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Le Guide Chilometri zero: le garanzie dell’acquirente. È davvero conveniente?

Le Guide Pubblicato il 29 aprile 2014

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Km zero: quando l’automobilista viene tutelato dalla legge; ma è davvero vantaggioso comprare una di queste auto?

 

Si è soliti definire “km zero” quei veicoli, nuovi di fabbrica e che non hanno mai circolato anche se già targati e immatricolati dalle concessionarie a se stesse. Essi, poi, vengono rivenduti con sconti superiori a quelli praticati per gli stessi veicoli nuovi mai immatricolati prima. Tuttavia, è bene chiarire che “km zero” è una definizione puramente commerciale: quella giuridica in realtà non esiste.

Un po’ di storia

Agli albori del fenomeno, più o meno a fine anni 80, le concessionarie vi ricorrevano per smaltire gli stock invenduti ed eliminare quelli di fine serie in attesa dei modelli nuovi oppure oggetto di restyling. A volte lo si faceva anche perché i vecchi modelli, dopo una certa data, non erano più immatricolabili, perché non più conformi agli standard di omologazione (soprattutto quando entravano in vigore nuove direttive europee sulle emissioni inquinanti).

Poi, gradualmente, la necessità di ridurre gli stock è andata su scala ben più ampia, per le eccedenze produttive dei grandi costruttori europei. In più, c’è l’esigenza di un espediente per ridurre i prezzi di vendita reali delle auto nuove, allontanandoli da quelli di listino ormai anacronistici. La manovra, però, andava attuata senza ribassare questi ultimi, per non scompensare il mercato (anche dell’usato). E i prezzi delle km zero, ulteriormente scontati rispetto a quelli delle auto da immatricolare, si sono rivelati lo strumento giusto.

Oggi il ricorso all’autotargatura s’è ampliato a tal punto da raggiungere volumi che preoccupano numerosi analisti (dal 7% a oltre il 10% delle immatricolazioni complessive) e si può dire che le km zero sono un vero “terzo mercato” oltre a quelli di nuovo e usato.

Tant’è vero che sono nate addirittura strutture di vendita specializzate. In molti casi, tali vetture si possono addirittura prenotare e questa è la conferma definitiva che l’autoimmatricolazione s’è trasformata da pratica sporadica in strumento d’uso abituale e massiccio.

I vantaggi

I concessionari riescono ad abbassare il prezzo delle km zero fino a certi livelli solo grazie ai contributi concessi dalle rispettive case madri e ciò prova che le km zero sono un importante canale di sfogo per la sovrapproduzione.

Ma acquistare una di queste vetture conviene davvero o no? Dipende.

Identificato il modello preferito, il confronto va fatto tra il suo prezzo di vendita finale (che deve comprendere il costo del passaggio di proprietà al nuovo acquirente) e quello scontato di un identico esemplare nuovo da targare.

Tenuto conto delle campagne promozionali costantemente in corso sul “nuovo”, il confronto dev’essere molto accurato e potrebbe dare esiti inattesi, rivelando che la convenienza di una km zero è scarsa o addirittura nulla.

Tra gli svantaggi c’è anche da considerare che un’auto così è vista e piaciuta  poiché, a meno di non poterla scegliere tra uno stock imponente, va acquisita nel colore e con gli accessori disponibili.

Di quale garanzia sui difetti di conformità godono i veicoli con km zero?

Per prassi, la maggioranza dei concessionari e dei rivenditori corredano le auto km zero con la sola garanzia residua del costruttore, che vale due anni a partire dalla data di prima immatricolazione.

Tuttavia, il Codice del Consumo obbliga il venditore a garantire i beni nuovi dai difetti di conformità per due anni a partire dalla data della consegna al consumatore, più altri due mesi concessi dalla scoperta del difetto, per un totale, quindi, di 26 mesi.

Poiché equiparabile in tutto e per tutto a un veicolo nuovo in quanto non ha mai circolato, una vettura km zero (anche immatricolata per la prima volta all’estero) andrebbe dunque garantita per 26 mesi dalla data della consegna, non per 24 dalla data di immatricolazione.

Quindi, per un difetto manifestatosi entro il periodo di vigenza della garanzia residua del costruttore, il consumatore potrà approfittare di quest’ultima. Dopo, e fino al termine della garanzia di conformità, il ripristino dovrebbe avvenire totalmente a carico del venditore, ricambi e manodopera compresi.

note

[1] Artt. 130 e 132 del D.lgs. 206/2005.

Autore immagine: 123rf.com


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