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Come scoprire lo stipendio di una persona?

3 Giugno 2021
Come scoprire lo stipendio di una persona?

Ecco come sapere quanto guadagna una persona e avere copia della sua dichiarazione dei redditi: l’accesso agli atti amministrativi dell’Agenzia delle Entrate.

Come scoprire lo stipendio di una persona? È possibile rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per sapere se un soggetto è ricco o povero, quali beni sono a lui intestati, quanto riceve in busta paga e quanti soldi ha sul conto corrente?

La privacy copre molti aspetti della persona, ma non tutti. Il reddito si trova a metà strada: è possibile scoprire quanto guadagna una persona solo a determinate condizioni. La legge individua due ipotesi che, tuttavia, per il loro ambito di applicazione, sono particolarmente ampie. Se anche non è ammesso scartabellare tra le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti per pura curiosità, invidia o per soddisfare ambizioni di equità, quando è necessario tutelare un diritto riconosciuto dal nostro ordinamento le cose vanno diversamente. 

Ecco allora come scoprire lo stipendio di una persona: in quali situazioni e con quali strumenti cioè lo Stato riconosce tutela a tale esigenza.

Si può sapere quanto guadagna un politico?

Solo per i politici sussiste la piena trasparenza: i guadagni di senatori, deputati, membri del Governo, tesorieri e dirigenti di partito sono pubblici e liberamente consultabili su Internet dalla pagina del Parlamento Italiano dedicata alla cosiddetta «Anagrafe patrimoniale». 

In tale sezione, è possibile accedere al nome di ogni soggetto con incarichi pubblici e, cliccando sulla voce «documentazione patrimoniale», si può leggere il suo 730 degli ultimi sei anni. Il politico in questione non deve essere cessato dall’incarico o deceduto.

Si può sapere quanto guadagna una persona?

In tutti gli altri casi che riguardano i comuni contribuenti, è consentito conoscere il reddito di una persona solo se, da tale dato, dipende la tutela di un diritto. Quindi, il primo aspetto che bisogna verificare è la motivazione: una motivazione valida, che possa giustificare l’intrusione nell’altrui privacy.

L’unica ricerca che si può fare senza dover fornire una motivazione alla Pubblica Amministrazione custode dei dati è quella relativa alle titolarità immobiliari. Di tanto ci occuperemo più avanti. 

Abbiamo detto in apertura che ci sono due casi in cui è possibile sapere quanto guadagna una persona. Il primo è quando da tale accertamento dipende la possibile di difesa in un giudizio. Il secondo è quando è in corso una procedura di recupero crediti. 

Vedremo, nel dettaglio, queste ipotesi qui di seguito.

Come conoscere la dichiarazione dei redditi di un avversario in causa

Secondo l’interpretazione di molti giudici, la legge sulla trasparenza degli amministrativi consente di conoscere i redditi della propria controparte processuale se da ciò dipende l’esercizio del diritto di difesa, ossia la possibilità di dimostrare i propri diritti.

Si pensi a una donna che, volendo separarsi dal marito, intenda conoscerne il reddito per commisurare la richiesta di mantenimento e, pertanto, chieda all’Agenzia delle Entrate una copia della sua dichiarazione dei redditi, a lei rimasta sempre nascosta. Si pensi anche al caso di un soggetto che voglia accertare la condizione patrimoniale di un avversario in un processo al fine di dimostrare al giudice la simulazione di un atto di trasferimento immobiliare o assoggettarlo ad un’azione revocatoria.

In tutti questi casi, come già confermato da una nutrita giurisprudenza [1], il cittadino – anche se non munito di un ordine di esibizione fornito dal giudice che decide il suo processo – può presentarsi personalmente all’ufficio delle imposte (l’Agenzia delle Entrate) e presentare una richiesta scritta di accesso agli atti amministrativi, indicando il soggetto di cui vuol conoscere i redditi (quelli ovviamente dichiarati).

Come chiarito in giurisprudenza, i documenti reddituali acquisiti e conservati dall’amministrazione rientrano nel concetto di documento amministrativo, ai fini dell’esercizio del diritto di accesso. Tale diritto può essere esercitato anche nel caso in cui esistano altri strumenti di acquisizione dei medesimi documenti amministrativi in altre sedi giurisdizionali. 

