80 euro in busta paga per i dipendenti e IRAP ridotta per aziende e professionisti

19 Aprile 2014


80 euro in busta paga per i dipendenti e IRAP ridotta per aziende e professionisti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Aprile 2014



L’imposta si riduce del 10,2% mentre 6 milioni di dipendenti avranno 80 euro in più al mese: gli effetti della manovra sul taglio del cuneo fiscale.

Riduzione dell’Irap per aziende e professionisti e 80 euro in più in busta paga per 6 milioni di dipendenti. Sono queste le novità dell’ultima ora del decreto legge “Italia coraggiosa” varato dal Governo.
Il Dl conferma la riduzione del 10% dell’Irap sulle imprese da coprire con l’aumento dal 20 al 26% del prelievo sulle rendite finanziarie. Allo stesso tempo scatta un taglio da 1 miliardo l’anno su incentivi alle imprese e agevolazioni fiscali per il settore agricolo.

Vediamo meglio di cosa si tratta.

Il decreto sul cuneo fiscale porterà in dote un risparmio Irap del 10,2% alle aziende private e ai professionisti. Un risparmio corrispondente a un taglio dell’aliquota ordinaria dello 0,4% (dal 3,9 al 3,5), che quest’anno però porterà benefici dimezzati per effetto dell’acconto 2014 fissato al 3,7%. La riduzione dell’aliquota agisce su tutte le categorie di contribuenti. In particolare, per banche e imprese finanziarie si passerà dal 4,65% al 4,2%, con acconto 2014 al 4,4%. Per le assicurazioni si scenderà dal 5,9% al 5,3 (acconto al 5,6%).

Le imprese agricole che già oggi sono destinatarie dell’aliquota più bassa dovranno fare i conti l’anno prossimo con un’aliquota dell’1,7 per cento e un acconto al 4,4%. Infine, alle imprese concessionarie diverse da quelle di costruzione e gestione di autostrade e trafori, ora al 4,2%, sarà riconosciuto un taglio al 3,8 (acconto al 4%).

Con lo stesso decreto è stato dato il via libera al bonus in busta paga a partire da maggio per chi percepisce redditi fino a 26mila euro l’anno, in totale 10 milioni di lavoratori. In particolare, 80 euro al mese finiranno ai circa 6 milioni di dipendenti con un reddito tra 16mila e 25mila euro l’anno.

Agli altri arriva un bonus pari al 4% del reddito complessivo se la dichiarazione si ferma sotto quota 16mila euro annui, e decrescente in modo proporzionale per chi guadagna poco più di 25mila euro.

Il bonus Irpef scritto nel decreto approvato venerdì dal Governo esclude gli «incapienti» propriamente detti, cioè i dipendenti e gli assimilati (per esempio i co.co.pro) che dichiarano un reddito lordo fino a 8mila euro l’anno e di conseguenza hanno l’Irpef azzerata dalle vecchie detrazioni per lavoro dipendente. L’imposta sui redditi, però, può essere abbassata fino a zero anche da altri fattori, per esempio la presenza del coniuge o di figli a carico, o anche da spese detraibili come quelle sanitarie: quando l’Irpef è a zero per queste ragioni, il bonus scatta comunque.
L’ultima parola, naturalmente, arriverà dal testo definitivo che sarà pubblicato in «Gazzetta Ufficiale», ma questo appare il risultato del meccanismo previsto dal Governo e riportato nelle ultime bozze del decreto, quelle che in extremis hanno escluso gli incapienti dal bonus.

Un esempio aiuta a capire meglio il quadro: con 11mila euro di reddito all’anno, l’Irpef lorda, cioè quella che viene generata dall’aliquota del 23% e precede l’applicazione delle detrazioni, è di 2.530 euro. Un dipendente senza carichi familiari paga un’Irpef netta da 785,3 euro, grazie alla detrazione assicurata a questa tipologia di lavoratori. Questo contribuente, rappresentato nel primo dei tre esempi a fianco, non è dunque incapiente, perché la sua imposta lorda è superiore alla detrazione, e riceverà il bonus-Renzi che, per chi guadagna fino a 16mila euro, sarà pari al 4% del reddito complessivo: si tratta di 440 euro, cioè 55 euro per ciascuno degli otto mesi che mancano alla fine dell’anno.
Lo stesso aiuto arriverà però anche a un altro contribuente che, pur avendo lo stesso reddito, paga un’Irpef minore perché ha il coniuge a carico (come nel secondo esempio) oppure non paga l’Irpef perché ha anche un figlio (terzo esempio), oppure ha registrato spese sanitarie o altri oneri detraibili. Fra i redditi fino a 26mila euro, insomma, restano fuori dal raggio d’azione della buona notizia fiscale di Pasqua solo i più bassi, che non superano gli 8mila euro all’anno. Gli altri, anche se nella pratica sono “incapienti” perché non pagano Irpef (con coniuge e due figli l’Irpef rimane a zero anche fino a 16mila euro di reddito), riceveranno l’aiuto.

Taglio alle spese militari

Sono stati ridotti anche gli stanziamenti per i programmi militari di 400 milioni per il 2014. Alla fine è stato questo il sacrificio che si accolla il ministero della Difesa dopo un’iniziale richiesta, da parte del governo, di 600 milioni. Della cifra finale, 153 milioni riguardano il finanziamento previsto per quest’anno di pagamento del contratto con la Lockeed Martin per gli F35. In sostanza, si conferma l’annuncio già fatto all’esordio dal ministro Roberta Pinotti, alcune settimane fa, che in un’intervista a una trasmissione televisiva rese noto che “i pagamenti sugli F35 saranno sospesi”. Il resto delle somme a cui la Difesa rinuncia riguardano comunque i programmi di investimento militare. La scelta finale del ministro, infatti, è stata di non toccare in alcun modo le risorse destinate al personale.


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Autore immagine: 123rf.com


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