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Tan e Taeg: cosa sono e quali le differenze

10 Settembre 2021 | Autore:
Tan e Taeg: cosa sono e quali le differenze

Come vanno calcolati il tasso annuo nominale ed il tasso effettivo. Quale incide maggiormente sul costo del finanziamento.

Spesso, quando si vede la pubblicità di un’offerta per un acquisto a rate (un materasso, un televisore, una camera da letto, ecc.) si sente parlare di due sigle legate al finanziamento che restano nell’orecchio ma che non vengono spiegate. Si tratta di Tan e Taeg: cosa sono e quali le differenze?

La prima lettera che hanno in comune Tan e Taeg è quella più prevedibile: tasso. Non è difficile immaginare che quando si compra qualcosa a rate, una finanziaria anticipa al venditore i soldi che il cliente restituirà alla finanziaria con gli interessi. Questo vale sia per il finanziamento erogato per l’acquisto di un televisore sia per il mutuo concesso per comprare una casa. In questa operazione che coinvolge tre soggetti (chi vende, chi compra e chi finanzia l’acquisto), qual è il ruolo del Tan e del Taeg? E quale dei due bisogna controllare con maggiore attenzione? Vediamo cosa sono Tan e Taeg e quali sono le differenze tra i due tassi.

Che cos’è il Tan?

Tan significa Tasso annuale nominale. Si tratta di un valore percentuale su base annua che riguarda gli interessi relativi al finanziamento erogato. Significa, quindi, che ha un effetto diretto sull’importo delle rate previste dal piano di ammortamento.

Pertanto, se un prestito o un mutuo vengono concessi con un Tan al 2,5% vuol dire che alla quota capitale della rata verrà aggiunto un interesse del 2,5% diviso per il numero di rate annue da pagare (0,20% sul debito residuo, in questo caso).

Che cos’è il Taeg?

Taeg significa Tasso annuo effettivo globale ed è quello che veramente fa la differenza tra un finanziamento ed un altro perché rappresenta il costo totale del prestito o del mutuo. Nei contratti di mutuo, l’acronimo Taeg viene sostituito con Isc, vale a dire Indicatore sintetico di costo. Nella sostanza, al di là del nome, non cambia.

Il Taeg contiene le spese relative:

  • all’apertura e alla gestione del conto corrente;
  • alle polizze aggiuntive obbligatorie;
  • alla gestione della pratica;
  • ai costi delle operazioni di pagamento.

Nel Taeg, invece, non rientrano:

  • le spese di perizia;
  • le spese del notaio;
  • le imposte.

Il valore del Taeg (come del resto quello del Tan) deve essere indicato nei messaggi pubblicitari che riguardano i finanziamenti, oltre che nel contratto definitivo. Viene espresso in percentuale e può variare a seconda:

  • della durata e dell’importo del finanziamento: se il prestito prevede un costo fisso che non cambia in base alla durata, più il piano di ammortamento sarà lungo e più il Taeg verrà spalmato nel tempo, quindi meno inciderà sulle singole rate;
  • degli interessi: più sono alti e più si alza anche la percentuale del Taeg;
  • delle spese obbligatorie previste dal finanziatore: apertura della pratica, spese di gestione dei pagamenti e le altre sopra citate.

Tan e Taeg: possono essere a tasso zero?

Si sente spesso parlare di finanziamenti a tasso zero, soprattutto per l’acquisto a rate di beni o servizi. Ma è veramente così? Siamo sicuri che quello «zero» resta tale, anche con Tan e Taeg?

Poiché, come abbiamo visto, il Tan rappresenta gli interessi sul capitale erogato, nei prestiti o finanziamenti pubblicizzati «a interessi zero», il Tan deve effettivamente essere dello 0%. Pertanto, almeno da questo punto di vista, il beneficiario del prestito dovrà restituire solo la quota capitale senza che gli vengano applicati degli interessi.

Con il Taeg, invece, la cosa cambia. E non è detto che resti a zero. Il fatto è che, come spiegato in precedenza, il Taeg comprende le spese legate all’istruttoria del finanziamento. Si tratta di costi che deve sostenere il cliente e che non vengono considerati «interessi».

Stando così le cose, perché qualche volta si vedono delle offerte in cui si dice «Tan 0% e Taeg 0%»? Non si tratta di una svista o di un imbroglio, ma di pura tattica commerciale. Abbiamo detto che, in questo tipo di finanziamenti senza interessi, il Tan resta a zero ed il Taeg prevede delle spese non legate agli interessi, come l’apertura e la gestione della pratica, la polizza, ecc.

Ora, il venditore che non vuole tenersi i prodotti in magazzino spesso adotta una strategia che gli consente di vendere a Taeg 0% pagando al finanziatore le spese che avrebbe dovuto sostenere il cliente. Significa che ci perde? No, significa che quelle spese che non verranno presentate come Taeg finiranno nel prezzo del prodotto.

In altre parole, se un televisore costa 1.000 euro e prevede un Taeg per 200, lo si potrebbe trovare in vendita per 1.200 euro con il Taeg allo 0%. In questi casi, basterebbe confrontare il prezzo dello stesso televisore in altri posti in cui viene applicato il tasso effettivo per vedere il suo reale valore: se da altre parti costa 850 euro senza tasso zero, significa che quello che lo vende a 1.000 euro ha gonfiato il prezzo per far credere al cliente che sta facendo un affare acquistandolo senza costi aggiuntivi.



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