Inoltre, se vi è una richiesta motivata e dettagliata, non è necessario che la causa sia già in corso «attesa la priorità della conoscenza degli elementi che occorrono per decidere se instaurare un giudizio e come costruire a tal fine una strategia difensiva».  

La risposta alla richiesta di accesso all’altrui dichiarazione dei redditi deve intervenire entro 30 giorni; in difetto di risposta, l’istanza si considera respinta. Tuttavia, il richiedente può impugnare il silenzio-diniego dinanzi al Tar, il Tribunale amministrativo regionale nei successivi 60 giorni.

È bene però citare anche l’orientamento di alcuni giudici secondo cui, invece, la richiesta di accesso alla dichiarazione dei redditi può essere presentata all’Agenzia delle Entrate solo dopo che la stessa è stata autorizzata dal giudice nel corso della causa nella quale tale documentazione è essenziale.

Come sapere quanto guadagna un debitore

Il secondo caso in cui è possibile conoscere i redditi di una persona è quando è stata intrapresa, nei suoi confronti, una procedura di recupero crediti ed è quindi necessario avviare un pignoramento. A tal fine, il creditore può avere l’interesse a sapere quali beni pignorare come, ad esempio, il conto corrente, la pensione, lo stipendio, i canoni di locazione, le fatture non ancora pagate dai clienti e così via. 

Così la legge consente, a chi abbia già notificato al debitore il cosiddetto atto di precetto – ossia un invito a pagare entro 10 giorni, obbligatorio prima di avviare il pignoramento – a presentare al Presidente del Tribunale un’istanza di autorizzazione all’accesso all’Anagrafe Tributaria. 

L’Anagrafe tributaria è un maxi registro tenuto dall’Agenzia delle Entrate in cui sono indicate tutte le fonti di reddito dei contribuenti. 

Con tale autorizzazione si potrà sapere, ad esempio, quale azienda versa la busta paga al debitore in modo da pignorarne il quinto o se questi è già “a riposo” e prende la pensione. Dopodiché, si può procedere al pignoramento a colpo sicuro.

Peraltro, una sezione dell’Anagrafe tributaria, chiamata Registro dei rapporti finanziari, consente anche di sapere presso quale banca il debitore ha acceso il conto corrente per poter pignorare anche quello. 

Come sapere quanti soldi una persona ha sul conto corrente

L’accesso all’Anagrafe tributaria e al Registro dei rapporti finanziari, di cui abbiamo parlato nel precedente paragrafo, consente solo di conoscere il nome dell’Istituto di credito presso cui il debitore deposita i propri soldi, ma non il saldo attivo. Sicché, ben potrebbe essere che, una volta intrapreso il pignoramento presso una determinata banca, si scopra invece che il conto è in rosso e non c’è disponibilità. 

Al di fuori di questa possibilità, non ci sono altri strumenti per sapere quanti soldi una persona ha sul conto. 

Come sapere quante case sono intestate a una persona?

Non resta che citare la possibilità di conoscere il patrimonio immobiliare dei cittadini italiani. In questo caso, non è necessario presentare un’istanza motivata dalla tutela dei propri diritti. Ciascuno può sapere liberamente quante case, terreni, ville ecc. sono intestati a una persona presentando una domanda all’Agenzia delle Entrate, ufficio territorio. Si tratta della cosiddetta visura immobiliare da cui è peraltro possibile verificare se, su tale immobile, vi sono ipoteche, pignoramenti o cause in corso.

L’accesso a tali dati è quindi aperto a tutti e non è sottoposto a condizioni.

Approfondimenti

Per ulteriori approfondimenti, leggi:


note

[1] Tar Abruzzo-Pescara, Sez. I con la sentenza dell’8 maggio 2021 n. 249.  Tar Campania sent. n.  5763/18. Tar Sicilia, sez. Catania, sent. n. 29/2016 del 13.01.2016.  Tar Lombardia, sent. n. 2024/18. Tar Lazio, sez. Latina, sent. n. 29/2019.

Autore immagine: depositphotos.com


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