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Con la separazione, cambio del domicilio del figlio con comunicazione all’ex

13 Agosto 2014
Con la separazione, cambio del domicilio del figlio con comunicazione all’ex

Sono separata con l’affido condiviso del figlio che, attualmente, è collocato presso di me; per via del mio lavoro di insegnante sono costretta a spostarmi, ogni anno, da una città all’altra. Quali procedure devo seguire per evitare situazioni di conflitto con il padre, che vede il figlio ogni 15 giorni?

Recentemente, sono cambiate le norme del codice civile che disciplinano il diritto di famiglia, comprese quelle sull’affidamento dei figli in caso di separazione.

Nella nuova formulazione che regola, in via generale, il rapporto di filiazione, il Codice civile assegna a entrambi i genitori la responsabilità genitoriale, esercitata di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio. La legge poi aggiunge che “i genitori, di comune accordo, stabiliscono la residenza abituale del minore” [1].

Tra le norme che regolano tutti i casi in cui i genitori non vivono insieme e con i figli, il codice ribadisce [2] che la responsabilità genitoriale è esercitata da entrambi i genitori, che le decisioni di maggior interesse per i figli (relative all’istruzione, all’educazione, alla salute e alla scelta della residenza abituale del minore) sono assunte di comune accordo, tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.

In caso di disaccordo – precisa lo stesso articolo – la decisione è rimessa al giudice.

In presenza di figli minori ciascuno dei due genitori deve comunicare all’altro, entro il termine perentorio di trenta giorni, l’avvenuto cambiamento di residenza o di domicilio; la mancata comunicazione obbliga al risarcimento del danno eventualmente verificatosi a carico del coniuge o dei figli per la difficoltà di reperire il soggetto [3].

Questi dati normativi (non ancora passati al vaglio di una giurisprudenza significativa) sono stati interpretati in maniera diversa dai primi commentatori.

In ogni caso, si può affermare che entrambi i genitori devono decidere della residenza abituale del minore.

Le norme previgenti non menzionavano esplicitamente la scelta della residenza, ma tale decisione veniva comunque affidata ai giudici in caso di disaccordo tra i genitori (si tratta, infatti, di una delle scelte di maggiore rilevanza per i figli).

Ora la regola è ripetuta sia in linea generale sia in caso di separazione, divorzio, annullamento, nullità, o alla conclusione di procedimenti relativi ai figli nati fuori del matrimonio.

L’obbligo di comunicazione è in capo sia al genitore presso il quale i figli hanno la residenza abituale (cosiddetto genitore “collocatario”), sia all’altro genitore, affinché non si renda irreperibile e non si sottragga ai suoi obblighi.

Inoltre il trasferimento di residenza comporterebbe anche un trasferimento scolastico, per il quale è comunque richiesto il consenso dei due genitori.

Venendo al caso descritto, si suggerisce di dare comunicazione del trasferimento mediante raccomandata con ricevuta di ritorno o Pec (posta elettronica certificata), indicando i recapiti (indirizzo, numeri di telefono), il motivo del trasferimento, le future condizioni di vita del figlio e le modalità di incontro e comunicazione con il padre, anche tramite i mezzi tecnologici.

Nel caso di mancata adesione del padre alla proposta, la madre potrebbe rivolgersi al giudice; ricordiamo, infatti, che eventuali decisioni unilaterali potrebbero portare a un mutamento dell’affido o del collocamento: in altre parole, la madre potrebbe perdere l’affidamento condiviso del figlio o solo la collocazione dello stesso.


note

[1] Art. 316, comma 1 cod. civ.

[2] Art. 337-ter cod. civ.

[3] Art. 337-septies cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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