Il Presidente Napolitano starebbe per dimettersi

19 aprile 2014


Il Presidente Napolitano starebbe per dimettersi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 aprile 2014



In una lettera al Corriere della Sera il Capo dello Stato ha manifestato l’imminente distacco dalla carica.

Ieri, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una lettera inviata al Corriere della Sera, avrebbe manifestato l’imminente possibilità delle proprie dimissioni da Capo dello Stato. Si starebbe, infatti, per avvicinare quella condizione alla quale, al momento della sua riconferma, aveva subordinato la sua permanenza al Colle.

Facciamo un passo indietro.

È passato solo un anno dalla sua rielezione e da quei giorni di cortocircuito politico, quando Giorgio Napolitano dichiarò espressamente di accogliere il suo secondo mandato come un’emergenza istituzionale da cui “distaccarsi” non appena varate le riforme. Il Presidente aveva, in buona sostanza, sin da allora chiarito l’intenzione di dimettersi non appena le riforme istituzionali (vedi: legge elettorale) sarebbero state compiute dalle Camere. E i tempi sembrano vicini, almeno stando a quanto dichiarato ieri.

Il distacco viene confermato nella lettera che invia al Corriere della Sera. “Confido che stiano per realizzarsi condizioni di maggior sicurezza nel cambiamento per il sistema politico-istituzionale che mi consentano di prevedere un distacco comprensibile e costruttivo dalle responsabilità che un anno fa mi risolsi ad assumere entro chiari limiti di necessità istituzionale e di sostenibilità personale”.

Dunque, di nuovo le ipotesi di dimissioni che per la verità non sono una notizia ma la conferma di quello che ha sempre detto dal suo discorso di un anno fa alla Camera così come nell’ultimo discorso di fine anno.

Le riforme sono il suo punto di riferimento, quelle che hanno segnato la ragione del suo “” ai partiti per un mandato bis e anche quelle che segneranno la fine del suo impegno istituzionale.

Ma è soprattutto la legge elettorale quella che al Quirinale viene considerata indispensabile per una valutazione dirimente visto che la riforma del Senato – di rango costituzionale – richiede tempi assai più lunghi. Difficile segnare una data – neppure al Colle hanno in mente un giorno, un mese, un anno – visto che l’Italicum è passato solo in prima lettura e ora si aspettano gli esiti della riforma del Senato. Un “ingorgo” tra due riforme di cui presto si vedrà a quale verrà data precedenza, anche per agli accordi tra Berlusconi e Renzi.

Ma il caos è sempre in agguato e Napolitano ne è ben consapevole visto che nella lettera parla di “nodi assai importanti dovranno sciogliersi nelle prossime settimane e nei mesi seguenti. Confido che quei nodi si scioglieranno positivamente, col contributo essenziale del governo e con l’apporto di un arco di forze politiche che vada decisamente oltre i confini dell’attuale maggioranza di governo, in materia di legislazione elettorale e di revisioni costituzionali”.

Tra i partiti, che hanno commentato positivamente le parole di Napolitano, già scatta il toto-nomi e la probabile data delle dimissioni.

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