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Cosa succede ai contributi versati in caso di morte?

10 Settembre 2021 | Autore:
Cosa succede ai contributi versati in caso di morte?

Indennità per morte, una tantum, pensione indiretta e supplementare indiretta: come recuperare i versamenti Inps.

Si passa la vita a lavorare ed a versare i contributi previdenziali, nella speranza di percepire una bella pensione. C’è, tuttavia, chi purtroppo non arriva a questo importante traguardo: ma che cosa succede ai contributi versati in caso di morte? L’Inps incamera i contributi, oppure i versamenti vengono restituiti?

Nessuna delle due: in caso di decesso dell’assicurato non ancora pensionato, a determinati familiari superstiti individuati dalla legge [1] (e non a tutti gli eredi) spetta la pensione indiretta, che corrisponde a una quota della pensione alla quale avrebbe avuto diritto il lavoratore. Questi familiari sono il coniuge, anche separato o divorziato (a specifiche condizioni), i figli minori, studenti o inabili, in determinati casi i nipoti, i genitori over 65, i fratelli celibi e le sorelle nubili, se viventi a carico del dante causa.

Per ottenere la pensione indiretta sono richiesti i requisiti di assicurazione e di contribuzione necessari per conseguire la pensione di vecchiaia; per la precisione, sono sufficienti 15 anni di contributi, che corrispondono al precedente requisito contributivo da soddisfare per maturare il trattamento di vecchiaia, ora, invece, pari a 20 anni. Non occorre soddisfare, invece, alcun requisito anagrafico.

In alternativa, la pensione indiretta può essere ottenuta con i requisiti di assicurazione e di contribuzione previsti per l’assegno ordinario di invalidità (non è necessario che il deceduto sia stato riconosciuto invalido o inabile), ossia almeno 5 anni di contributi, di cui 3 accreditati nell’ultimo quinquennio (per approfondire, leggi Pensione ai superstiti).

In mancanza di questi requisiti, solo ai superstiti dei lavoratori dipendenti (e non anche a quelli dei lavoratori autonomi) può spettare la pensione indiretta privilegiata, a patto che ricorrano le condizioni prescritte per questo particolare trattamento; se mancano anche queste condizioni, l’Inps non liquida alcuna rendita, ma può erogare un’indennità una tantum o un’indennità per morte. Ma procediamo con ordine.

Indennità per morte

L’indennità per morte è una prestazione economica erogata dall’Inps che spetta se il lavoratore defunto:

  • era assicurato da prima del 1° gennaio 1996 presso una gestione previdenziale amministrata dall’Inps (cioè rientrante nel cosiddetto sistema retributivo o misto di liquidazione della pensione);
  • non era titolare di una pensione diretta.

Beneficiari

L’indennità è corrisposta a favore del coniuge superstite, non avente diritto alla pensione di reversibilità o indiretta per mancato perfezionamento dei requisiti richiesti.

In mancanza del coniuge, l’indennità è corrisposta ai figli.

Importo

L’importo dell’indennità per morte è rapportato all’ammontare dei contributi versati: è pari a 45 volte l’ammontare dei contributi Ivs (invalidità, vecchiaia e superstiti) accreditati a favore dell’assicurato, nel limite minimo di 22,31 euro e massimo di 66,93 euro.

Requisiti

È importante specificare che il diritto all’indennità matura soltanto se nella posizione previdenziale dell’assicurato risultano accreditati, nei 5 anni precedenti il decesso, almeno 52 contributi settimanali, cioè un anno di contribuzione. Concorrono alla formazione delle 52 settimane tutti i contributi utili per il diritto alla pensione, compresi i contributi figurativi (presi in considerazione per la determinazione del diritto, ma non considerati ai fini della misura dell’indennità) e, per quanto riguarda gli iscritti al Fondo pensione dei lavoratori dipendenti, anche quelli obbligatori dovuti e non versati.

Domanda

Gli eredi, per ottenere l’indennità per morte, devono presentare un’apposita domanda all’Inps entro un anno dalla data del decesso del lavoratore assicurato. Superati questi termini, si decade dal beneficio.

La domanda d’indennità per morte può essere presentata all’Inps:

  • online, accedendo al portale web dell’istituto attraverso le proprie credenziali dispositive (Pin Inps, Spid, Cie o Cns), seguendo il percorso: “Prestazioni e Servizi / Indennità per morte ai superstiti”;
  • tramite il call center dell’Inps, chiamando il numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile (occorre comunque il codice Pin);
  • tramite patronato.

Indennità una tantum

Qualora il dante causa risulti assicurato presso una gestione amministrata dall’Inps dopo il 1° gennaio 1996, quindi appartenente al cosiddetto sistema esclusivamente contributivo di calcolo della pensione, non spetta l’indennità per morte, ma un beneficio differente, l’indennità una tantum.

Beneficiari

L’indennità una tantum spetta agli stessi familiari superstiti del lavoratore che avrebbero potuto fruire, sussistendo i requisiti contributivi e assicurativi prescritti, della pensione indiretta.

L’importo dell’indennità una-tantum è ripartito fra i beneficiari in base ai criteri seguiti per la pensione ai superstiti.

Importo

L’indennità una tantum è pari all’ammontare mensile dell’assegno sociale, pari a 460,28 euro nel 2021, moltiplicato per il numero delle annualità di contribuzione accreditata a favore dell’assicurato.

Requisiti

L’indennità una tantum spetta ai familiari superstiti a condizione che:

  • non abbiano diritto alla pensione indiretta per mancanza dei requisiti assicurativi e contributivi della posizione del deceduto, né alla pensione supplementare indiretta;
  • non abbiano diritto a rendite per infortunio sul lavoro o malattia professionale, a causa della morte dell’assicurato;
  • si trovino, alla data del decesso dell’assicurato, nelle condizioni di reddito richieste per l’ottenimento dell’assegno sociale (puoi trovarle nella nostra Guida all’assegno sociale).

Nel caso in cui un superstite sia destinatario di rendite per infortunio sul lavoro o sia in possesso di redditi superiori ai limiti previsti, l’intera indennità deve essere ripartita tra gli altri superstiti che ne hanno diritto. La prestazione si estingue dopo dieci anni dalla data del decesso dell’assicurato; ha quindi una valenza limitata.

Domanda

La domanda d’indennità una tantum può essere presentata all’Inps:

  • online, accedendo al portale web dell’istituto attraverso le proprie credenziali dispositive (Pin Inps, Spid, Cie o Cns), seguendo il percorso: “Prestazioni e Servizi / Indennità una tantum ai superstiti”;
  • tramite il call center dell’Inps, chiamando il numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile (occorre comunque il codice Pin);
  • tramite patronato.

note

[1] Art. 22 L. 903/1965.

Autore immagine: pixabay.com


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