Patente di guida per dislessici: novità sull’esame di teoria

1 Giugno 2021 | Autore:
Patente di guida per dislessici: novità sull’esame di teoria

Prova teorica: introdotti gli strumenti compensativi e più tempo a disposizione per i candidati con diagnosi di Dsa.

Arrivano importanti novità per gli aspiranti automobilisti con Disturbi specifici di apprendimento (Dsa). I dislessici potranno sostenere l’esame di teoria per la patente di guida e per il conseguimento della carta di qualificazione del conducente (Cqc) per gli usi professionali con il supporto di strumenti compensativi.

Il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, andando incontro alle richieste avanzate dalle associazioni di categoria, ha firmato il decreto che prevede più tempo a disposizione per la prova di teoria (i candidati avranno dieci minuti in più di tempo, quaranta minuti invece di trenta) ed estende al conseguimento della Cqc la possibilità per il candidato di chiedere l’ausilio di un file audio (possibilità già prevista per la patente di guida).

Patente di guida: gli strumenti compensativi

Al fine di fruire degli strumenti compensativi in ​​sede di prova di controllo delle cognizioni teoriche, il candidato al conseguimento di una patente di guida, con una diagnosi di Dsa, dovrà esibire la certificazione in sede di visita per la verifica dei requisiti di idoneità psicofisica di cui all’articolo 119 del Codice della strada.

Per le persone dislessiche che intendono conseguire la patente di guida, la direzione generale della Motorizzazione acquisita l’informazione della presenza di certificazione di diagnosi Dsa, organizza la prova di controllo delle cognizioni teoriche, con sistema informatizzato.

Inoltre, si dilatano i tempi per la prova di teoria: il candidato dispone di quaranta minuti, invece di trenta minuti ed ha diritto all’ausilio del file audio dei quiz che gli sono sottoposti.

Carta di qualificazione del conducente

Al fine di fruire degli strumenti compensativi in ​​sede di prova esame per il conseguimento di una carta di qualificazione del conducente o di integrazione della qualificazione posseduta, il candidato, titolare di diagnosi di Dsa, dovrà esibire tale certificazione in sede di presentazione della relativa domanda di esame.

Per il conseguimento della Carta di qualificazione del conducente, le persone con Dsa hanno diritto:

  • a venti minuti in più per completare l’esame di teoria relativo alla parte comune e a quella specialistica (110 minuti anziché 90);
  • a dieci minuti in più per la sola parte comune o per la sola parte specialistica;
  • all’ausilio del file audio dei quiz. In attesa della sua definizione, il file audio è sostituito da un esame orale, autorizzato dalla motorizzazione su richiesta del candidato, in cui un funzionario autorizzato leggerà la scheda dei quiz.

Iscrizione esami di teoria

Sarà possibile iscriversi agli esami di teoria seguendo procedure semplificate: occorrerà presentare il certificato rilasciato dal Servizio sanitario nazionale (Ssn) con la diagnosi di Dsa. Non è più richiesto il certificato rilasciato dal neuropsichiatra.



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6 Commenti

  1. Questo è sicuramente un passo avanti perché chi è dislessico oppure ha un Disturbo specifico di apprendimento, può riscontrare difficoltà non indifferenti. E’ importante fare una diagnosi precoce sin dalle scuole elementari e imparare ad affrontare il disturbo a casa e a scuola usufruendo dei giusti mezzi a disposizione: gli strumenti compensativi e gli strumenti dispensativi

  2. Sono felice di leggere questa notizia perché mio figlio con Dsa sosterrà l’esame il prossimo anno, subito dopo il compimento del 18° anno. Questa è una piccola conquista a cui dovranno seguirne delle altre per dare l’opportunità a questi ragazzi di essere al pari degli altri nonostante le difficoltà nella lettura, nella scrittura o nel calcolo. Piano piano, si ottengono questi bei risultati

  3. La diagnosi di Dsa deve essere fatta in tenera età. Certo, non è semplice appena ci si confronta con gli specialisti perché un genitore non sa come gestire il disturbo e come aiutare il bambino nell’apprendimento affinché possa avere “vita facile” e non si senta escluso. Ma con l’aiuto degli esperti e con l’uso di certi strumenti a disposizione si possono affrontare le piccole e grandi difficoltà di ogni giorno e anche prendere la patente di guida può diventare un gioco da ragazzi avendo qualche agevolazione in più. E’ importante divulgare queste notizie e sensibilizzare le istituzioni per il raggiungimento di obiettivi in grado di semplificare chi ha un Dsa o qualsiasi altro tipo di disturbo

  4. Non tutti comprendono quali sono le difficoltà delle persone con disturbi specifici di apprendimento. Qualcuno pensa che si tratta solo di errori ortografici e grammaticali. Qui, si tratta di disortografia. Poi, c’è chi ha difficoltà nei calcoli e parliamo allora di discalculia. Poi, c’è chi ha difficoltà nella lettura del testo ed è lì la grande difficoltà dei dislessici. Sarebbe importante allargare queste agevolazioni di cui si parla nell’articolo a tanti altri ambiti

  5. Il ricordo agli strumenti compensativi e l’allungamento dei tempi per il sostenimento delle prove è utile senza dubbio. Con questo si può aiutare il ragazzo dislessico a gestire le sue paure e ad affrontare meglio l’esame teorico. Non sempre questi ragazzi vengono riconosciuti come tali e devono superare le accuse di negligenza da parte di familiari e insegnanti. Bisogna fare una diagnosi sin dai primi segnali così da aiutarli a gestire il disturbo

  6. Ho insegnato a mio figlio a cavarsela da solo e a gestire le sue difficoltà ricorrendo a questi strumenti compensativi. Devo ringraziare il fatto che un bravo neuropsichiatra infantile ci ha fatto capire in famiglia come aiutare nostro figlio e come sostenerlo grazie agli strumenti che sono riconosciuti anche dalla legge per essere seguito adeguatamente anche a scuola. Bisogna essere forti e incoraggiare i propri figli, non farli sentire sempre mediocri quando sbagliano.Questo va ad intaccare fortemente la loro autostima e può sfociare in disturbi ancora più gravi come ansia e depressione. Quando mio figlio doveva sostenere l’esame di guida era preoccupato, ma è riuscito a prendere la patente con le sue capacità e contando sulla sua forza di volontà

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