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Successione online obbligatoria: come funziona?

9 Settembre 2021 | Autore:
Successione online obbligatoria: come funziona?

L’invio della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate va fatto tramite un software messo a disposizione dal Fisco: ecco la procedura.

Da qualche tempo a questa parte, non è più possibile fare una nuova dichiarazione di successione in via cartacea: l’Agenzia delle Entrate, infatti, ha previsto la modalità telematica come unica via per svolgere la pratica, cioè la successione online obbligatoria. Come funziona?

C’è da precisare che il Fisco non ha archiviato del tutto il modulo cartaceo, riservandolo però alle successioni aperte prima del 3 ottobre 2006 ed alle dichiarazioni integrative, sostitutive o modificative di quelle presentate con il vecchio modulo. Per quelle avviate dopo la data del 3 ottobre 2006, dunque, è prevista la sola modalità telematica.

La successione online obbligatoria prevede l’utilizzo di un software scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Vediamo come funziona la procedura.

Successione online: chi la deve fare?

La dichiarazione di successione online deve essere fatta entro 12 mesi dalla data in cui è stata aperta la successione stessa, che di norma coincide con la data del decesso. Va presentata da:

  • chiamati per legge o per testamento all’eredità (anche se non l’hanno ancora accettata purché non ci sia stata un’esplicita rinuncia) e legatari, anche in caso di apertura della successione per dichiarazione di morte presunta, ovvero i loro rappresentanti legali;
  • immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta;
  • amministratori dell’eredità;
  • curatori delle eredità giacenti;
  • esecutori testamentari;
  • trustee.

Il contribuente che risiede all’estero e che non ha la possibilità di utilizzare il servizio online delle Entrate può in via eccezionale inviare la dichiarazione di successione all’ufficio competente per territorio tramite posta raccomandata o con altro mezzo equivalente da cui risulti una data certa di spedizione.

Nel caso in cui la residenza all’estero l’avesse avuta il defunto al momento del decesso, la dichiarazione deve essere presentata all’ufficio territoriale nella cui circoscrizione era stata fissata la sua ultima residenza italiana.

Se più persone sono obbligate alla presentazione della dichiarazione, basta presentarne una.

Non sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione online il coniuge e i parenti in linea retta del defunto, ma solo nel caso in cui l’attivo ereditario sia inferiore a 100.000 euro e non comprenda beni immobili o diritti reali immobiliari. In quest’ultimo caso – precisa l’Agenzia delle Entrate –, prima di presentare la dichiarazione di successione devono liquidare le imposte ipotecarie e catastali ai fini della richiesta di voltura catastale.

Successione online: come si fa?

Per fare la successione online obbligatoria è necessario scaricare un software dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Il programma si chiama (non per mancanza di originalità ma a scanso di equivoci) «Dichiarazione di successione» e risponde all’abbreviazione «SUC». Cliccando proprio su «Dichiarazione di successione» e poi su «SUC» si può fare il download del software. Funziona sia sul sistema operativo Microsoft sia su Apple. Si tratta dell’unico strumento con cui poter presentare la dichiarazione obbligatoria per via telematica. Una volta scaricato, si procede all’installazione (come qualsiasi altro programma), dichiarando «affidabile» il fornitore nell’avviso di protezione e cliccando su «esegui».

Con questo software si può creare o modificare il file per la dichiarazione. Il documento prevede una prima parte in cui occorre riportare:

  • i dati del defunto;
  • i dati degli eredi;
  • i dati dei beni immobili, se presenti;
  • le dichiarazioni sostitutive previste dalla legge.

Il secondo fascicolo è riservato alle categorie dei beni che non sono inseriti nella parte precedente (donazioni effettuate dal defunto in vita, imbarcazioni, ecc.).

Sulla base dei dati indicati nella dichiarazione, il software di compilazione effettua il calcolo delle imposte dovute sui beni immobili (imposte ipotecaria, catastale, di bollo, tassa ipotecaria e tributi speciali).

La trasmissione del modello in via telematica consente inoltre di richiedere in automatico le volture catastali relative ai beni immobili indicati. Il contribuente riceve l’esito delle operazioni catastali con apposita ricevuta rilasciata all’interno dell’area riservata dei servizi telematici dell’Agenzia, cioè nel cassetto fiscale.

Compilato il tutto, bisogna salvare il file ed inviarlo per via telematica all’Agenzia. Nel caso venisse caricato sul sistema un file creato con un sistema diverso da SUC (ad esempio, un file in Pdf), si renderà necessario un preventivo controllo da parte dell’Agenzia prima di inviarlo. Una volta presentata, la dichiarazione verrà caricata nel cassetto fiscale del contribuente.

Successione online: il pagamento dell’imposta

Il software consente anche il pagamento delle somme in autoliquidazione con addebito su un conto aperto presso un intermediario della riscossione intestato al dichiarante oppure al soggetto incaricato della trasmissione telematica.

In pratica, dopo aver ricevuto la dichiarazione di successione, l’ufficio territoriale competente dell’Agenzia delle Entrate invia all’erede un avviso di liquidazione con l’indicazione dell’imposta di successione. Il pagamento va effettuato entro 60 giorni dalla data in cui è stato notificato l’avviso di liquidazione. Scaduto tale termine, si rendono applicabili, oltre alle sanzioni, anche gli interessi di mora.

Importante sottolineare che per importi superiori a 1.000 euro è possibile rateizzare in questo modo:

  • almeno il 20% dell’importo deve essere versato entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione;
  • la parte restante viene versata in 8 rate trimestrali (12 rate per importi superiori a 20.000 euro), sulle quali sono dovuti gli interessi calcolati dal primo giorno successivo al pagamento della rata iniziale. Le rate devono essere versate entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

L’agevolazione non decade in caso di «lieve inadempimento», cioè per:

  • l’insufficiente versamento della rata, per una frazione non superiore al 3% e, in ogni caso, a 10.000 euro;
  • il tardivo versamento della somma pari al 20%, non superiore a 7 giorni.

note

[1] D.lgs. n. 81/2008.


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