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Regime forfettario: come pagare solo il 5%

8 Settembre 2021 | Autore:
Regime forfettario: come pagare solo il 5%

In quali casi e per quanto tempo è possibile beneficiare della tassazione agevolata. Ecco tutti i requisiti.

Avviare un’attività versando meno tasse allo Stato: è possibile? La legge lo consente a determinate condizioni. Ma, in linea generale, è possibile dire che chi ha in mente di mettere in piedi una start-up può risparmiare fino al 10% delle imposte con il regime forfettario. Come pagare solo il 5% anziché il 15% è quello che vedremo di seguito.

Lo scopo della normativa approvata nel 2014 [1] è quello di incoraggiare chi vuole mettersi in proprio aprendo una nuova partita Iva direttamente in regime forfettario con uno strumento fiscale che dà diritto ad uno sconto notevole sulle tasse: si pagherebbe un terzo della percentuale normalmente prevista. Ma non per sempre. Come si sentirebbe dire nella pubblicità, «l’offerta è valida solo per i primi cinque anni». Il tempo necessario a consolidare l’attività, a darle il tempo di decollare come si deve. Poi, si rientra nella normale aliquota forfettaria.

Oltre al numero di anni, ci vogliono altri requisiti per pagare solo il 5% con il regime forfettario. Vediamo.

Regime forfettario: che cos’è?

Il regime forfettario è una formula di tassazione alternativa a quella ordinaria Irpef e destinata alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni. Si parla, quindi di partite Iva che, nell’anno precedente, hanno:

  • avuto ricavi o compensi non superiori a 65mila euro;
  • sostenuto spese per un importo complessivo inferiore a 20mila euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e compensi a collaboratori, anche a progetto, comprese le somme sotto forma di utili da partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro e quelle corrisposte per le prestazioni di lavoro rese dall’imprenditore o dai suoi familiari.

Inoltre, per rientrare nel regime forfettario occorre avere registrato:

  • spese per personale dipendente e per lavoro accessorio fino a 20mila euro lordi;
  • redditi da lavoro dipendente o assimilati e pensioni fino a 30mila euro (senza limiti per lavoratori dismessi o licenziati).

La tassazione prevista con il regime forfettario è del 15%. Ma c’è anche la possibilità di pagare solo il 5%. Vediamo quando.

Regime forfettario: l’aliquota del 5%

Come anticipato, c’è la possibilità di aderire al regime forfettario pagando solo il 5% delle tasse. Si tratta di una soluzione introdotta per chi avvia una nuova attività. L’aliquota viene applicata per i primi cinque anni.

Ci sono, però, dei requisiti da rispettare: l’agevolazione fiscale è riservata a chi:

  • non ha esercitato nei tre anni precedenti un’attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • non eserciti un’attività che costituisca in qualche modo la semplice prosecuzione di un’altra attività precedente svolta come lavoratore dipendente o autonomo, tranne nel caso in cui quella precedente consista nel periodo di pratica obbligatoria per arti o professioni.

Mancato esercizio nei tre anni precedenti

Entrando nel dettaglio dei requisiti per pagare solo il 5% nel regime forfettario per i primi cinque anni quando si avvia una nuova iniziativa imprenditoriale, il primo richiede di non aver esercitato nei tre anni precedenti un’attività d’impresa o un lavoro autonomo neppure in modo associato o in qualità di collaboratore familiare. Non è consentito il regime al 5% nemmeno per chi ha esercitato come socio di società di persone. Il requisito prende come riferimento il giorno del calendario e non l’anno d’imposta.

È possibile, invece, godere del beneficio se nei tre anni precedenti sono state fatte delle prestazioni occasionali con ritenuta d’acconto al 20%.

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, ha precisato che «in presenza di un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato o di rapporti di lavoro a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa che si siano protratti oltre la metà del triennio, va verificato che la nuova attività non sia svolta in sostanziale continuità con la precedente».

Mancata prosecuzione dell’attività precedente

L’altro requisito impone che la nuova attività per la quale si chiede il regime forfettario al 5% non sia una semplice prosecuzione di quella precedente svolta come lavoratore subordinato o autonomo, a meno che si tratti di un dipendente licenziato o quando c’è stato un periodo di pratica obbligatoria: in questo caso, non viene considerata la «mera prosecuzione».

In questo modo, si cerca di evitare che qualcuno si lasci tentare dalle pieghe della legge e cambi di tanto in tanto la veste giuridica della sua attività per restare nel regime di tassazione più basso. La mera prosecuzione, quindi, si verifica quando, ad esempio, un elettricista rileva l’attività per la quale lavora, con le stesse attrezzature per servire gli stessi clienti. Viceversa, se si mette in proprio con clienti diversi ed una struttura tutta sua, può beneficiare del regime forfettario al 5%.

Tuttavia, se si prosegue l’attività svolta da un altro soggetto, i ricavi o compensi del periodo d’imposta precedente non devono superare la soglia per accedere al regime forfettario (l’ultima è stata fissata in 60mila euro).



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