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Etichettatura vini: come funziona?

9 Settembre 2021 | Autore:
Etichettatura vini: come funziona?

L’etichetta del vino deve essere “vera”, ossia deve riportare informazioni precise e dettagliate sul contenuto della bottiglia.

Segui un corso da sommelier e ti interessa sapere qualcosa di più sull’etichettatura dei vini. La materia è disciplinata sia a livello nazionale sia a livello comunitario. Sotto quest’ultimo punto di vista, le norme generali su come funziona l’etichettatura dei vini sono contenute nel Regolamento UE n. 607/2009, mentre a livello nazionale esistono delle regole specifiche, che danno attuazione a quanto stabilito dall’Unione Europea.

Le etichette dei vini sono molto importanti poiché rappresentano la carta di identità delle bottiglie e devono indicare tutte le caratteristiche principali del prodotto in maniera chiara e facilmente comprensibile. Forniscono una garanzia di qualità dei vini sotto la diretta responsabilità del produttore e/o dell’imbottigliatore.

Le etichette dei vini prevedono casistiche diverse a seconda della tipologia e di come sono posizionati i vini nella piramide della qualità, se si tratta cioè di vini senza classificazione di qualità (vini da tavola), di vini IG (a Indicazione geografica) oppure DO (a Denominazione di origine).

Etichettatura dei vini: come funziona?

L’etichettatura dei vini deve riportare alcuni elementi obbligatori ed altri facoltativi.

Innanzitutto, le etichette devono rispondere a sette domande principali:

  1. chi è il produttore;
  2. di che vino si tratta;
  3. qual è la denominazione del prodotto;
  4. quanto alcol c’è nella bottiglia;
  5. quanto vino è contenuto nella bottiglia;
  6. quando è stato confezionato;
  7. se sono presenti allergeni.

Ne consegue che gli elementi obbligatori sono:

  • l’imbottigliatore, se diverso dal produttore, identificato dal nome e dal Comune di provenienza o dal suo codice ICQRF, formato dalla sigla della Provincia e da un numero progressivo;
  • la categoria del prodotto ovvero la tipologia del vino;
  • la denominazione indicata per esteso. Ad esempio, per un vino DOP (Denominazione di origine protetta, menzione europea che comprende i vini italiani DOC– Denominazione di origine controllata – e i vini italiani DOCG – Denominazione di origine controllata garantita) si indica “Denominazione di origine protetta” o la dicitura italiana “Denominazione di origine controllata” più il nome della denominazione (ad esempio, Amarone della Valpolicella Doc);
  • il titolo alcolometrico effettivo, espresso come percentuale in volume;
  • il volume nominale del prodotto, indicato in litri, centilitri, millilitri;
  • il lotto di produzione, che indica un insieme di unità di vendita di bottiglie prodotte o confezionate in circostanze praticamente identiche;
  • la presenza di solfiti, che va indicata se il tenore di SO2 (anidride solforosa) totale nel vino, aggiunta o meno durante il processo di vinificazione, è pari o superiore a 10 mg/l.

Tutte le indicazioni obbligatorie devono comparire sulla bottiglia nello stesso campo visivo in modo da poter essere lette simultaneamente senza dovere girare il recipiente.

Le indicazioni obbligatorie sono presentate con caratteri indelebili e chiaramente distinguibili dall’insieme delle altre indicazioni scritte e dei disegni.

L’etichettatura dei vini può essere completata da indicazioni facoltative. Per esempio, i vini DOP possono riportare in etichetta la dicitura:

  • riserva, utilizzabile per quei vini sottoposti a un invecchiamento più lungo rispetto allo stesso vino che non può avere questa menzione;
  • oppure superiore, per i vini con caratteristiche migliori delle semplici Doc;
  • o anche classico, riferita a quei vini prodotti nella zona di più antica tradizione all’interno del territorio in cui si può produrre quella determinata Doc.

Altre indicazioni facoltative che si possono trovare sulle etichette dei vini DOP e IGP (Indicazione geografica protetta) sono: “imbottigliato all’origine”, “imbottigliato dall’azienda agricola”, “imbottigliato dal viticoltore” e si riferiscono al fatto che l’imbottigliamento dei vini avviene nella stessa azienda del produttore.

Etichettatura dei vini da tavola: cosa c’è da sapere

Sull’etichetta dei vini da tavola, privi di classificazione IG o DO, deve essere apposta obbligatoriamente l’indicazione “vino” seguita, facoltativamente, dall’aggettivo che ne definisce il colore, ovvero bianco, rosso o rosato.

È vietata l’indicazione dell’annata, intesa come anno di vendemmia delle uve o dei vitigni utilizzati per la produzione. Inoltre, l’etichetta deve riportare l’indicazione dell’imbottigliatore, dell’origine e della provenienza, del titolo alcolico, del volume del recipiente, del lotto di produzione e dei solfiti.

Se i vini da tavola superano il titolo alcolometrico del 15% in volume possono essere classificati come vini liquorosi, da uve appassite o da uve stramature.

Per indicare nell’etichetta il tenore in zuccheri (ad esempio secco, dolce o amabile) sono previsti dei limiti specifici, che si differenziano a seconda se si tratta di vini liquorosi o di altre tipologie.

Per i vini liquorosi i limiti sono:

  • secco, fino a 40 g/l;
  • semisecco o amabile, da 40 a 100 g/l;
  • dolce, se superiore a 100 g/l.

Invece, per i vini frizzanti e gli spumanti i limiti stabiliti sono:

  • secco, da 0 a 15 g/l;
  • semisecco o abboccato, da 12 a 35 g/l;
  • amabile, da 30 a 50 g/l;
  • dolce, superiore a 45 g/l.

Etichettatura dei vini IG o con DO: come avviene?

Le etichette dei vini ad Indicazione geografica o dei vini a Denominazione di origine, devono obbligatoriamente riportare:

  • la denominazione, ad esempio Barolo;
  • la dicitura della denominazione per esteso, cioè Indicazione geografica protetta, Denominazione di origine protetta o  Denominazione di origine controllata garantita. Non si possono utilizzare le rispettive sigle DOP, DCOG, ecc.;
  • la menzione di riserva, superiore o classico, per come già spiegato in precedenza o l’indicazione dell’eventuale vitigno;
  • l’annata;
  • tutti gli altri elementi quali l’imbottigliatore, l’origine, la provenienza, la tipologia, il lotto di produzione, l’indicazione di solfiti, il titolo alcolico e il volume recipiente.

In cosa consistono le fascette dei vini DOP

I vini DOP devono essere dotati obbligatoriamente di una fascetta numerata, ovvero di un contrassegno, recante le seguenti indicazioni:

  1. lo stemma dello Stato;
  2. la dicitura “Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali”;
  3. il tipo di denominazione, DOCG o DOC, a seconda delle produzioni;
  4. il numero progressivo;
  5. la serie alfanumerica;
  6. il volume nominale.

La fascetta può essere completata con il nome della denominazione o con il logo. Viene applicata sui sistemi di chiusura dei recipienti in maniera tale da impedirne la riutilizzazione.

Le indicazioni riportate sulla fascetta devono essere interamente leggibili dopo che la stessa è stata applicata sui recipienti.



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