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Equitalia: solleciti di pagamento e avvisi bonari impugnabili davanti al giudice

21 aprile 2014


Equitalia: solleciti di pagamento e avvisi bonari impugnabili davanti al giudice

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 aprile 2014



Le Sezioni Unite della Cassazione chiudono ogni dubbio: le note di sollecito, contenenti una pretesa tributaria ormai definitiva, sono autonomamente impugnabili.

 

Eliminato ogni dubbio in merito alla possibilità di proporre ricorso al giudice contro gli avvisi bonari di Equitalia e le note di sollecito. A definire la questione ci hanno dovuto pensare, una volta per tutte, le Sezioni Unite della Cassazione in una sentenza dello scorso 17 aprile [1].

Non solo, dunque, contro la cartella di pagamento vera e propria, ma anche contro ogni altro invito a pagare, notificato da Equitalia, per pretese tributarie ormai definitive, anche se sottoforma di avviso bonario: il contribuente può, dunque, sempre agire davanti al tribunale per far accertare le proprie ragioni.

La tesi sostenuta a lungo dall’amministrazione finanziaria e dall’Agente della riscossione, della non impugnabilità degli inviti al pagamento di cartelle esattoriali, è stata così definitivamente smentita dalle Sezioni Unite della Suprema Corte, una tesi sulla quale, negli anni passati, si è dibattuto a lungo e che ora sembra aver trovato una pacifica soluzione.

La Cassazione, a riguardo, ha richiamato un principio di carattere tributario dalla stessa già espresso in precedenza [2], principio secondo cui sono impugnabili [3] quegli atti con cui l’amministrazione comunica al contribuente una pretesa tributaria definita anche quando l’avviso non si concluda con una intimazione di pagamento vera e propria, ma sia qualificabile, piuttosto, come un invito bonario. Ciò a prescindere dall’espressione verbale utilizzata nell’atto e dalla eventuale mancata indicazione dei termini e delle forme da utilizzare per l’impugnazione. 
In altre parole, anche se nell’atto non sono indicate le modalità per fare ricorso e i termini entro cui presentarlo, esso è ugualmente impugnabile.

L’invito bonario – conclude la sentenza – è impugnabile a prescindere dal fatto che si sia impugnata anche la cartella esattoriale [4].

In ultimo, la Corte ricorda che contro gli avvisi bonari per sanzioni dovute a violazioni del codice della strada, la competenza a decidere è del Giudice di Pace e non delle Commissioni Tributarie Provinciali.

note

[1] Cass. S.U. sent. n. 8928/14 del 17.04.2014.

[2] Cass. sent. n. 12194/2008 e Cass. S.U. sent. n. 16293/2007.

[3] Ex art. 19 d.lgs. n. 546/1992.

[4] Oltre che per le ragioni sopra espresse, già di per sé sufficienti all’accoglimento del ricorso, i Giudici hanno valorizzato la circostanza per cui il destinatario della nota di sollecito avesse impugnato, insieme alla medesima nota, anche le cartelle di pagamento ad essa correlate, ancorché mai notificate, nonché quella per cui la nota si concludeva con una richiesta di pagamento ben determinata nel quantum, che minacciava, in caso di insolvenza entro un dato termine, l’esecuzione forzata.

 

Autore immagine: 123rf.com

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