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Come evitare che i soldi in banca vadano a tutti gli eredi?

4 Giugno 2021
Come evitare che i soldi in banca vadano a tutti gli eredi?

Divisione dell’eredità: come si ripartisce il patrimonio del defunto e come vengono divise le somme sul conto corrente. 

Un genitore potrebbe voler dividere il proprio patrimonio secondo ciò che lui stesso ritiene più saggio e conveniente per gli eredi. E così, ad esempio, potrebbe riservare i soldi, depositati sul proprio conto corrente, in favore del figlio più bisognoso di contanti rispetto agli altri, a cui potrebbe invece destinare beni meno liquidi come una casa o dei titoli di Stato. Ma si può fare? Come evitare che i soldi in banca vadano a tutti gli eredi? Cerchiamo di fare il punto della situazione e di fornire qualche suggerimento pratico.

A chi vanno i soldi in banca alla morte del titolare del conto?

Quando muore il titolare del conto corrente, i soldi in banca “cadono in successione”, vanno cioè divisi tra gli eredi. 

La banca non può estinguere il conto al decesso del proprio cliente; sono gli eredi a dover decidere se ritirare la giacenza e chiudere per sempre il rapporto con la banca o lasciare le cose come stanno.

Di sicuro, per legge, la banca deve bloccare la possibilità di prelievo dal conto, non appena ha avuto notizie del decesso, fino a quando gli eredi non presenteranno copia della dichiarazione di successione. Solo in quel momento la banca potrà liquidare a ciascun erede la rispettiva quota. 

La divisione dei soldi sul conto avviene in modo diverso a seconda che il defunto abbia fatto o meno testamento. Nel primo caso (eredità senza testamento), la somma in banca viene ripartita tra gli eredi secondo le regole della cosiddetta successione legittima. In tal caso, gli eredi sono:

  • il coniuge anche se separato (o il partner dell’unione civile); 
  • i discendenti (figli e nipoti);
  • gli ascendenti (genitori e nonni);
  • i collaterali (fratelli e sorelle);
  • gli altri parenti del defunto fino al 6° grado.

La presenza di una categoria esclude le altre. In assenza di tali soggetti, l’eredità finisce allo Stato.

Nel caso di eredità con testamento invece bisogna innanzitutto verificare cosa abbia stabilito il testatore. E qui le ipotesi possono essere due.

Divisione somme in banca tra tutti gli eredi

Il testatore – ossia il defunto che ha fatto testamento – potrebbe aver individuato i propri eredi per nome e cognome, indicando eventualmente le quote di ognuno, ma senza specificare la ripartizione tra loro dei beni. In tal caso, le somme sul conto corrente vengono divise tra tutti gli eredi in base alle relative quote o, in assenza di indicazione da parte del testatore, per quote uguali. 

Legato delle somme in banca

Il testatore potrebbe invece disporre che i soldi in banca vadano a uno o più specifici eredi, estromettendo gli altri. 

Una tale soluzione è legale solo nella misura in cui i soggetti estromessi non siano gli eredi legittimari (coniuge e figli o, in assenza dei figli, i genitori) ed a questi non siano garantite le quote minime previste in loro favore dalla legge (le cosiddette quote di legittima). Se così infatti fosse, gli eredi legittimari che siano stati di fatto “diseredati” o comunque che abbiano ricevuto meno di quanto spetterebbe loro per legge, possono impugnare il testamento e chiedere al giudice che divida equamente le somme depositate sul conto corrente.

Alla luce di ciò, vediamo dunque come può il titolare del conto corrente evitare che i soldi in banca vadano a tutti gli eredi.

Come evitare che i soldi in banca vadano a tutti gli eredi

Alla luce di quanto abbiamo appena detto è facile comprendere che, se il testatore non prevede nulla, le somme sul conto corrente vengono divise equamente tra tutti gli eredi. Per evitare che ciò avvenga ci sono tre soluzioni. Eccole qui di seguito elencate.

Il testamento

Il primo sistema per far sì che i soldi in banca non vengano divisi tra tutti gli eredi ma siano assegnati a uno o più soggetti particolari è, come detto, effettuare un’esplicita attribuzione con il testamento. In tal caso, il testatore dovrà verificare di aver lasciato, agli eredi legittimari, le quote di riserva previste dalla legge (sono elencate nello schema alla fine dell’articolo). Fatto ciò, sarà libero di lasciare ad altri eredi le somme in banca.

L’intestazione del conto corrente all’erede

Una seconda soluzione potrebbe essere quella di intestare il conto corrente all’erede beneficiario prima della morte. Un atto del genere, però, costituisce una donazione ed anche questa è impugnabile alla morte del correntista se questi non ha rispettato le quote di legittima.

