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Quali sono le tutele legali su cui uno scommettitore può contare?

20 Maggio 2021
Quali sono le tutele legali su cui uno scommettitore può contare?

Come recuperare i soldi vinti online? Il comportamento dei titolari dei siti di scommesse in possesso della concessione.

Sono sempre di più gli scommettitori che bypassano l’agenzia fisica di scommesse e decidono di registrarsi a siti scommesse online, anche in ragione delle chiusure causate dalla pandemia in corso. A volte, si tratta di una semplice prova dettata dalla curiosità o dall’intento di emulazione di un amico più esperto oppure di un modo diverso per approfittare di un momento di svago. In realtà, questo tipo di portale è molto semplice da utilizzare; infatti, riesce facilmente ad adattarsi anche chi è meno digitalizzato.

La comodità di poter giocare da casa diventa insostituibile per tutti quelli che desiderano fare una scommessa dell’ultimo minuto, per cui non è insolito che gli appassionati di scommesse tendano a lasciare in deposito una certa somma sempre disponibile all’occorrenza. Se, però, la cifra comincia ad essere piuttosto sostanziosa è anche possibile che si decida di “prelevare” il denaro vinto, ovvero di convertirlo in denaro spendibile.

Purtroppo, alcune persone, giunte a questo step, si sono sentite raggirate, non riuscendo ad avere il proprio denaro in forma spendibile al di fuori del sito stesso. Lo scommettitore si sente così frustrato in quanto la sua aspettativa viene disattesa. È possibile che nessuno risponda alla richiesta di denaro e che non si abbia la minima idea di come uscirne. Molti potrebbero anche chiedersi se effettivamente sia possibile o meno recuperare i soldi vinti. È del tutto probabile che i titolari del sito in cui si riscontra questo tipo di problema possano essere assenti, all’estero, irreperibili oppure può succedere che il sito di scommesse sia gestito da società senza beni intestati o liquidità. Quindi, rivalersi sull’intestatario del sito potrebbe non essere la soluzione più efficace.

Nei casi in cui non si riesce a recuperare il denaro, ovvero in mancanza di una liquidazione da parte della società che gestisce il sito di scommesse, la Corte di Cassazione ha stabilito che potrebbe essere chiamata a risponderne l’autorità che ha rilasciato la concessione e che dunque avrebbe il dovere di operare un controllo, vigilando sulle attività del sito di scommesse e di chi lo gestisce.

Dal 1948, i giochi e i concorsi sono monopolio dello Stato Italiano. Non sempre l’autorità ministeriale effettua una gestione diretta delle scommesse. Sono innumerevoli i casi in cui si avvale della facoltà di concedere l’esercizio dei giochi e dei concorsi a terzi (che siano persone o società private).

I soggetti terzi devono rispondere a tutti i requisiti di idoneità richiesti dalla legge per avere la speranza del rilascio dell’autorizzazione dell’AAMS (ovvero l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato). Tra i criteri da assolvere, vi è il versamento di una fideiussione bancaria che costituisce una garanzia attraverso la quale l’amministrazione potrà risarcire lo scommettitore, che deve avvenire al momento della richiesta della concessione.



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