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Squilli insistenti, telefonate anonime e mute: risarcimento del danno secondo equità

17 Aprile 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Aprile 2014



Ossessione al telefono del molestatore: si può ricorrere al giudice per ottenere il risarcimento del danno morale subito a seguito di telefonate moleste; l’importo del risarcimento è stabilito in base alla discrezionalità del giudice che valuta i fatti denunciati.

Squilli e telefonate mute insistenti fanno scattare il risarcimento del danno subìto da chi le riceve.

Solo pochi giorni fa il Garante della Privacy aveva emanato il nuovo regolamento contro il telemarketing volto a sanzionare le telefonate mute (leggi l’articolo: “Telemarketing: un freno alle telefonate mute dei call center”), normativa che – c’è da giurarci – aprirà un nuovo filone di cause. Ma che succede se la telefonata “silenziosa” e ossessiva è quella di un privato, magari anche un maniaco? In questi casi, la vittima delle chiamate può agire per ottenere il ristoro di tutti i danni subìti: danni che non devono necessariamente essere materiali, ma possono semplicemente consistere nel “patema d’animo” o nello stress provocato dal molestatore.

Affinché vi sia diritto al risarcimento è necessario, però, che tali telefonate siano state moleste o abbiano comunque disturbato la vittima al punto da stressarla, da ingenerare in lei uno stato d’ansia o da impedirle di svolgere serenamente le sue occupazioni quotidiane.

Ovviamente, più è elevato il disturbo arrecato con conseguente danno alla vittima, più è elevato l’importo del risarcimento che il giudice riconosce valutando i fatti emersi nel giudizio.

È quanto affermato da una recente sentenza con cui la Cassazione [1] ha condannato un uomo a risarcire due coniugi per le numerose telefonate moleste che avevano pregiudicato la vita domestica e le abitudini di vita della coppia.

Per la Suprema Corte, il giudice, chiamato a quantificare il risarcimento del pregiudizio subìto a seguito di telefonate moleste, valuta i fatti esposti e provati dalla vittima e liquida il danno in via equitativa, decidendo con ampia discrezionalità. La sua discrezionalità è tale per cui non è possibile contestare tramite ricorso per cassazione l’importo liquidato.

In altre parole, è possibile chiedere il risarcimento anche se non si hanno delle prove concrete sul “quantitativo” del danno subìto. Diversamente sarebbe estremamente difficile dimostrare a quanto ammonta lo stress, in termini economici, per 10 telefonate “mute” ricevute a mezzanotte.

Si ricorda che chi riceve insistenti telefonate moleste può ricorrere a due diverse forme di tutela: agire in sede civile per ottenere il risarcimento del danno (danno morale che deve essere dimostrato al giudice) oppure, in sede penale, denunciando il reato di molestia [2].

note

[1] Cass. sent. n. 16718 del 16.04.2014.

[2] Art. 660 cod. pen.

Autore immagine: 123rf.com


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2 Commenti

  1. Lo stress e elevato, continuano a chiamre abitazio e privata, operatori scortesi maleducati e insistenti senza nessuna tutela, çon numeri inesistenti o anonimi….come posso tutelarmk e chiedere un risarcimento?

  2. be allora non solo la sola persona che riceve chiamate da numeri che non ho nemmeno idea che cosa possa essere in ogni caso io adotto il sistema che preferisco non rispondere magari effettuo il blocco del numero indicato pero non ho idea che quanto duri che noia ah un altra cosa sono anche sottoposta ad invio mail di spedizioni quando non ho ordinato proprio nulla sono una persona che deve campare con una retribuzione che a volte e meno di 500 euro capito grazie se qualcuno puo darmi dei consigli contattemi via mail roberta.cumoli@alice.it

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