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Quante volte si può cambiare residenza?

4 Giugno 2021
Quante volte si può cambiare residenza?

Cambio di residenza: modalità, termini e obblighi di legge per il cittadino. 

Quante volte si può cambiare la residenza? Il cambio di residenza diventa obbligatorio tutte le volte in cui una persona si trasferisce definitivamente da un luogo ad un altro. Il semplice spostamento per qualche giorno o mese non comporta l’obbligo del cambio residenza (si pensi alla residenza estiva nel mese di agosto).

In altri casi, la legge impone il trasferimento della residenza per chi voglia usufruire di determinate agevolazioni fiscali, a pena di decadenza dalle stesse. 

Quando si parla di residenza esistono una serie di obblighi legali che sarà bene conoscere. Ma procediamo con ordine.

Cos’è la residenza?

La residenza è il luogo ove una persona ha la dimora abituale ossia dove vive per gran parte dell’anno e che, nello stesso tempo, risulta indicato ufficialmente presso il Registro dell’Anagrafe Comunale. 

La residenza deve sempre coincidere con la dimora abituale; non è ammesso avere una residenza di comodo in un luogo ove non si vive. Tuttavia, non è necessario mutare la residenza se ci si sposta da casa per un periodo non prolungato: si pensi a chi va a stare in albergo per qualche giorno o va a vivere a casa dei parenti per qualche mese o trascorre le vacanze nella dimora estiva.

Da dove risulta la residenza

La residenza risulta dal registro dell’Anagrafe comunale ove ciascuno ha l’obbligo di dichiarare la propria residenza.

L’Anagrafe è un registro pubblico a cui chiunque può accedere per conoscere l’altrui residenza (senza peraltro dover fornire una motivazione). 

Chi vuol trasferire la propria residenza deve comunicarlo (solo) al Comune della nuova abitazione e non anche a quello vecchio (che sarà invece informato dal primo). Non è necessario aggiornare la carta d’identità: lo si potrà fare nel momento in cui la si rinnova. Anche per quanto riguarda la patente: il più delle volte, è il Comune stesso ove si effettua il cambio di residenza a comunicarlo alla motorizzazione e al Pra facendo firmare un’apposita dichiarazione al cittadino.

Cosa rischia chi dà una falsa residenza?

Fornire una falsa residenza è reato, quello di falso in atto pubblico. 

Non è però reato omettere di comunicare il cambio di residenza. Questo perché l’illecito penale in questione scatta solo quando si commette una condotta attiva – appunto la dichiarazione mendace – e non una passiva come l’omesso aggiornamento dell’Anagrafe.

È obbligatorio avere una residenza?

Ciascun cittadino deve avere una residenza se vuol possedere una serie di diritti come il diritto al voto, all’assistenza medica, alla carta d’identità, ecc.

Anche i «senza fissa dimora» devono fornire una residenza, che tuttavia può essere una residenza virtuale come una piazza o un ponte. 

Qual è la differenza tra residenza e dimora?

La dimora è il luogo ove una persona si trova in un determinato momento. In realtà, bisogna distinguere tra:

  • dimora abituale: è il luogo ove una persona vive per gran parte dell’anno, indipendentemente da dove si trova in uno specifico momento. Come detto, la dimora deve per forza coincidere con la residenza;
  • dimora occasionale: è il luogo ove una persona si trova in uno specifico momento, anche se non è la sua abitazione stabile. Si può trattare quindi di un residence vacanza o della casa dei genitori ove è andato a stare in occasione delle feste natalizie.

La residenza dunque coincide con il concetto di dimora abituale. La residenza inoltre risulta sempre da un registro pubblico – l’anagrafe – mentre la dimora è un concetto di fatto, che si sposta con il cittadino.

Quante volte si può cambiare residenza?

Non ci sono limiti alla possibilità di spostare la propria residenza da un luogo a un altro: la legge consente di cambiare la residenza tutte le volte che si vuole, purché non si tratti di una residenza fittizia o di comodo. È possibile cambiare la residenza anche dopo pochi mesi dall’ultima volta: non c’è un limite minimo di giorni in cui la residenza debba sussistere in un determinato luogo. 

Anzi, il cambio di residenza diventa obbligatorio tutte le volte in cui ci si trasferisce definitivamente da un luogo ad un altro, oppure quando si dà in affitto la propria casa e, in essa, va a vivere un’altra persona.

È altresì obbligatorio cambiare residenza quando si compra un immobile con il bonus prima casa: in tale ipotesi, il contribuente che voglia ottenere le agevolazioni fiscali sul rogito (Iva al 4% o imposta di registro al 4%) deve spostare la residenza nel Comune ove è ubicato il nuovo immobile entro 18 mesi dalla data della stipula della compravendita. In questo caso, è necessario lasciare la propria residenza nello stesso Comune del nuovo immobile per tutti i 18 mesi dal rogito, senza poterla modificare.



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