Simile a questa soluzione è la cointestazione del conto corrente al soggetto che ne deve divenire beneficiario. In tal caso, però, cadrà in successione solo il 50% del conto, mentre l’altra metà resta di titolarità del cointestatario. Anche una soluzione del genere presta il fianco a possibili contestazioni: gli altri eredi legittimari, qualora si vedano compromesse le proprie quote di riserva, potrebbero far rilevare che l’atto di contestazione è una pura finzione, una simulazione per togliere loro il dovuto.

La polizza vita

Un ulteriore sistema per far sì che i soldi sul conto non vadano a tutti gli eredi è acquistare una polizza vita con un’assicurazione e nominare come beneficiario l’erede a cui si vuol dare il denaro. Difatti, i risarcimenti dell’assicurazione dovuti a titolo di polizze vita non cadono in successione ma vengono versati solo al beneficiario.
Nella seguente tabella riassumiamo le quote riservate ai legittimari, salvo poi approfondire meglio le singole ipotesi nei paragrafi che seguono.

Se c’è:
Legittimari
Quota riservata dalla legge ai legittimari
Residua quota del testamento liberamente disponibile
Coniuge

(o compagno gay da unione civile)
Se non ci sono figli½ di eredità + il diritto di abitazione sulla casa coniugale½ di eredità
Se oltre al coniuge c’è un figlio unico (anche se i genitori del defunto sono ancora in vita)– al coniuge va 1/3 dell’eredità + il diritto di abitazione sulla casa

– al figlio unico va 1/3 dell’eredità

1/3 dell’eredità
Se oltre al coniuge ci sono 2 o più figli (anche se i genitori del defunto sono ancora in vita)– al coniuge va ¼ dell’eredità + il diritto di abitazione sulla casa

– ½ dell’eredità va diviso tra i figli in parti uguali

¼ dell’eredità
  Se, oltre al coniuge, c’è uno o entrambi i genitori o, in loro mancanza, altri ascendenti (mancano però i figli)– al coniuge va ½ dell’eredità + il diritto di abitazione sulla casa

– ai genitori o altri ascendenti va ¼ dell’eredità

¼ dell’eredità
Se manca il Coniuge

(o compagno gay da unione civile)
Se c’è un solo figlio unico (anche se vivono i genitori del defunto)Al figlio unico va ½ dell’ereditའdell’eredità
Se ci sono 2 o più figli (anche se vivono ancora i genitori del defunto)Ai figli vanno i 2/3 dell’eredità divisi per parti uguali1/3 dell’eredità
Se ci sono solo i genitori (o, in loro mancanza, altri ascendenti) del defunto, ma non ci sono figliAi genitori (o altri ascendenti) va 1/3 dell’eredità2/3 dell’eredità
Se non ci sono né figli, né genitori o altri ascendentiSi può liberamente disporre dell’intera eredità

Quali sono le quote di legittima?

Cosa spetta al coniuge del defunto?

Al coniuge, anche se ci sono altri eredi, spetta sempre il cosiddetto diritto di abitazione, ossia la possibilità di continuare a vivere nella casa coniugale.

Inoltre, al coniuge spetta:

  • ½ dell’eredità se non ci sono figli e genitori della persona defunta;
  • 1/3 dell’eredità se c’è un figlio unico della persona defunta;
  • ¼ dell’eredità se ci sono 2 o più figli della persona defunta;
  • ½ dell’eredità se mancano i figli ma c’è uno o entrambi i genitori del defunto.

Cosa spetta ai figli del defunto?

Al figlio unico spetta:

  • 1/3 dell’eredità se, oltre a lui, è ancora in vita l’altro genitore, ossia il coniuge del defunto;
  • ½ dell’eredità se manca il coniuge del defunto.

Ai figli, quando sono più di uno, spetta:

  • 1/3 dell’eredità da dividere in parti uguali, se, oltre a loro, è ancora in vita l’altro genitore, ossia il coniuge del defunto;
  • 2/3 dell’eredità se manca il coniuge del defunto.

Cosa spetta ai genitori del defunto?

Ai genitori spetta:

  • 1/3 dell’eredità se mancano sia i figli che il coniuge del defunto;
  • ¼ dell’eredità se mancano i figli ma c’è il coniuge del defunto.

Quali sono le quote di eredità di cui si può disporre liberamente?

Veniamo ora alle quote di eredità di cui il testatore può disporre liberamente:

  • se c’è il coniuge e in assenza di figli e senza ascendenti del defunto: 1/2 eredità;
  • se c’è il coniuge più un figlio unico (anche se viventi gli ascendenti del defunto): 1/3 eredità;
  • se c’è il coniuge più 2 o più figli (anche se viventi gli ascendenti del defunto): 1/4 eredità;
  • se c’è il coniuge più gli ascendenti (senza figli): 1/4 eredità;
  • se non c’è il coniuge ma c’è solo un figlio unico: 1/2 eredità;
  • se non c’è il coniuge ma ci sono 2 o più figli (anche se viventi gli ascendenti del defunto): 1/3 eredità;
  • se non c’è il coniuge ma sono presenti gli ascendenti del defunto (senza figli): 2/3 eredità.


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