendali. 

Il lavoratore deve essere reso edotto di tutti i possibili rischi ai quali può andare incontro lavorando al di fuori dei locali aziendali, in ambienti indoor e outdoor, e delle precauzioni da adottare per eliminarli o ridurli. Solo a fronte di una completa informativa e di un’adeguata formazione, scatta l’obbligo del lavoratore di cooperare nell’attuazione delle misure di prevenzione per fronteggiare i rischi della prestazione all’esterno dei locali aziendali. Il lavoratore – adeguatamente informato e formato – è coinvolto sempre di più in una sorta di auto-responsabilità comportamentale.

Tutela assicurativa nello smart working

Anche nello smart working il lavoratore ha diritto alla tutela assicurativa Inail contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti dai rischi connessi alla prestazione resa all’esterno dei locali aziendali, secondo i criteri generali validi per tutti gli altri lavoratori. Dalla copertura Inail resta escluso solo il cosiddetto «rischio elettivo», quello cioè derivante da un comportamento abnorme e imprevedibile del dipendente.  

Ovviamente, l’infortunio sarà indennizzabile dall’Inail se si è verificato in connessione con la prestazione lavorativa, che comprende anche le attività prodromiche e/o accessorie (purché strumentali) allo svolgimento delle mansioni. 

L’Inail ha chiarito che la classificazione tariffaria della prestazione lavorativa non varia per il fatto che questa sia resa in modalità “agile”, escludendo così l’aumento del premio.

Smart working e infortunio in itinere

Il lavoratore è inoltre tutelato per il cosiddetto infortunio in itinere, ossia per gli incidenti occorsi durante «il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione all’esterno dei locali aziendali, […] quando la scelta del luogo della prestazione sia dettata da esigenze connesse alla prestazione, necessità di conciliare esigenze di vita e di lavoro e risponda a criteri di ragionevolezza». Pertanto, nello smart working, l’infortunio in itinere è previsto solo a condizione che la scelta del luogo dove recarsi per svolgere l’attività risponda ad esigenze connesse alla prestazione, a necessità di conciliazione vita-lavoro e a criteri di ragionevolezza. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube