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Quanto costa fare un patteggiamento?

10 Settembre 2021 | Autore:
Quanto costa fare un patteggiamento?

Quanti soldi ci vogliono per patteggiare una pena? Quali sono i vantaggi del patteggiamento? A quanto ammonta la parcella dell’avvocato?

Il patteggiamento è quella procedura che consente all’imputato di accordarsi con il pm sulla pena finale che sarà oggetto della condanna. In pratica, patteggiando la pena l’imputato si assicura una condanna entro limiti prestabiliti. Il vantaggio è quello di evitare sgradite sorprese, nel senso che il giudice non potrà irrogare una sanzione maggiore di quella che è stata oggetto di accordo tra le parti. Insomma: patteggiare può davvero essere conveniente per l’imputato che non ha possibilità di dimostrare la propria innocenza. Quanto costa fare un patteggiamento?

Come vedremo, il patteggiamento è la procedura speciale più economica per chi intende accedervi, in quanto la condanna non comporta il pagamento di alcuna spesa processuale, né l’imputato è tenuto (in sede penale) a pagare il risarcimento alla persona danneggiata, visto che al giudice è preclusa la possibilità di esprimersi sulla relativa richiesta della parte civile. Insomma: tra i numerosi vantaggi del patteggiamento vi è anche quello di essere particolarmente celere ed economico. Quanto costa patteggiare la pena? Prosegui nella lettura se l’argomento ti interessa.

Patteggiamento della pena: cos’è?

Il patteggiamento è una procedura speciale e premiale:

  • speciale, perché si differenzia dal rito ordinario che prevede la celebrazione del dibattimento;
  • premiale, perché all’imputato sono concessi benefici non previsti nella procedura ordinaria.

Patteggiamento: quali sono i benefici?

I vantaggi del patteggiamento sono diversi:

  • sconto di pena fino a un terzo;
  • esclusione dell’applicazione delle pene accessorie (salvo il ricorrere di reati contro la Pubblica Amministrazione) e delle misure di sicurezza (salvo la confisca, nel caso di reati contro la Pubblica Amministrazione);
  • esclusione del pagamento delle spese processuali;
  • estinzione del reato, decorsi due anni dal patteggiamento nel caso di condanna per contravvenzioni o cinque anni nel caso di condanna per delitti, se l’imputato si astiene dal commettere altri reati della stessa indole. L’estinzione opera solo nelle ipotesi di patteggiamento ristretto (cioè fino a due anni di pena).

Quanto costa patteggiare la pena?

Come anticipato in apertura, il patteggiamento è la procedura speciale più economica, in quanto la persona condannata non dovrà pagare alcuna spesa processuale.

Ma non solo: poiché il patteggiamento impedisce al giudice di esprimersi sulla richiesta economica della parte civile, l’imputato non dovrà nemmeno pagare il risarcimento al danneggiato; tutt’al più, il giudice potrà decidere di accollargli le spese legali sostenute dalla controparte per costituirsi in giudizio.

Ad essere certe sono solo le spese legali dovute al proprio avvocato. Ferma restando la possibilità di accedere al gratuito patrocinio nel caso di reddito imponibile non superiore a 11.746,68 euro, nell’ipotesi di patteggiamento la parcella del proprio legale sarà comunque più leggera rispetto al rito ordinario, in quanto l’attività prestata dall’avvocato si sarà limitata all’accordo con il pm sulla pena da applicare.

Per farla breve, il patteggiamento non ha un costo preciso, in quanto il suo unico “prezzo” è quello legato all’onorario del proprio difensore. Quest’ultimo non potrà pretendere cifre esorbitanti, visto che il patteggiamento non implica alcuna attività difensiva eccezionale, né la presentazione di memorie o la formulazione dell’arringa finale, in quanto nel patteggiamento non sono previste discussioni orali.

In tema di costi del patteggiamento si è espressa la Corte di Cassazione, la quale ha stabilito che all’avvocato, in sede di applicazione della pena su richiesta delle parti, spettano non meno di 1.300 euro [1]. Può dunque essere individuato in questa cifra il costo di un patteggiamento.

Quando si può patteggiare?

All’imputato/indagato non è consentito patteggiare sempre. Esistono dei limiti al patteggiamento, che possiamo sostanzialmente ricondurre a due categorie:

  • esclusione del patteggiamento per limite di pena – la legge dice che l’imputato può patteggiare se la pena detentiva, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non supera cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria;
  • esclusione del patteggiamento in ragione del tipo di reato contestato – la legge esclude che si possa patteggiare per determinate tipologie di reato, a prescindere dal limite di pena dei cinque anni. Si tratta di reati che la legge reputa molto gravi, come la violenza sessuale, la pornografia minorile, il narcotraffico, ecc. [2].

Come si patteggia una pena?

Il patteggiamento deve essere richiesto entro tempi certi: la sede d’elezione è l’udienza preliminare; se manca, il patteggiamento deve essere chiesto alla prima udienza, fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, ovvero entro quindici giorni dalla notificazione del decreto di giudizio immediato.

Il patteggiamento, come anticipato, deve essere concordato con il magistrato del pubblico ministero: ciò significa che, se vi è il consenso di quest’ultimo, le parti si siedono a tavolino e calcolano la pena finale da irrogare, purché, ovviamente, rientri nei limiti dei cinque anni sopra detti.


note

[1] Cass., sent. n. 10685/2020.

[2] Art. 444 cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


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