Diritto e Fisco | Articoli

Risarcimento incidente: la raccomandata all’assicurazione

4 Giugno 2021 | Autore:
Risarcimento incidente: la raccomandata all’assicurazione

Quali sono i vincoli imposti dalla legge e interpretati dalla Cassazione per non perdere il diritto al ristoro. Che succede se la lettera è incompleta?

Quando si resta coinvolti senza colpa in un sinistro stradale, viene richiesto dal Codice delle assicurazioni di inviare alla compagnia una lettera contenente le informazioni necessarie per procedere alla liquidazione dei danni subìti. Per ottenere il risarcimento per l’incidente, la raccomandata all’assicurazione deve essere fatta in un determinato modo. Finora, la richiesta poteva essere respinta perché nella comunicazione mancavano alcuni dati. E si sa che, quando ci si può appigliare a qualcosa per evitare di pagare, c’è chi lo fa volentieri.

La Cassazione, però, è venuta più volte incontro all’automobilista vittima suo malgrado del sinistro. Lo ha fatto anche di recente, stabilendo che se anche la raccomandata all’assicurazione è incompleta, il risarcimento per l’incidente va riconosciuto lo stesso. Va bene cercare il pelo nell’uovo, insomma, purché il pelo abbia un certo spessore.

Si può dire, in estrema sintesi, che per non perdere quello che spetta bisogna rispettare i tempi di spedizione della lettera e occorre anche inserire le informazioni che veramente sono fondamentali per stabilire la ragione o il torto. Per la Suprema Corte, ci sono altri modi in cui la compagnia può venire a sapere del sinistro in modo altrettanto valido. Vediamo che cosa serve per il risarcimento e che cosa ha sancito la Cassazione a proposito della raccomandata all’assicurazione.

Incidente: serve la raccomandata all’assicurazione?

Punto primo: anche se il Codice delle assicurazioni impone a chi deve chiedere il risarcimento da incidente stradale di inviare entro tre giorni una raccomandata all’assicurazione, il danneggiato non è obbligato a farlo a tutti i costi. Così ha stabilito la Cassazione con un’ordinanza [1] in cui si legge che l’assicurato ha diritto al risarcimento anche se non spedisce la lettera quando la compagnia è venuta a sapere del sinistro in altro modo. Ad esempio, quando il danneggiato si è recato di persona nell’agenzia assicurativa a darne comunicazione verbale oppure quando la compagnia è stata citata in giudizio come responsabile civile dell’incidente.

L’importante, dunque, è che la compagnia venga a conoscenza della dinamica dell’incidente e della volontà del danneggiato di chiedere il risarcimento ed abbia gli elementi sufficienti a valutare se si può raggiungere un accordo con la controparte in modo da evitare delle liti che comportino una perdita di tempo e di denaro.

Incidente: come fare la raccomandata all’assicurazione?

Poniamo il caso che chi vuole chiedere il risarcimento per l’incidente abbia «un debole» per le cose scritte ed opti per la raccomandata all’assicurazione, pensando al fatto che delle cose dette a voce non resta mai nulla nero su bianco.

La raccomandata, così come richiesto dal Codice delle assicurazioni, deve contenere:

  • generalità e codice fiscale di chi richiede il risarcimento;
  • luogo e data del sinistro;
  • modalità dell’incidente.

L’altra cosa imposta dal Codice è il termine entro il quale inviare la raccomandata: tre giorni dalla data del sinistro. Solo in questo modo, potrà scattare la procedura per avere il ristoro entro 60 o 90 giorni a seconda della gravità dell’incidente (se ci sono stati o meno dei feriti). La Cassazione, però, ha puntualizzato entrambe le cose.

In primis, sul discorso dei termini non è detto che, se la comunicazione dell’incidente arriva al quarto giorno anziché entro il terzo, il risarcimento venga perso. Per la Suprema Corte, se ne ha diritto se non ci sono malafede da parte del danneggiato e la prospettiva di un danno per l’assicurazione.

Per quanto riguarda, invece, il contenuto della raccomandata, sempre dalla Cassazione arriva un’importante indicazione a favore dell’automobilista: non si perde il diritto al risarcimento se la raccomandata non contiene tutti i dati richiesti, cioè se è incompleta, purché riporti gli elementi utili a consentire alla compagnia di formulare un’offerta [2].

Significa che un assicurato non può sentirsi dire che la richiesta non viene accettata perché nella raccomandata manca il suo codice fiscale o qualche altro dato riferito alle sue generalità. Quello che conta – scrivono gli Ermellini – è che ci siano i presupposti per il raggiungimento dello scopo, ovvero le modalità dell’incidente la cui descrizione consenta all’assicurazione di svolgere il suo lavoro. In altre parole: se la raccomandata contiene i dati essenziali, anche se non del tutto completa, non vengono compromesse né la formulazione dell’offerta né la successiva domanda giudiziale.

Siamo, dunque, sempre di fronte al rapporto di correttezza e di buona fede e – conclude la Cassazione – occorre evitare qualsiasi interpretazione troppo formalistica che possa precludere il diritto del danneggiato al risarcimento.


note

[1] Cass. ordinanza n. 1699/2021.

[2] Cass. sent. n. 15445/2021.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube