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Come prendere la patente da privatista?

9 Settembre 2021 | Autore:
Come prendere la patente da privatista?

C’è un metodo per risparmiare sui costi per la patente: sostenere gli esami da privatista senza frequentare un’autoscuola ma effettuando solo le ore di guida obbligatorie con un istruttore abilitato.

Negli ultimi anni, i corsi di scuola guida hanno subìto degli enormi rincari tanto che molti giovani decidono di conseguire la patente da privatisti. I candidati, quindi, si occupano di gestire in totale autonomia le pratiche burocratiche, la preparazione e la prenotazione degli esami fino al rilascio del permesso di guida. In sostanza, come prendere la patente da privatista? Innanzitutto, gli aspiranti patentati devono recarsi presso la Motorizzazione civile per iscriversi alla prova di teoria, che possono preparare utilizzando testi specifici e simulando l’esame con apposite app disponibili su Internet.

Per la prova pratica, possono fare delle esercitazioni con chiunque (un familiare, un parente, un amico), purché in possesso di determinati requisiti. Peraltro, l’auto non deve essere dotata di doppi comandi. Tuttavia, i candidati devono obbligatoriamente frequentare almeno 6 ore di esercitazioni di guida con un istruttore professionista.

Sia per i privatisti sia per chi si iscrive ad un’autoscuola sono previsti due tentativi per l’esame di teoria e per quello di pratica. Se gli aspiranti guidatori dovessero essere bocciati per due volte all’esame di guida o nell’ipotesi di scadenza del foglio rosa senza aver sostenuto ancora un esame, non dovranno ripetere la prova teorica. In tale ipotesi, si parla, infatti, di “riporto dell’esame di teoria”. Dovranno solo presentare un’ulteriore domanda alla Motorizzazione civile e certificati medici più recenti oltre a pagare nuovamente i bollettini postali.

La procedura di riporto è valida solo una volta: se dopo avere richiesto un altro foglio rosa, il candidato viene bocciato per ulteriori 2 tentativi, sarà necessario ripetere la richiesta in Motorizzazione ma in questo caso dovrà sostenere nuovamente l’esame teorico. Ma procediamo con ordine e spieghiamo passo passo come prendere la patente da privatista.

Patente da privatista: quali documenti occorrono?

Nel presente articolo viene descritta nel dettaglio tutta la procedura per conseguire da privatisti la patente di guida di categoria B, che abilita a condurre i veicoli più comuni.

A tal fine, i candidati devono presentare presso gli uffici della Motorizzazione civile:

  • la domanda compilata su modulo TT2112, disponibile presso gli sportelli della Motorizzazione civile oppure online sul Portale dell’automobilista;
  • 2 fotografie in formato tessera recenti;
  • il documento di identità in corso di validità e la relativa fotocopia integrale;
  • il certificato medico in bollo da 16,00 euro con foto e con data non anteriore a tre mesi, rilasciato da un medico abilitato [1] e fotocopia dello stesso. Per ottenere detto certificato medico occorre presentare, al momento della visita, un altro certificato sanitario rilasciato da un medico di fiducia che indichi le precedenti malattie degli interessati. Bisogna altresì, pagare 16,00 euro sul conto corrente postale n. 4028;
  • la fotocopia del codice fiscale o del tesserino sanitario attestante il suddetto codice fiscale;
  • l’attestazione di versamento di 26,40 euro sul conto corrente postale n. 9001 e l’attestazione di versamento di 16,00 euro sul conto corrente postale n. 4028. I predetti pagamenti possono essere effettuati tramite bollettini prestampati disponibili presso gli uffici postali o presso gli sportelli della Motorizzazione civile.

Privatisti: in cosa consiste l’esame teorico di guida?

Dopo avere presentato la domanda con allegata la documentazione di cui sopra, i privatisti possono prenotare la data per la prova teorica. Hanno a disposizione 6 mesi di tempo per sostenere l’esame dalla presentazione della domanda.

La prova teorica si svolge mediante la compilazione di un questionario di 40 domande a risposta multipla. Si possono fare al massimo 4 errori. In caso di bocciatura, l’esame si può rifare dopo un mese. Nell’ipotesi di nuova bocciatura, bisogna ricominciare l’iter daccapo, costi compresi.

Superato l’esame di teoria, ai candidati viene consegnato il foglio rosa, ovvero un’autorizzazione per esercitarsi alla guida, con validità di 6 mesi, che è appunto il tempo a loro disposizione per superare anche la prova pratica.

Se gli aspiranti patentati sono già in possesso di un’altra patente, ad esempio possiedono la patente A e devono prendere quella di categoria B, non devono sostenere l’esame di teoria e gli viene consegnato subito il foglio rosa per iniziare le esercitazioni alla guida.

Esercitazioni alla guida

Una volta ottenuto il foglio rosa, i privatisti possono esercitarsi alla guida su veicoli della medesima categoria per la quale hanno richiesto la patente purché al loro fianco si trovi una persona:

  1. che non abbia un’età superiore a 65 anni;
  2. munita di patente valida per la stessa categoria o per una categoria superiore, da almeno 10 anni.

Sul veicolo utilizzato per le esercitazioni va apposta la lettera P nella parte anteriore e posteriore.

I privatisti devono comunque effettuare obbligatoriamente almeno 6 ore di guida certificate presso un’autoscuola con un istruttore abilitato, da svolgere in autostrada o su strade extraurbane anche in condizione di visione notturna. All’esito viene rilasciato un attestato di frequenza.

Privatisti: come si svolge l’esame pratico di guida?

L’esame pratico di guida va prenotato presso gli uffici della Motorizzazione civile non oltre il decimo giorno precedente la data della prova, allegando:

  • l’attestazione dell’avvenuto versamento di 16,00 euro sul conto corrente postale n. 4028 (imposta di bollo);
  • l’attestato di frequenza al corso di almeno 6 ore di esercitazioni obbligatorie di guida presso un’autoscuola con istruttore abilitato.

La prova di solito dura all’incirca 25 minuti e viene effettuata a bordo di un’automobile dotata di doppi comandi almeno per la frizione ed il freno, di proprietà di un’autoscuola o locata da una società di noleggio.

Le manovre che vengono richieste dall’esaminatore possono riguardare la partenza, l’arresto del veicolo, la precedenza, gli incroci, i sorpassi, i parcheggi, la retromarcia, ecc.

Superata la prova pratica, viene rilasciata la patente.


note

[1] L’accertamento dei requisiti fisici e psichici di idoneità alla guida e la redazione delle relative certificazioni ufficiali per il conseguimento della patente, devono essere effettuati dai medici abilitati previsti dall’articolo 119 del Codice della strada.


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